lunedì 17 novembre 2014

Who Will Save the World? e Silence of God, della BookMaker Comics


Attualmente, grazie alla sempre maggiore potenza dei nostri dispositivi elettronici, possiamo permetterci una lettura trasversale. Cioè, posso comprare un libro cartaceo, e trovarvi allegato il codice per scaricarlo in formato ebook, e a sua volta posso leggere l'ebook sia sul tablet, disteso sul letto, che sullo schermo del portatile, che ancora! 
Sullo smartphone, sul Kindle, sul lettore mp3...

Invece che scegliere d'infognarsi nel discorso trito e ritrito se leggere su “carta” sia più autentico che leggere “sullo schermo”, occorrerebbe piuttosto esaminare quale diverse sensazioni derivino passando da supporto a supporto. 
E' chiaro per chiunque abbia dovuto leggere lunghi testi sullo schermo del pc quanto la struttura di base condizioni la sovrastruttura. Un ebook formattato per Amazon per forza di cose verrà letto meglio sul Kindle che sul portatile, nonostante i servizi dedicati per ogni piattaforma. Allo stesso modo, leggere un testo su un libro di carta anziché su un rotolo di pergamena risulta molto più comodo; e ugualmente un rotolo di pergamena risulta pur sempre più gradevole di una tavoletta di argilla, o di un incisione nella pietra. Il supporto si evolve a seconda della sua comodità di utilizzo, ma senza che il supporto “vecchio” venga automaticamente svalutato. 
Leggere su un Kindle non è peggio e/o meglio, che leggere su carta. 
Sono semplicemente esperienze diverse, ma sullo stesso piano. 
Nulla vieta di sperimentale tutte.

Possiamo applicare lo stesso discorso ai fumetti? Sì e no.
Se per i romanzi e in generale la parola scritta, il passaggio di supporto in supporto non ne inficia il contenuto, per i fumetti la questione è diversa: colori e disegno – o meglio l'intervento dell'immagine – modificano l'esperienza radicalmente e a volte possono peggiorarla.
I fumetti rendono sul tablet, ma non sul computer. E sulla carta restano ancora imbattuti.

Questo per giungere con le mie solite, contorte introduzioni ai due fumetti di cui volevo parlare oggi: Who Will Save the World e Silence of God #1, della piccola casa editrice Bookmaker Comics.
Acchiappati a Lucca tra qualche titubanza sono rimasto stupefatto dalla qualità dei disegni, del tratto e dei colori. 
Ne parlavo già nell'articolo su Lucca, sono impressionato.
Ritorna il discorso che provavo ad accennare: il supporto fisico modifica radicalmente l'esperienza, e specie nel caso dei fumetti la migliora. In entrambi i casi la parte del leone è infatti svolta dall'artista Cardoselli, autore che conoscevo già dalla lettura dell'Heavy Metal Magazine
Ma quanta differenza, dalle scans e dalle versioni digitali guardate sul portatile! 
L'impatto è completamente diverso, non ho mai sperimentato una spaccatura così profonda.



Nella versione digitale, le storie di Cardoselli appaiono smunte, un impiastro di colori e linee schizzate in cui rintracci lentamente discorso e silhouette umane. Scorrendo la pagina sul pc si colgono singoli dettagli, l'attenzione per forza di cose s'annuvola sui dialoghi e sulla trama.
Non riuscivo a carpire la visione d'insieme e nonostante la potenza del tratto permaneva una certa confusione nel movimento e nell'azione dei personaggi.

Sia in Who will save the World e Silence of God, invece, la Bookmaker Comics ha scelto un'impostazione classica, ormai rara: paginone ampie, gigantesche. Tavole che s'allargano e straripano di facciata in facciata. Mentre la moda attuale restringe sempre più i fumetti cartacei, a livello di tascabile rimpiccolito senza ritegno, la Bookmaker Comics ha scelto piuttosto d'inserire meno pagine, ma dilatando lo spazio. Di conseguenza, la prima volta che si sfogliano le pagine, ci si ritrova boccheggianti, piacevolmente stupefatti. Il colore schizza da tutte le parti, i tratti crescono e si allargano come posseduti da vita propria. Gli occhi vengono risucchiati dentro panorami alieni e sanguinolenti, dove zeppellin di prussiani non-morti bombardano cieli rossi e dove la Morte ci dona l'immortalità in abiti sfuggenti. Lungi dal minimalismo che va tanto oggigiorno, Cardoselli sporca senza ritegno la pagina, inchiostra tutto e tutti, lascia che la linea della matita respiri, cresca in sagome piene di azione e movimento. 
E' uno stile che difficilmente piace a tutti, ma di cui non potete negare il carisma. C'è sempre un senso di potenza repressa, trattenuta a stento in ogni singolo movimento dei personaggi. Quello che dentro un fumetto convenzionale sarebbe uno schizzo di sangue, diventa nella Bookmaker Comics un Niagara porpora che annega personaggi, trama e lettore.



Who Will Save the World è una creazione completa di Cardoselli, che cura sceneggiatura, trama e colori. Nel 1918, mentre le truppe americane sembrano poter spezzare l'impasse micidiale della guerra di trincea, l'Impero tedesco risponde con un invasione di soldati non-morti. Mentre la guerra prosegue e la triplice sembra soccombere, in Inghilterra si tenta il tutto per tutto con un team dei migliori soldati del mondo. L'obiettivo è castello Berchtesgaden, la tenebrosa roccaforte dove lo scienziato di turno ha inventato il virus zombiesco.
A leggere la sinossi, si storce giustamente il naso. Nell'opera non c'è nulla di particolarmente originale, mentre la documentazione storica si limita all'essenziale, innaffiando con abbondanti dosi di tecnologia dieselpunk.
Tuttavia, sono le grandi tavole a farla da padrone.
Assalti di “Teschi verdi” alle trincee francesi, tra Vickers che tuonano proiettili e crateri di obice.
Biplani tedeschi che sorvolano truppe mandate al macello.
Baionette, maschere antigas e scontri dentro trincee incrostate di fango.
E dopo aver letto la storia più volte, continui a sfogliarle. Restando stupito del modo in cui vengono trasmessi l'impeto dei colpi, l'esplosione delle granate, le facce dilaniate di cui Cardoselli è esperto.
E inoltre vi sono guizzi nell'impianto narrativo: al di là del finale amarissimo, l'antagonista per quanto stereotipato è un badass coi fiocchi, un cattivone con carisma da vendere.

Silence of God #1 è invece una miniserie di sette capitoli ciascuno, che segue una classica vengeance story, ma dai binari tradizionali presto deraglia in territori inviolati e molto più interessanti del solito. La sceneggiatura è di Massimo Rosi, i disegni di Cardoselli e i colori di Mattia Martini
La tripartizione dei compiti dà i suoi frutti in un primo episodio della serie cupo e molto nero, a livello sia di temi che proprio di colori. L'equilibrio nelle tavole e nelle scene migliora rispetto a Who Will Save the World, adottando riprese e dialoghi elaborati, senza tuttavia smarrire la potenza dei disegni.
Eric è un ex militare sprofondato nel baratro del lutto per aver perso la figlia, Aurora. E' stata uccisa sei mesi prima da un assassino che una polizia corrotta non si dà la pena di cercare. In una città flagellata da criminalità&pioggia, Eric medita il suicidio in Chiesa. Gli si avvicina un prete, che si rivela la Morte (resa efficacemente in uno svolazzo di linee straordinario!). Senza giudicare, o condannare, sceglie di elargirgli sette giorni d'immortalità, nei quali potrà fare quello che vuole. Al termine, verrà a reclamare la sua vita. Senza più nulla da perdere, Eric inizia una rabbiosa investigazione per scoprire il mandante dell'assassinio...
Alcune sequenze verso la fine di questo primo albo (17- 18) sono esperimenti interessanti, c'è una rissa di cinque vignette orizzontali per pagina, dove lo scontro tra Eric e alcuni malviventi è disegnato come nei picchiaduro a scorrimento. Non è certo una soluzione nuova, ma di solito non la si protrae così a lungo, preferendo piuttosto l'abusata telecamera in spalla al protagonista.

Resta da vedere se la serie riuscirà a mantenere un bel senso di crescendo, premendo a manetta l'acceleratore, o se opterà per una piega più metafisica. Comunque vada, attendiamo con religiosa reverenza i prossimi “buchi in faccia” di Cardoselli.  

Fonti:
Sito della Bookmaker Comics
Pagina Facebook
Blog della Bookmaker Comics
Pagina Facebook di Cardoselli

4 commenti:

Francesco Savini ha detto...

Wow, Silence of God sembra una gran figata :D la storia mi attira molto, così come il disegno esplosivo.
Me lo prendo di sicuro.

Coscienza ha detto...


E' rob(b) buona. Splatterosa, ma buona.

Marco Grande Arbitro Giorgio ha detto...

Sembra una cosa figa... potrebbe interessarmi!

Coscienza ha detto...


Silence of God essendo il primo episodio è un fascicoletto breve, costa poco. Potresti provare quello, così vedi se ti piace lo stile grafico :-)