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martedì 15 novembre 2016

Trieste Fumetti per Gioco 2016, impressioni a caldo


Sabato scorso sono riuscito a fare un salto (sull'autobus e di gioia) per visitare Fumetti per Gioco 2016. Per chi non è di Trieste, si tratta di una fiera di appassionati, organizzata dal 2009, dedicata in primis ai fumetti e in secundis a tutto quello che li accompagna, ovvero l'inesorabile seguito di giochi da tavolo, di miniature, di carte, per non citare il mondo dello spettacolo per i nerd,  ovvero cosplay e youtubers

C'ero stato per l'ultima volta nel 2013, quando la Fiera era ancora alle Torri, nel “cerchio” di bancarelle intorno al secondo piano e in un paio di stanze buie affittate ad hoc. Che dire... tentativo apprezzato. Non oso immaginare quale incubo burocratico sia gestire con pochi, se non inesistenti fondi, un'attività del genere: diciamo che non vorrei essere nei panni (nelle tasche?) degli organizzatori. All'epoca era piacevole vedere qualche cosplay e dare un'occhiata “tanto per” agli stand dei fumetti. 

Se v'interessa, ho già pubblicato un reportage “formale” su Trieste All News; quelli che seguono sono invece appunti alla buona, riflessioni a caldo post manifestazione. 

Uberfranz, Foto di Roberto Srelz

martedì 1 novembre 2016

L'ultima fiera: Lucca Comics 2016


Domenica sera sono tornato, felice e un po' stressato, dal Lucca Comics, dopo un giorno di viaggio (giovedì), due giorni di fiera (venerdì e sabato), un viaggio di ritorno (domenica).
I reportage, specie per le Convention e le Fiere, funzionano se scritti sull'onda del sentimento, immediatamente: quando ancora l'argomento interessa e c'è abbondanza di reduci dall'evento ansiosi di leggere qualcosa che li consoli dalla depressione mestruale post Lucca Comics.
Tuttavia, mi trovo un po' al bivio, perchè al momento non so bene cosa pensare di questo Lucca Comics 2016. Di solito si tende a uscire da queste Fiere così “muscolari” per quantità (di persone) e qualità (della robba) con un sentimento chiaro e preciso, di solito un entusiasmo incondizionato, o una cocente delusione. Purtroppo, nel mio caso, non riesco a rappezzare insieme i diversi sentimenti sulla Fiera: è la prima volta in cui mi viene da scrivere che vi sono state parti interessanti, parti orribili e parti noiose. Insomma, mi manca la sensazione di un'esperienza complessiva. 
Come domando a chi faccio da guida turistica “non so se rendo l'idea, ecco”

Crash Bandicoot!

lunedì 24 ottobre 2016

Ritorno al futuro: Lucca Comics nel 1980


Moebius secondo Rick Veitch
Una delle lamentele che sento di più a proposito del Lucca Comics non è la mancanza di spazio, o l'invadenza dei cosplay, quanto la progressiva scomparsa dei fumetti. La fiera, dagli esordi a fine anni '70, si è certo ingrandita a dismisura, ma diluendosi sempre più, perdendo quel suo carattere di fiera del fumetto per appassionati che aveva agli esordi.

In realtà è un problema relativo. I collezionisti di fumetti, gli aficionados dei comics hanno oggigiorno strumenti migliori di Lucca; fiere specializzate apposta, sia sul territorio nazionale che all'estero; Ebay; gruppi di scambio; Amazon; fumetterie locali; fumetterie da supermarket; e così via. Dall'altro, diversificare Lucca Comics passando ai Games, alla Japan Town, ai cosplay, ha permesso di attirare anche lettori comuni, cittadini incuriositi dall'ambiente. Considerando come i numeri di fumetti venduti siano oggigiorno bassissimi – mai quanto i romanzi, ma comunque molto bassi – non possiamo certo permetterci di fare gli elitari, di avere la puzza sotto il naso. Io stesso, al di fuori di Alan Moore, sono un lettore di fumetti occasionale: non sopporto i supereroi, sopporto a stento i fumetti comici, ho letto troppo Zio Paperone da piccolo per leggere con incredibile faccia tosta “Topolino”, come fanno molti universitari. Eppure, al Lucca Comics scopro sempre autori che non conoscevo e cerco sempre di provare dei fumetti nuovi, rischiando a volte una delusione, ma scoprendo spesso nuovi generi e nuovi disegni a cui altrimenti non mi sarei nemmeno avvicinato con una pertica. Tuttavia, come per me e come per tanti altri “saltuari” lettori, i fumetti sono solo una parte della Fiera; uno dei tanti ingranaggi di una catena di trasmissione che non deve dimenticare le altre sue rotelle, siano i concerti geek, le sfilate, le anteprime dei giochi da tavolo, le infiltrazioni videoludiche nel padiglione Games ecc ecc Le si può disprezzare, ma sono anch'esse parti fondamentali. In piena sincerità, se il Lucca Comics fosse soltanto una fiera di fumetti, o di romanzi di genere, non verrei, perché quanto cerco è l'atmosfera complessiva di più e più fattori, non la ricerca economica di un dato acquisto, sia un albo fumettoso o un romanzo fuori edizione.

venerdì 30 ottobre 2015

Un inglese alla corte di Lucca Comics... nel 1996!


Quest'anno, sia per motivi contingenti alla laurea che per quella triste sindrome chiamata “essere al verde” (ma senza risultare né ambientalista, né leghista....) non sono andato all'annuale edizione del Lucca Comics and Games.

Il pensiero in questi giorni in cui iniziano ad affluire le prime foto e notizie sulla fiera attualmente in svolgimento, si rivolgono agli anni passati. E a quanto la fiera è cambiata.
Ignoro se in peggio o in meglio, non mi piacciono troppo i nerd nostalgici che vorrebbero “testare” gli appassionati per vedere se sono ariani nerd al cento per cento, o che volentieri vieterebbero i cosplay perchè “si divertono” e “distraggono” e a volte sono persino “ragazze”.
Orribili, orribili crimini per chi vorrebbe in sostanza una fiera dell'usato popolato di pensionati che in assoluto, mortale silenzio cercano l'ultimo numero di qualche misconosciuta serie.

Tuttavia, frecciatine a parte, è indubbio che il Lucca Comics continua a cambiare e trasformarsi a rapidità incredibile. Io sono – relativamente – un ultimo arrivato: ho sentito della fiera tra il 2010 e il 2011, corteggiando una manga fan che vi ci recava annualmente, e vi sono andato per la prima volta nel 2012. Scorrendo le foto di quel primo pellegrinaggio e confrontandole con le foto dell'ultima edizione del 2014 si rimane annichiliti di quanto nel giro di pochi anni la scena si sia affollata. 
Ricordo che il 2012 fu comunque un anno “pieno”, dove bisognava spintonarsi e farsi forza per entrare nei padiglioni e tuttavia in strada era possibile persino il sabato di trovare un angolo per una foto o una pausa. Esistevano ancora vie di fuga dall'affollamento nel borgo medievale. 
Il 2013 risultò molto di più un trauma sotto numerosi aspetti. L'infrastruttura traballava, il personale era insufficiente e l'intero intreccio di mura e viuzze medievali drammaticamente insufficiente per fungere da frangiflutti alla marea di gente.
Il 2014 fu la rivoluzione mancata, tra visitatori delusi e una situazione sotto molti aspetti infernale: bacheche e transenne senza speranza, più che persone, bestiame che muggiva verso le entrate dei diversi padiglioni, massicce infiltrazioni di bancarelle e shop estranei alla fiera, dai volontari dei corsi di primo soccorso (?) ai militari (??), per stendere un velo pietoso sulle youtuber stars (???).
A dire il vero, forte della mia massiccia corporatura e del mio collega altrettanto imponente, ce la siamo cavata benissimo, ma era chiaro che si era a un passo al “fattaccio”, complici i visitatori che si arrampicavano sulle mura medievali e misure di sicurezza da suicidio terminale.

Con quest'ultima edizione e il polso fermo di voler introdurre un massimo di biglietti fisso acquistabile unicamente online, la situazione dovrebbe migliorare.
In effetti, se siete alla Fiera in questo momento o vi siete appena tornati, perché non commentate su come vi è sembrato?
E' cambiato qualcosa?
O è sempre la solita, magnifica bolgia?

Today Italy, Tomorrow the World! 
Proprio constatando quest'escalation nel giro di pochissimi anni, mi sono chiesto quale doveva essere l'aspetto della Fiera ai suoi esordi. Dopotutto, alcuni vecchi reportage del 2005 o del 2006 mostrano piazze tranquille, con scampoli di cosplay e fumettisti, con un'affluenza stranamente “umana”.
E se volessimo tornare ancora, ancora più indietro?
Gli anni novanta per alcuni potrebbero sembrare l'altro ieri, ma io ci sono nato – classe 1992 – e pertanto mi fa una certa impressione pensare al Lucca Comics and Games... nel 1996!

Eppure è proprio questo l'anno in cui Nigel Stillman, all'epoca uno dei principali designer della Games Workshop, si recava per conto dell'azienda e della rivista White Dwarf nell'italica fiera.

Il divertente reportage è presente nel White Dwarf del febbraio del 1997 e oltre a risultare divertente è ricco d'incoraggianti lodi verso gli hobbisti italiani, ritenuti raffinati, evoluti e insomma “rinascimentali”.

lunedì 17 novembre 2014

Who Will Save the World? e Silence of God, della BookMaker Comics


Attualmente, grazie alla sempre maggiore potenza dei nostri dispositivi elettronici, possiamo permetterci una lettura trasversale. Cioè, posso comprare un libro cartaceo, e trovarvi allegato il codice per scaricarlo in formato ebook, e a sua volta posso leggere l'ebook sia sul tablet, disteso sul letto, che sullo schermo del portatile, che ancora! 
Sullo smartphone, sul Kindle, sul lettore mp3...

Invece che scegliere d'infognarsi nel discorso trito e ritrito se leggere su “carta” sia più autentico che leggere “sullo schermo”, occorrerebbe piuttosto esaminare quale diverse sensazioni derivino passando da supporto a supporto. 
E' chiaro per chiunque abbia dovuto leggere lunghi testi sullo schermo del pc quanto la struttura di base condizioni la sovrastruttura. Un ebook formattato per Amazon per forza di cose verrà letto meglio sul Kindle che sul portatile, nonostante i servizi dedicati per ogni piattaforma. Allo stesso modo, leggere un testo su un libro di carta anziché su un rotolo di pergamena risulta molto più comodo; e ugualmente un rotolo di pergamena risulta pur sempre più gradevole di una tavoletta di argilla, o di un incisione nella pietra. Il supporto si evolve a seconda della sua comodità di utilizzo, ma senza che il supporto “vecchio” venga automaticamente svalutato. 
Leggere su un Kindle non è peggio e/o meglio, che leggere su carta. 
Sono semplicemente esperienze diverse, ma sullo stesso piano. 
Nulla vieta di sperimentale tutte.

Possiamo applicare lo stesso discorso ai fumetti? Sì e no.
Se per i romanzi e in generale la parola scritta, il passaggio di supporto in supporto non ne inficia il contenuto, per i fumetti la questione è diversa: colori e disegno – o meglio l'intervento dell'immagine – modificano l'esperienza radicalmente e a volte possono peggiorarla.
I fumetti rendono sul tablet, ma non sul computer. E sulla carta restano ancora imbattuti.

Questo per giungere con le mie solite, contorte introduzioni ai due fumetti di cui volevo parlare oggi: Who Will Save the World e Silence of God #1, della piccola casa editrice Bookmaker Comics.
Acchiappati a Lucca tra qualche titubanza sono rimasto stupefatto dalla qualità dei disegni, del tratto e dei colori. 
Ne parlavo già nell'articolo su Lucca, sono impressionato.
Ritorna il discorso che provavo ad accennare: il supporto fisico modifica radicalmente l'esperienza, e specie nel caso dei fumetti la migliora. In entrambi i casi la parte del leone è infatti svolta dall'artista Cardoselli, autore che conoscevo già dalla lettura dell'Heavy Metal Magazine
Ma quanta differenza, dalle scans e dalle versioni digitali guardate sul portatile! 
L'impatto è completamente diverso, non ho mai sperimentato una spaccatura così profonda.


martedì 4 novembre 2014

Una magnifica bolgia. Lucca Comics 2014


E' la terza volta che mi reco al Lucca Comics and Games, e per la terza volta constato la mia disorganizzazione. Lo scorso anno riuscii ad azzeccare l'albergo, un B&b che per quanto lontano dalla stazione offriva una colazione continentale piuttosto sostanziosa. Il treno di ritorno tuttavia, tra cancellazioni e ritardi, diventò un incubo su rotaia che stento a dimenticare.
Quest'anno, sia il viaggio di andata che di ritorno, è filato liscio e tranquillo, ma è stato il B&b a fregarmi. Col senno di poi io e il mio pard avremmo dovuto controllare con maggiore attenzione, ma eravamo a inizio settembre, i tempi stringevano e avevamo controllato già altri 5 B&b a Pisa con l'usuale risposta: “tutto prenotato”. L'alternativa sarebbe stata il Victoria Hotel, una magnificenza per rampanti inglesi colonialisti che tuttavia a 500 euro a notte era piuttosto lontano dal mio budget di (pseudo)guida turistica... E infatti il B&b scelto si è rivelato un totale bidone; dalla colazione magicamente trasformata in buoni pasto all'osteria di fronte, allo scaldabagno difettoso, al giardino in realtà garage e “locale pompe”. 
Se non altro il calore (umano e letterale) della gente del luogo ha evitato brutte ripercussioni.
Ho verificato amaramente ancora una volta la differenza di modi e atteggiamenti che passa tra Pisa-Lucca e Trieste. Molti non hanno coraggio di dirlo, ma la verità è che non c'è confronto tra un barista triestino e un toscano. Il primo ti accoglierà in malo modo urlando un “Coss'ha lavvoll!!” nel momento stesso in cui lo saluti, il secondo ti accoglierà con una gentilezza di modi che ti pare sospetta, fino a quando non realizzi che è la normale cortesia del mondo di fuori.
E' per questo non sono sinceramente riuscito ad arrabbiarmi col gestore dell'albergo per il trattamento ricevuto: alla fine quant'ho lo perso in comodità l'ho recuperato in educazione.

Il vostro magnifico blogger a destra, presso una delle sue località di villeggiatura preferite.
Ma passiamo al Lucca Comics.
Quest'edizione – 2014 quasi 21 anni! – è trascorsa magnificamente. 
Il tempo era perfetto, caldo senza risultare lezioso, l'organizzazione buona.
Non ha funzionato molto bene l'impianto delle biglietterie, che per quanto allargate non hanno visto reali miglioramenti dall'altro anno. Decisamente superlativo invece il sistema del Japan Town – il 31 era visitabile in piena tranquillità e gli stand erano (quasi) vivibili. Abbattere il vecchio Japan Palace è stata una decisione rinviata con troppo ritardo; quel luogo per quanto affascinante era ormai diventato ingestibile. La nuova area del parco, fatta eccezione per il blasfemo padiglione San Francesco Japan, mi sembrava contenere bene i visitatori e offrire un'ottima cornice di verde e fontane. Di una tranquillità zen nonostante la folla, è stato un momento di respiro più che benvenuto.

Degli stand che ho visitato, l'accoglienza presso la Bookmaker Comics è stata particolarmente calorosa. Tra una chiacchierata e l'altra sono rimasto stupito dalla qualità dei disegni dell'ottima mano di Stefano Cardoselli, che silenzioso e vagamente minaccioso ha firmato i miei due albi mentre chiacchieravo col responsabile sul futuro del mitico Heavy Metal Magazine. I due fumetti che ho preso – Silence of God e Who Will save the World? – meritano senza dubbio una recensione perché volutamente, caparbiamente lontani dal minimalismo indie che piace tanto alla Bao Publishing.
Sono invece disegni sanguigni e violenti, dai tratti esagerati e schizzati. Roba per donnuomini duri.

Presso lo stand della Comma 22 ho afferrato una copia di Alice In Sunderland, di Bryan Talbot, edizione tradotta. 
Di solito odio le cascate di aggettivi ma lasciatemelo esclamare: stupendo, stupendo, stupendo! L'intreccio di Alice, Sunderland e storia vittoriana confluisce in una sceneggiatura volutamente anarchica, dove alla bellezza delle tavole non viene disgiunta la bellezza delle parole. Talbot si autoritrae, l'intero volume può venir letto come un'opera teatrale trasposta in fumetto e ci sono tanti di quei capovolgimenti e arricciamenti nella struttura narrativa che viene il mal di testa.
Meta-fumetto pantagruelico e ambizioso. Talbot non delude mai!
Piccola delusione che lo stand della Comma 22 fosse letteralmente circondato dalla marea bovina dei webcomics e sopratutto della Bao Publishing, che ovviamente arraffava ogni possibile cliente.
Continuerò tenacemente a supportarli, e al diavolo invece Drizzit, ormai interminabile via di mezzo tra Telenovelas, fan fiction e strizzate d'occhio a nerd porcelli (l'offesa è voluta).

Dei grandi rimpianti annovero sopratutto i segnalibri di Vaporteppa, che già il 31 erano attorniati da folle di clienti. Avrei volentieri comprato “Che Vita di Mecha” visto il blurb del Duca di Baionette, ma ho preferito non spintonare. Un'altra perdita ingente è stata mancare Kingsport Festival, l'ottimo gioco da tavolo di cui avevo scritto diverse riflessioni prima della sua uscita. Sabato il padiglione dei giochi era sul filo dell'ingestibile, nonostante la gentilezza di tutti, clienti e negozianti.

Il Commissario Politico! :D
Spostandoci ai giochi da tavolo, un'affannata (e a tratti frenetica) spiegazione di Dungeon Storming mi hanno condotto a comprare le due scatole del gioco. E' un dungeone volutamente vecchio stile, dalle meccaniche stupide ma divertenti. Usi miniature in 15 mm deliziose, che ricordano gli albori della Games Workshop a fine anni 70'. Mi ha ricordato Diablo perché essenzialmente per levellare devi raccogliere un sacco di Loot, uscire dal labirinto, potenziarti e tornare nel dungeon, dove i mostri saranno tornati a respawnare. Ne riparleremo, perché sembra approderà sul crowdfunding, dopo il positivissimo risultato a Lucca...

venerdì 8 novembre 2013

Acquisti Lucca Comics 2013



Espansione U.S.A. Di Sine Requie.
Il successo di Sine Requie ormai domina gli scaffali di ogni libreria nerd, di ogni rivendita di giochi di ruolo. Dopo Dungeons&Dragons è il gioco di ruolo più venduto in Italia. 
Successo meritatissimo per il macabro sistema a tarocchi, per la cura maniacale con cui vengono gestite le diverse ambientazioni pesantemente distopiche. 
Dopo il regno di Osiride, espansione fin troppo solare e stereotipata in certi dettagli, insomma sottotono, il duo Cortini&Moretti torna con un supplemento lungamente atteso. 
U.S.A. è un supplemento che spinge ancora di più il pedale sulla narrazione, lasciando all'osso i dettagli "tecnici" di gioco, eliminando l'inutile avventura finale e fornendo in compenso un buon numero di spunti per infinite avventure. Non è perfetto: la prima parte puramente "distopica", presa pari paro da Essi Vivono è condotta magnificamente, avvalendosi di un gioco di bianco/nero contro colori accesi mai così azzeccato. 
La seconda, che s'incentra sul KuKluxKlan, sul Texas assediato dai Non morti e sulla città libera di New Orleans è meno ispirata. Come nei casi peggiori dei precedenti supplementi, si ha l'impressione che abbiano compilato una lunga fila di stereotipi. Si poteva inoltre spendere qualche parola in più sui mutanti nati dalle radiazioni e qualche parola in meno sui Burattini, che divertono ma continuo a sentire estranei spesso al duro realismo (?) del resto del gioco.
26.50 davvero ben investiti.

martedì 5 novembre 2013

Una piacevole foll(i)a: Lucca Comics 2013


E' sempre interessante constatare come alcune attese e aspettative possano venire facilmente fraintese, sia dal popolino che dai mezzi d'informazione che dagli alti quadri.

Prendiamo una fiera quale Lucca Comics.
Una convention che, essenzialmente, si propone di vendere fumetti e action figure. 
Sì, sì: giochi di ruolo e videogames, qualche spazio alla narrativa fantasy, ma de facto il grosso viene ancora occupato dai numerosissimi stand (indipendenti e non) di fumettari.
Il nucleo è quello. E non a caso, ritengo che il Japan Palace ne sia in questo senso l'apice, il pinnacolo. 
In quell'affollatissimo spazio di un già affollatissimo luogo, tutto converge: manga, visitatori, cosplay, anime, merchandising, cibo-jappo-non-jappo.

Ed è interessante, che nonostante la pubblicità sia concentrata in modo massiccio sull'Ubisoft, sul nuovo Assassin's Creed, sulle ultime anteprime dei filmetti della Marvel, su incontri tanto urlati quanto superflui (Davvero gliene importa qualcuno, di parlare coi doppiatori... Non gli attori, i doppiatori! De lo Hobbit? Suvvia...) che insomma nonostante questa pantagruelica macchina pubblicitaria, il nucleo rimangano venditori indipendenti, fumetti e prevalga la sostanza sulla forma. 

In tal senso, il sabato ricordo con un certo ghigno la flebile, se non scocciata risposta della massa di nerd, che accalcati sotto il tendone della premiazione dei cosplay terminavano gli slogan ormai meme della saga degli Assassini. Mentre procedendo verso le mura qualche istante dopo assistevo a una ben più calorosa accoglienza del gruppo di cosplay di One Piece o ai complimenti entusiasti verso l'usuale spettacolo di spade Jedi. Non voglio postulare una superiorità del cosplay, del fumetto, dell'anime vecchio/ di nicchia, ma semplicemente constatare che per una volta ho avuto la sensazione che più di una folla, si trattasse di un assembramento, dunque caratterizzato da una certa volontà, un certo suo specifico gusto.

Per carità, non voglio idealizzare. I grossi finanziatori ci vogliono, non sono per forza The Evil Empire, malvagi miliardari che vogliono maltrattare i loro consumatori. E stiamo pur sempre parlando di una fiera, che nel termine stesso include un'idea di forte commercializzazione. Esistono mecenati ben più biechi della Ubisoft e col tempo arriverò probabilmente a guardare con nostalgia all'onnipresente Credo dell'Assassino. Tuttavia, preferisco per il momento profili bassi e incisivi quali lo show dell'Umbrella Corporation.

Il tizio col machete *___* E gli zombie che vagavano nella folla...
Quindi, ricordi positivi di questo viaggio a Lucca:

martedì 6 novembre 2012

Di ritorno da Lucca con lauto bottino!


Ah, Lucca comics!
Tanto ne avevo sentito parlare, ma non ero mai andato alla sacra mecca di ogni nerd che si rispetti.
Dopo un'avventuroso (sic) viaggio su treni dieselpunk affollati come treni bestiame e romantiche avventure fra cosplay pettorute sono tornato, carico di bei doni razziati dalla bellissima fiera lucchese.

il vostro belliffimo (sic) blogger nascosto dall'ennesimo
 cosplay di ezio auditore -.-

Qualche impressione sulla fiera.
Sinceramente, gli stand di fumetti e videogiochi erano sì buoni, ma nulla di veramente impressionante. Quanto vi era di raro- o vantaggioso- era già stato preventivamente saccheggiato dai soliti appassionati e non ho visto sconti che giustificassero un intero viaggio. Anzi, spesso ho notato come i prezzi fossero chiaramente rialzati. Discorso diversissimo per miniature e giochi di ruolo; lì occasioni buone c'erano, spaziando da giochi talmente di nicchia da risultare introvabili a magnifiche miniature al di fuori del monopolio dell'evil Gw.
Ma ancora una volta, una persona un minimo al passo coi tempi non fatica a trovare occasioni migliori sulla Baia, o comunque risparmia molto di più acquistando all'estero.
E quindi? Perchè venire?

Beh, per il cosplay, ovviamente.