Biografia e Contatti


Come dico sempre ai nuovi commentatori... benvenuto sul blog!

Cronache Bizantine è il plurale di Cronaca Bizantina, il giornale di D'Annunzio e Sommaruga di fine '800. Volevo un nome che fosse italiano, ma che come denoti la copertina mantenesse un' immediata impressione di Jugendstil, di art nouveau mitteleuropea sul visitatore.

Mi chiamo Zeno Saracino, sono nato nel 1992, a Trieste.
Ho studiato nel vecchio dipartimento di lettere Discipline storiche e filosofiche, di cui ho conseguito la tesi triennale con una ricerca sulla Gorizia risorgimentale del 1848 (dicembre 2015). 
Nel nuovo dipartimento di Umanistica, studio attualmente per la specialistica Studi storici dal medioevo all'età contemporanea (indirizzo contemporaneo). 
Il mio campo è l'Ottocento e in senso più largo la Storia moderna, intesa con buona approssimazione dal 1500 al 1700.
Ritengo di avere una buona conoscenza del Risorgimento, della Storia locale dal XVIII al XIX secolo e a grandi linee degli Imperi centrali – germanico e austro-ungarico – fino ahimé alla loro dissoluzione con la prima guerra mondiale.
Oltreoceano, mi sono recentemente interessato al colonialismo ancora una volta ottocentesco, con particolare attenzione ai territori dell'estremo oriente, dall'oppiata Cina al Giappone in rivoluzione industriale.
A Trieste gestisco con altri due colleghi la sezione giovani di Italia Nostra. L'attività si è concentrata sul Porto Vecchio e sull'archeologia industriale in via di restauro (Centrale Idrodinamica, Sottostazione Elettrica, i magazzini a due piani degli anni '70 dell'Ottocento).

Questi interessi confluiscono nel blog, che considero non un espositore quanto un laboratorio di idee, un calderone di riflessioni, segnalazioni e materiale “grezzo” elaborato sull'entusiasmo del momento. Senza difficoltà potrei scrivere un articolo di 200 parole al giorno, dando un “tono” da newser; preferisco tuttavia usare Cronache Bizantine come luogo di sperimentazione, un blog dove postare articoli lunghi, complessi, alcuni direbbero contorti. Più volte ho recuperato vecchio materiale sulle Cronache e l'ho riciclato riducendolo di spessore e stile barocco per un'altra pubblicazione. 
Uno Zibaldone, se volete, spero meno deprimente dell'omonimo leopardiano.

Oltre alla storia, troverete sulle Cronache recensioni di saggi e romanzi, quest'ultimi principalmente d'horror e fantascienza. Rispetto al mainstream, ritengo che molti libri siano belli nel senso oggettivo e brutti nello stesso senso; che vi siano criteri deducibili dai manuali di scrittura con cui poter con sicurezza definire se un libro è buono o cattivo. Cerco, se possibile, di scrivere con parole mie la trama, senza copia-incollarla e allo stesso modo di accompagnare gli elogi o le critiche con esempi concreti e citazioni dirette dal testo in questione.
Un romanzo giudicato negativamente non è giudicare male una persona; il processo è rivolto solo contro la carta stampata che si esamina, non verso la moralità del soggetto.

Riguardo ai “classici”, abbondante materiale è disponibile su Tolkien e Lovecraft, sia come autori letterari con una loro dignità, che come fenomeni transmediali, diffusosi negli anni dello scoppio di Internet (il primo con la trilogia jacksoniana, il secondo con i meme su Cthulhu).

Nei primi anni il blog era noto come Zenoraptor. Uso spesso come pseudonimo Coscienza, Coscienza Zeno, Coscienza di Zeno, sempre accompagnato dal magnifico quadro di Arnold Böcklin, Autoritratto con Morte violinista (1872).
E' un gioco di parole col mio nome, dai tempi di Repubblica@scuola.

Di seguito, vi lascio con qualche etichetta del blog e con i contatti social.  

Twitter (profilo blog).

Facebook (profilo personale).

Email: zenozen156 (chiocciola) gmail (punto) com 
I messaggi automatici, le email da listino della spesa e i messaggi copia-incollati verranno ignorati&cestinati. 

… la letteratura in immagini, di cui la critica non si occupa e che i dotti notano appena, è estremamente coinvolgente, (e lo è stata) in tutte le epoche, e forse anche più dell'altra (la letteratura scritta)... essa agisce principalmente sui bambini e sul popolo minuto, vale a dire sulle due classi di persone che è più facile fuorviare e che sarebbe più desiderabile moralizzare.
(Rodolphe Topffer sui fumetti, 1845)

Sì, proprio loro. No, non sono forma d'arte. No, non sono film interattivi. Sono videogiochi: puro e semplice. Non troverete qui recensioni prezzolate, oggettive dissertazioni su quanto la grafica dell'ultimo pixel sia rapportabile alla qualità del sonoro. Piuttosto, sensazioni e riflessioni. Dialoghi, trama e coraggio della narrazione. Non giudichiamo un libro dalla sua copertina, non recensiamo un videogioco come un salame in vendita.

Fantascienza vittoriana, rivista alla luce dell'atrocità del ventesimo secolo. Retronostalgia venata di cinismo. Fiducia nel positivismo nell'epoca del gomblotto e del dogma irrazionalista.
Mi concentro solitamente sulla Belle Epoque, piuttosto che sull'età Vittoriana, e preferisco ambientare le mie storie in città immaginarie che solo ricordino (o ricostruiscano) le città del Brasile. Inoltre, i miei personaggi sono di solito i dissidenti, la classe povera, i sindacalisti e gli anarchici dei primi anni del 900. Penso che lo steampunk abbia bisogno di più attentati, più rivoluzioni. Dopotutto, il passaggio dal vecchio al nuovo secolo fu caratterizzato dalle fabbriche e da turni di diciotto ore e dalla ricerca della libertà. Non solo da carine macchine a vapore e i loro inventori. (Jacques Barcia on Steampunk)

Alla lunga, chiunque sia davvero interessato a condividere articoli sui social network si rende conto dell'orribile verità: l'utente medio non legge gli articoli stranieri. Se già l'italiano deve rasentare la demenza linguistica perché venga compreso, l'inglese è ancora terra incognita.
Molti degli articoli sotto l'etichetta “traduzione” sono proprio questo: articoli che trovavo interessanti, ma scritti in lingua albionica, ho riscritto e tradotto per il pubblico italiano. Ignoro quanto servirà, ma dovessero piacere anche solo a un lettore su cinque, mi dichiarerò soddisfatto.
Il mio è un inglese a livello ancora medio e la traduzione presenta tutti i difetti delle traduzioni artigianali; piccole imprecisioni, occasionali fraintendimenti. Commentate e correggerò.

Non viviamo davvero in un'esistenza dove i diversi aspetti della nostra società sono divisi in scomparti nello stesso modo in cui è divisa una libreria. In una libreria, avrai una sezione che è di storia, una di politica, una sulla vita di ogni giorno, o sull'ambiente, o sui grandi pensatori contemporanei, o sulle mode attuali. Tutto, in queste cose, è politica. Tutte queste cose non sono divise in scomparti; sono mischiate tutte assieme. E penso sia inevitabile che arrivi a esserci un elemento politico in tutto quello che facciamo o non facciamo. In tutto quello che crediamo o non crediamo. (Alan Moore on Politics)

H.P. Lovecraft piace a tutti. In realtà, Lovecraft piace a pochi. Leopardi americano, il cantore di Providence è una continua antitesi ai nostri tempi. Anti-capitalista, anti-freudiano, anti-liberale, anti-mercantilista, anti-progressista, anti-religioso. Ateo. Solitario. Un pessimismo dilaniante che rifiuta qualsiasi ideologia, che le rigetta disgustato. Scrittore mitopoietico, piuttosto che romanziere. Lovecraft dalla cultura moderna è stato sì assimilato, ma in comode pillole, in slogan (Cthulhu, Dagon, gli Antichi) che hanno snaturato il messaggio originale.

Sottogruppo:
Suggestioni varie. Tentacoli, Kaiju, cultisti dalle mani palmate. Crossover blasfemi.  

Che dire? Un padre del fumetto contemporaneo. Un antimodernista irrigidito nelle sue convinzioni.
Un mago nell'epoca delle lampadine e dei transistor. Uno steampunker prima che lo steampunk diventasse mainstream. Fastidioso, inclassificabile.

Kickstarter: letteralmente, calcio d'inizio.
Peccato, che di progetto in progetto Kickstarter offra ormai non solo il calcio, ma la gamba intera, anzi il calciatore in persona, l'intera squadra, il campo stesso... Tutto dipende da quanto il vostro progetto attrae l'attenzione. Saranno le prossime rivoluzioni letteralmente finanziate dal popolo?
Compagno Marx, il popolo ha superato la soglia di finanziamento e stanno sbloccando lo stretch goals “barricate agli angoli delle strade”! Gli add-on “molotov” vanno a ruba...  

Si potrebbe iniziare questo capitolo nel modo in cui si raccontano le favole: << C'era una volta una sovrana potente e temuta, il cui regno si estendeva su una gran parte del globo. Il suo nome era Vittoria >>. Il regno della regina Vittoria, durato dal giugno del 1837 al gennaio del 1901, ha infatti la stessa duplice natura delle fiabe, appartenendo a un'epoca che sembra remota per molte sue caratteristiche e, nello stesso, tempo, proiettandosi nella dimensione dell'attualità, suscettibile di essere rivisitata alla luce della nostra sensibilità moderna.  

Pipe of the Week.
Rubrica occasionale (al venerdì).
Curiosità legate al mondo della pipa da tabacco.
Suggestioni, esperienze. Nostalgie tabagiste.  

Non c’è niente come il gioco dei soldatini che insegni la stupidità della guerra, tranne la guerra stessa

Miniature in scala 28mm. Bronzetti di statue greche. Inimmaginabili opere d'arte che il volgare plebeo definisce “soldatini”...

Nessun commento: