“L'uomo illustrato” di Ray Bradbury è un'antologia di racconti
che presenta come voce narrante un uomo completamente tatuato, capace
all'occorrenza di animare i propri disegni col fine di raccontare una
storia. I singoli racconti corrispondono ai diversi tatuaggi
dell'uomo, che “illustra” così la raccolta.
La serie dei Libri
di Sangue, di Clive Barker, esibisce una versione horror di
quest'artificio di Bradbury: nel primo racconto dell'antologia,
Infernalia, la storia è letteralmente narrata sulla pelle del
protagonista, dando così vita alla sigla introduttiva della serie,
“Siamo tutti libri di sangue/in qualunque punto ci aprano/siamo
rossi”.
In occasione dell'uscita a marzo del seguito di Hellraiser e della
contemporanea uscita adesso a febbraio di Hellraiser: Judgement, ho
pensato d'iniziare una rilettura dei Libri di Sangue di Barker, da
concludersi tra tre settimane o giù di lì in coincidenza con la
versione italiana della Independent Legions. La serie dei Libri di
Sangue si compone di sei antologie di racconti con le quali Barker
esordì nella seconda metà degli anni '80. Si tratta di un corpus
unico di storie, che per quanto diverse, appaiono firmate
dall'identica sensibilità splatterpunk, controcorrente e fortemente
ironica. Si trattava già di un successo lusinghiero che Barker
riuscisse a pubblicare e guadagnare negli anni dove più dominava
nell'horror il formato del romanzo lungo di King, ma lascia a
distanza di decenni stupefatti constatare quante e quali idee Barker
avesse inserito in così poche pagine. Come lettore e blogger, devo
ammettere che preferirei un ritorno di un formato del genere, adatto
all'ebook, piuttosto della fase kinghiana della seconda metà degli
anni '90, quando Barker vergava imponenti colossi indigeribili come
“Galilee” e “Il Canyon delle ombre”. Costituiscono per un fan
opere imperdibili e ancora un volta dalle idee originali, ma rimane
innegabile una terribile dispersività di scene e personaggi nel mare
magnum di capitoli su capitoli di eventi quotidiani.
In Italia Clive Barker è famigerato per la discontinuità delle
traduzioni e i prezzi su Ebay lievitano a numeri da capogiro. Il mio
consiglio è come sempre di rovistare nei mercati dell'usato “reali”,
dove il venditore, specie se anziano, si limita a considerare i
romanzi di Barker come tascabili di scarso, se non nullo valore. Il
disprezzo per il genere horror gioca a vantaggio del lettore, perchè
automaticamente deprezza il valore del testo. Le edizioni più
diffuse sono quelle Sonzogno, risalenti alla ristampa del '2000, ma
trovate anche numerose e valide scans online, Scribd compreso.
Infernalia ed Ectoplasm sono in seguito stati ristampati e sono
ancora disponibili dalla Castelvecchi editore, con gli arbitrari
titoli “Le stelle della morte” e “La sfida dell'inferno”.
Il recupero e il successo delle uscite inedite della Independent
Legions mi lascia tuttavia fiducioso che Barker possa finalmente
venire recuperato. Nel frattempo, è doveroso supportare ogni sforzo
italiano in questa direzione.
