Del seguente romanzo ho
ricevuto una review copy. L'autore, Fabio Carta, mi aveva
contattato via mail per chiedermi un'opinione sul romanzo, ancora
l'estate scorsa. Non ho francamente idea se l'aver comprato o meno
un'opera influisce sull'attendibilità della recensione. Sostenendo,
come in ogni mia recensione, i vari pregi e difetti con citazioni e
appositi argomenti, non credo che la mia opinione sia stata
influenzata, ma per amore della chiarezza vi avverto comunque.
Muareb è un pianeta
desertico e arido, un Marte flagellato da tempeste radioattive.
Nel passato, questa
palla di sabbia è stata terraformata dagli umani, trasformata in un
pianeta vivo e ospitale, dove la zootecnica ha creato piante e
animali adatti alla sopravvivenza. La bestia che ha popolato Muareb è
stata il Fauno, un animale d'allevamento in grado di produrre uova,
latte e pelliccia, caratteristico per le corna ondulate e il becco
uncinato. I primi esperimenti di Fauno, abbandonati nell'ambiente
inospitale del pianeta morirono uno a uno, tranne che per un mitico
sopravvissuto, un Fauno che resistette ai predatori e divenne egli
stesso predatore per eccellenza: il Pagan. La società dei Padri di
Muareb sviluppò col passare del tempo un culto guerriero che
considerava il Pagan come un Dio.
Il romanzo parte con un
flashback. Il protagonista, Karan, è un vecchio che sopravvive in
una Muareb devastata da un olocausto nucleare. A una platea di
deformi sopravvissuti racconta di come egli abbia realmente
conosciuto il Lakon di cui parlano come un mito quando ancora giovane
maniscalco lavorava nella Muareb pre apocalisse. Un alieno umanoide,
dal volto e gli organi artificiali, Lakon, era stato catturato dai
cavalieri per cui Karan fabbricava armi e armature. E da
quell'episodio, Lakon era diventato poi l'essere che tutti conoscono,
il Martire Tiranno conosciuto nelle stelle più lontane. Si snoda
così una lunga avventura in prima persona di Karan e Lakon, dalla
cerca del Pagan, alla guerra contro i Mercanti, alle tortuose vicende
che condurranno Karan all'essere il vecchio che racconta la vicenda.









