mercoledì 26 novembre 2014

Intervista a William Gibson dal Paris Review (estratti)



Giudicare la coppia William Gibson&Bruce Sterling è affare difficile.

Sia chiaro che adoro entrambi, a loro modo: Neuromante alle superiori fu tra le mie letture preferite, sebbene abbia sempre prediletto nel cyberpunk il tema del corpo artificiale rispetto all'epica del cyberspazio. Forse proprio perché nato tardi, quel suddetto cyberspazio si stava presto rivelando un affollarsi di banner pubblicitari, multinazionali più pigre che cattive e forum dai moderatori, quelli sì, tirannici. Rispetto alla realtà virtuale, il cyberpunk “corporale”, legato al sogno-incubo di rimpiazzare, modificare e plasmare il proprio corpo come si desidera, rimane attuale.

Deus ex: Human revolution E' cyberpunk, ma E' attuale. Neuromante invece appare ora come un'anticaglia retrofuturista, e sempre per mia personale opinione, Blade Runner ormai è bello proprio in virtù del vecchio che vi alberga: le architetture vittoriane, gli edifici ciclopici, l'affollarsi di loghi e richiami a un futuro che s'immaginava, ma non si è mai avverato, se non nei suoi aspetti peggiori.

Continuo inoltre a simpatizzare maggiormente con i protagonisti cyberpunk che con le sagome di cartapesta della Golden Age del secondo dopoguerra. Stringerei volentieri la mano a Case di Neuromante, ma storcerei il naso davanti all'impettito (e francamente imbarazzante) "Johnnie" Rico di Fanteria nello spazio, di Heinlein. 
Asimov lasciamolo pure nel suo reliquario, e così pure i vari Dick della Fanucci, grazie.

William Gibson mi è sempre sembrato il migliore, quando si tratta di puro stile di scrittura. 
Sono entrambi autori ampollosi, a loro modo, molto barocchi, ma Sterling senza dubbio fa maggiore difficoltà a trasportare su carta le proprie idee. 
Leggete il saggio di Sterling “Parco giochi con pena di morte”. O una dei suoi tanti blurb, rant e/o riflessioni. Rimarrete stupiti dall'acume del personaggio, dalla capacità di cogliere mutamenti in corso che l'élite modaiola e demente dei techno-guru della Silicon Valley si ostinano a mascherare. Non ci sono peli sulla lingua, quando parla Sterling. E' tutto lì, discutibile e polemico, ma senza dubbio sincero, anche nei profondi entusiasmi.

Gibson invece l'ho sempre considerato come lo scrittore “alto”. 
Ovviamente non lo è, e lui non si definirebbe mai così, ma tra i due quando si tratta d'avvincere il lettore primeggia chiaramente. C'è un fondo di poesia che i recensori odiano, ma che rende i suoi romanzi innegabilmente tecnologici, senza tuttavia perdere umanità. 
Potremmo dire che Sterling ha le idee e Gibson i versi con cui metterle su carta.

Gibson è meno un personaggio pubblico del suo collega, ma di tanto in tanto rilascia interviste. 
E' il caso di questa lunga chiacchierata del Paris Review The Art of Fiction 211, dove ripercorre vita, morte&miracoli della sua carriera dagli anni sessanta a ora.
Alcune notizie saranno note, come lo spunto per scrivere Neuromante da una sala giochi, l'amicizia con Shirley ecc ecc Altre riflessioni tuttavia meritano una traduzione, perché eccezionalmente interessanti. Rivelatorio in particolare il continuo rimando ai Vittoriani, ormai considerati sia da Gibson che Sterling ottima pietra di paragone del ventunesimo secolo. Consolante inoltre come Gibson non usi un'outline, ma proceda di revisione in revisione, con un lento lavoro di cesellatura. 
E come negare il carattere di “irrealtà” del mondo attuale? C'è troppa fantascienza, questo è il vero ostacolo per chi voglia scriverne. Nessuna distopia aveva previsto un simile disastro, né le fantasie maggiormente fervide previsto un clima geopolitico tanto incasinato.
Dopo aver constatato che il cyberpunk è diventato una realtà positiva, possiamo paradossalmente chiederci se non sia il caso di ritornare a scrivere fantascienza ottimista. Dopotutto, raggiunto il fondo del barile si può solo risalire... O continuare a scavare (sic).






Valgono come sempre le solite avvertenze quando si tratta di traduzioni: imperfette, letterali quando dovrebbero essere libere, libere quando dovrebbero essere letterali, ecc ecc La lettura del (grosso) testo in originale è ampiamente consigliata.


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Lei revisiona?

Ogni giorno, quando mi siedo con il mio manoscritto, inizio a pagina uno e vado attraverso tutta la dannata cosa, revisionando quanto voglio.

Cioè, revisiona l'intero manoscritto ogni giorno?

Lo faccio, sebbene di solito faccia solo un paio di piccoli cambiamenti. L'ho fatto fin dai miei primi tentativi di scrittura di racconti. Sarebbe per me frustrante non poterlo più fare. Mi sembrerebbe come di volare alla cieca.

Gli incipit dei miei libri sono riscritti più volte. I finali richiedono una bozza o tre, e poi sono finiti. Ma sono in grado di leggere i miei scritti molto velocemente, molto più velocemente rispetto a quando leggo la prosa di qualunque altro.

La valutazione sul suo lavoro cambia, di giorno in giorno?

Se fosse assolutamente stabile non penso che sarebbe una buona valutazione. Credo che il lavoro di revisione sia estremamente sottovalutato. E' molto raramente riconosciuto come il luogo dove può esserci una grande creatività, o dove possa anche solo manifestarsi. Penso che fosse Yeats che diceva che la revisione letteraria era l'unico luogo nella vita dove un uomo può veramente migliorare sé stesso.

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E' più difficile immaginare il passato che se ne è andato, piuttosto che immaginare il futuro. Quello che eravamo prima dell'ultima innovazione tecnologica è, per certi versi, inconoscibile. Sarebbe molto più difficile immaginare con precisione com'era New York il giorno prima dell'avvento delle trasmissioni televisive, che immaginarla come sarà quando arriveranno le trasmissioni olografiche a grandezza umana. Ma al momento New York senza televisione è molto più misteriosa, perché per noi c'è sempre stata e nessuno vi ha fatto attenzione. Quel mondo se ne è andato.

Il mio bisnonno è nato in un mondo dove non c'era musica registrata. E' molto, molto difficile immaginare un mondo in cui non vi sia possibilità di registrazioni audio in nessun modo. Alcune persone furono estremamente sconvolte dalle prime registrazioni di Edison. Li nauseava, ne erano terrorizzate. Sembrava di ascoltare il diavolo, dicevano, questa tecnologia demoniaca e innaturale che offriva loro l'opportunità di sentire i morti parlare. Non ci pensiamo, quando guidiamo da qualche parte e accendiamo la radio. Lo diamo per scontato.

Se leggete i Vittoriani scrivere di sé stessi, stavano descrivendo qualcosa che non è mai esistito. I Vittoriani non si ritenevano sessualmente repressi, e non si ritenevano razzisti. Non si ritenevano colonialisti. Si ritenevano la corona della Creazione.

Ovviamente, i Vittoriani potremmo anche essere noi.

I Vittoriani hanno anche inventato la fantascienza.

Penso che la percezione popolare che siamo molto simili ai Vittoriani sia in gran parte corretta. Uno dei punti di contatto è che siamo costantemente in uno stato di continuo tecno-shock, senza veramente rendercene conto – è solo diventato il modo in cui viviamo. I Vittoriani furono le prime persone a sperimentarlo, e penso che le abbia rese folli in molti modi. Stiamo ancora cavalcando quell'onda di follia. Siamo diventati così abituati alle nuove tecnologie che diventiamo ansiosi se non ne abbiamo una dopo un po' di tempo.
Ma se leggiamo le testimonianze delle persone che usavano i primi treni a vapore per la prima volta, ad esempio, andavano leggermente fuori di testa. Viaggiavano a 15 miglia all'ora, e quando scrivevano i resoconti subito dopo, cercavano di descrivere questa velocità impensabile e quale effetto questa velocità lineare causasse alla prospettiva man mani che guardi avanti mentre il treno procede. C'era perfino un malanno vittoriano etichettato dai medici come “railway spine” (Spina dorsale da treno? Febbre da ferrovia?). Le nuove tecnologie stavano irrimediabilmente modificando il loro paesaggio. Casa desolata è la quintessenza del testo vittoriano, ma è anche probabilmente il miglior panorama steampunk sia mai stato descritto. Dickens l'aveva davvero azzeccato, specialmente in quei passaggi pre-Ballard in cui tutto in natura è stato danneggiato dall'industria pesante. Ma all'epoca c'erano poche voci come Dickens. La maggior parte delle persone pensava che il progresso dell'industria fosse davvero eccitante. Solo pochi stavano dicendo, Ehi aspetta, pensiamo che gli uccelli stiano morendo.

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Il mondo della Sprawl è stato spesso definito distopico.

Beh, forse se sei una persona di classe media dal Midwest. Ma se stai vivendo nella maggior parte dei luoghi in Africa, salteresti su un aereo per lo Sprawl in due secondi. Molte persone a Rio hanno vite di gran lunga peggiori degli abitanti dello Sprawl.

Sono sempre stato preso alla sprovvista dal presupposto che la mia visione è fondamentalmente distopica. Ho il sospetto che le persone che dicono che sono distopico debbano avere vite davvero sicure e protette. Il mondo è pieno di luoghi molto più cattivi delle mie invenzioni, luoghi che i reietti dello Sprawl considererebbero una punizione esservi trasferiti, e molti di questi luoghi sono in costante peggioramento.

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Se fossi andato da un editore nel 1981 con una proposta per un romanzo di fantascienza che consistesse di una semplice e chiara descrizione del mondo oggigiorno, avrebbe preso la mia proposta e detto, Bene, questo è impossibile. Questo è ridicolo. Questo non ha nemmeno senso. Garantito, hai una mezza dozzina di idee per una trama e per altrettanti romanzi di fantascienza, ma non puoi metterli tutti nello stesso romanzo.

Quali sono queste idee per le trame dei sei romanzi?

Hanno scoperto che i combustibili fossili destabilizzano il clima del pianeta, con possibilmente drastiche conseguenze. C'è una malattia sessuale epidemica, altamente contagiosa, che distrugge il sistema immunitario, che si sta diffondendo incontrollata per tutta l'Africa. New York è stata attaccata da fondamentalisti islamici, che hanno distrutto i due più alti edifici della città, e gli Stati Uniti in risposta hanno invaso Iraq e Afghanistan.

E non sei ancora nemmeno giunto alla tecnologia.

Non sei ancora arrivato a Internet. Nel momento in cui gli racconterete di Internet, vi mostrerà la porta. Sarebbe davvero troppa fantascienza. 

2 commenti:

Marco Grande Arbitro Giorgio ha detto...

Mi hai illuminato su un personaggio che conosco davvero poco..

Coscienza ha detto...


Su Gibson cmq per i neofiti c'è parecchia roba anche in italiano, cercando un po'...