Emergenza sangue nella
nazione dell'horror, regione splatterpunk, provincia Clive Barker,
comune “Books of Blood”: termina ufficialmente con questa sesta
antologia di racconti la rilettura barkeriana.
E quale magnifica,
folle, cavalcata: dai territori intrisi di gore degli esordi, a una
vasta pletora di futuri adattamenti fumettistici e cinematografici,
alle premonizioni weird e dark fantasy delle opere successive.
I
“Libri di Sangue” si possono leggere nell'ordine e nelle
preferenze che più aggradano, come dimostrano le riedizioni e le
antologie successive, tuttavia danno il loro meglio quando si procede
nell'ordine originario, in modo da constatare la graduale evoluzione
di Barker, sia nel senso dell'utilizzo di strumenti narrativi e
stilistici sempre più raffinati, sia nella padronanza delle diverse
idee, spesso compresse nell'arco di poche pagine.
Il tempo sarebbe un ottimo
maestro, se non fosse che uccide tutti i suoi alunni.
La relativa immortalità
della letteratura le permette tuttavia di sfuggire questo fastidioso
inconveniente, solitamente dando giustizia allo scrittore quando
ormai è nella tomba, morto di fame, povertà o cure mediche che non
poteva permettersi.
Il che implica, tra parentesi, un ovvio imperativo: sostenete gli scrittori quando sono in vita e lasciate le
commemorazioni a rari casi.
Il ragionamento vale per
Edgar Allan Poe e si è visto riconfermato con HP Lovecraft.
Clive Barker è
fortunatamente vivo e famoso, ma persino nel suo caso il tempo gli
sta finalmente dando giustizia, regalando all'oblio le assurdità e
le banalizzazioni con il quale era stato propagandato negli anni
ottanta.







