
Sono sempre
un po' titubante quando si tratta di iniziative del genere, perchè
non so mai cosa rispondere ad alcune domande, siano personali o di
segnalazione d'altri blog. In quest'ultimo caso ho semplicemente
saltato i punti 5-6-7. Anche anni fa, quando frequentavo maggiormente
la bloggosfera, mi sarei trovato in difficoltà a nominare 11 blog,
figuriamoci adesso.
Come avevo
ribadito sul Boomstick Award 2015, preferisco ormai seguire la
persona invece che il sito: ormai di continuo ci si ritrova obbligati
a seguirla nei boschi di social, giornali, siti, blog (sempre meno
aggiornati), collaborazioni, pubblicazioni ecc ecc
Al momento,
ad esempio, seguo abbastanza Jess Nevins, una nostra vecchia
conoscenza per le annotazioni su Nemo e Alan Moore. Jess aggiorna di
rado il blog, ma non si fa scrupoli a bombardare di tweet il suo
profilo, a gestire una (sporadica) newsletter pure molto
interessante, a collaborare di tanto in tanto con quel dato sito di
news. E'
stancante, dispersivo e sterile, ma è anche l'attuale modo di fare.
Innanzitutto,
le regole:
1) Ringraziare i blog che
ti hanno nominato e assegnato il premio;
2) Scrivere qualche riga
(massimo 300 parole) sul blog che preferite (ovviamente non il
vostro). Spiegare perché vi piace il blog, mettere il link;
3) Rispondere alle 11
domande poste dal blog o dai blogger che ti hanno nominato;
4) Scrivere, a piacere, 11
cose di te;
5) Premiare a tua volta 11
blog con meno di 200 follower;
6) Formulare le 11 domande
per i blogger che si nomineranno;
7) Informare i blogger del
premio assegnato.
Oookay,
iniziamo:
1)
Ringraziare i blog che ti hanno nominato e assegnato il premio;
Semplice,
come detto è Gioco Magazzino. E' un collettivo di autori che
recensiscono e pubblicizzano uscite nerd, dai boardgame alle
miniature di Warhammer. Nello specifico, il blogger che mi ha
conferito il premio è Grande Arbitro, che a causa dell'immagine
profilo ormai associo a Kickass (il supereroe poco super, non il
portale di Utorrent chiuso dai malvagi yankee...)
2) Scrivere
qualche riga (massimo 300 parole) sul blog che preferite (ovviamente
non il vostro). Spiegare perché vi piace il blog, mettere il link;
Ecco, mi
trovo già in difficoltà, perchè non ho al momento un blog che
segua assiduamente.
Tengo
d'occhio i siti delle piccole case editrici che recensisco, come a
loro volta gli autori che ospitano. Mi riferisco ad esempio a
Vaporteppa, Zona 42, Ludologica ecc ecc
E ci sono
ovviamente i blogger che seguo già da tempo, che ho nominato altre
volte: Grande Avvilente, A Noi Vivi, Duca di Baionette, Il Pozzo e lo
Straniero, Alomadeddu, La Tana dello Sciamano...
A questi
possiamo aggiungere i blog che seguo, ma che centrano poco con gli
argomenti che qui si trattano: ad esempio leggo negli ultimi mesi
assiduamente Il Giorno degli Zombi, ho ripreso Ferruccio Gianola (che
è un po' eterno, è il blogger più costante che abbia mai letto in
5 anni di frequentazione del settore...), La Leggivendola, Obsidian
Mirror (anche se lo sfondo nero mi uccide gli occhi), I dolori di una
giovane libraria ecc ecc
E ci sono
infine i blog (sempre più numerosi) che chiudono o proprio
scompaiono totalmente. Sono davvero tanti e se alcune volte ne rimani contento, vedendo la qualità (più del blogger che degli articoli) declinare, altre volte sono autentici funerali - specie quando la causa è la concorrenza del rumore di fondo dei maledetti social.
Se voglio
invece pubblicizzare un blog che meriterebbe più visite... senza
dubbio Riflessi storici.
Il gestore è
come me laureato in storia e ci sta davvero dando dentro col nuovo
sito, in fatto di articoli e saggistica. E' un sito di storia
generale, anche se il focus finora è sulla storia moderna, se non
proprio contemporanea. Il taglio è lefista, per dirla all'inglese,
ma proprio per questo e per l'attenzione a fonti e documentazione,
risulta particolarmente valido.
Riflessi
storici era già attivo gli anni passati, quando raccoglieva un gran
numero di contributi, con diversi tagli editoriali, dalla citazione
breve, all'articoletto, alla lunga dissertazione ecc ecc
Col rilancio
del nuovo sito si è preferito restringere la varietà agli articoli
corposi e ben argomentati, linea che, inutile dire, approvo
totalmente.
Consiglio
per una prima lettura la serie sulla Rivoluzione industriale, un
recente articolo del gestore Pier Alfei sulla politica vaticana post Seconda Guerra Mondiale e, perchè no, un po' di Lovecraft che non fa mai male.
Meriterebbe
davvero più visite, specie in rapporto all'impegno e al numero di mi
piace su Facebook (come purtroppo sappiamo, tanti mi piace non sono
tanti lettori, ahimè).
3) Rispondere alle 11
domande poste dal blog o dai blogger che ti hanno nominato;
1. Qual è
l'ultimo gioco da tavola a cui hai giocato?
![]() |
Tim Hildebrandt, Gran Burrone |
E' un gran
bel gioco, tutt'altro che invecchiato. Per vincere, o anche solo per
sopravvivere, la cooperazione tra i giocatori è fondamentale, sia
nei combattimenti che nello scambio delle carte. E' il gioco di un
matematico, come tale calibrato al millesimo. Paradossalmente,
nonostante sia alla fine un gioco astratto, rende anche bene l'idea
del lungo, interminabile viaggio di Frodo&compagni verso il monte
Fato. Il gioco inoltre si sente “difficile”, ma mai punitivo:
sembra esserci sempre una fair chance di vincere.
Gli artwork
e la componentistica sono tutti pre film di Jackson, per cui
ritroviamo i disegni di Alan Lee e i personaggi che il designer
Knizia riteneva fondamentali, non gli sceneggiatori.
Nel
riparlerò nel saggio di cui vi parlavo, se non altro perchè tra i
giocatori disponibili c'è Federico Grassotto Bolgeri, hobbit che
sfido i tolkeniani “da cinema” a conoscere...
2. Qual è
l'ultimo videogioco a cui hai giocato?
Steam Squad.
E' un RTS, a turni, ambientato durante una prima guerra mondiale
alternativa. A inizi novecento il globo è infatti diviso tra un
Sacro Romano Impero, una Cina estesa in Asia e Giappone e un Impero
Britannico con ancora le colonie “americane”. E' steampunk
storicamente corretto, perchè fa leva sul “pericolo giallo”
effettivamente molto diffuso all'epoca.
L'ubriacatura
di biologismo, di darwinismo sociale e di un malinteso
malthusianesimo vedeva nella Cina, con i suoi milioni di abitanti,
una futura minaccia per la Terra, un rullo compressore destinato ad
assimilare ogni altra razza. Ricordiamo in tal senso il terribile racconto di Jack London, autore che non so bene perchè si continua a
spacciare “per bambini”. O pensiamo a Fu Manchu.
Il gioco in
sé ha gravi difetti, con alcune missioni a dir poco frustranti e
altre a dir poco facili. La fisica è incoerente, la gestione delle
squadre spesso fallace e il tutorial ingannevole.
Tuttavia, se
la storia e l'ambientazione vi interessano, potrebbe valere il tempo
di un acquisto o di un download.
Ah,
difficile, difficile.
Diciamo che
sto leggendo contemporaneamente un sacco di roba, ma cercherò di
fare del mio meglio per distinguere.
Per i
fumetti, sto lentamente scavando in Providence 2, una pagina dietro
l'altra. Con la collaborazione di Matteo Poropat ci stiamo lentamente
facendo strada nelle annotazioni.
Per i
romanzi, ho appena terminato Il Ponte sulla Drina, di Ivo Andric.
Volevo leggere qualcosa di storico dell'area dei Balcani e Ivo Andric
è considerato uno dei padri della letteratura bosniaca.
E'
stranamente un bel romanzo, un mattone storico che va dai turchi del
'500, all'800 e alla dominazione austriaca, fino alla prima guerra
mondiale. A sorpresa il dominio austro-ungarico non è nemmeno così
criticato anzi, Andric sembra quasi rimpiangerlo (!). Ne riparleremo
a questo proposito, perché l'occasione di trasformare uno scrittore bosniaco in un filo asburgico è troppo ghiotta per lasciarsela
scappare! ^__^

Una sorta di studio
degli intellettuali dietro le donne fatali dei quadri di Klimt. La
vera guida è Karl Kraus, un tormentato (ma lo erano un po' tutti,
all'epoca) giornalista direttore della Fackel. L'ho citato di
recente in un articolo per Riflessi storici.
E' un saggio
denso di sesso, misoginia, ginofobia, darwinismo sociale, lesbiche,
gay, puttane, suffragiste, attrici sifilitiche, cocotte, alcolizzati,
giornalisti da strapazzo, psicanalisti che fottono le loro stesse
pazienti... insomma, parlerò a breve anche di questo, non temete.
Per i saggi
universitari, sto finendo un po' di roba in previsione della sessione
di esami di settembre. D'interessante ai temi di questo blog sono dei
saggi sul Risorgimento e sulla Cina moderna. Per scaramanzia
preferisco parlarne quando (e se!) avrò passato gli esami.
4. Qual è
l'ultimo film che visto?
Di bello ho
visto per la prima volta Slither. Grande body horror, è incredibile
quanto funzioni bene l'accostamento humor+mutazioni della carne. Lo
considero la versione light del Society di Yuzna.
Di brutto ho
visto xXx. Vederlo è l'equivalente di una lobotomia frontale. E quel
che è peggio è che Vin Diesel sarebbe anche un grande attore,
capace a mio parere di ruoli intelligenti, diciamo di action sì
muscolari, ma intelligenti... cioè, insomma, adora D&d. E' uno
dei nostri.
5. Qual è
l'ultima canzone che hai ascoltato?
Diamine,
ascolto poco o nulla di musica, domanda difficile. Diciamo che di
musica-musica ultimamente ascolto la colonna sonora di Brigador. E
già che ci siamo ci cacciamo la finta colonna sonora di Wolfenstein, House of the Rising Sun.
Boh? C'era
una lista di blogger che rispettavo, seguivo e volevo imitarli. E
pensavo che postando racconti avrei avuto decine di commenti a
segnalarmi cosa migliorare e cosa no. Beata ingenuità.
7. Quanto
tempo dedichi al tuo blog?
Una, due ore
per scrivere un articolo di lunghezza media, una mezz'oretta al
giorno per tenere d'occhio le statistiche. La parte che mi ruba più
tempo è trovare le immagini, ritagliarle, dare i crediti, usare il
grassetto ecc ecc Vorrei avere una segretaria anime che gestisca
queste cose al mio posto (vanno bene anche le scimmie fumatrici, gli
androidi petulanti e le intelligenze artificiali assassine, non
facciamo disparità).
8. Prossimi
progetti per il blog?
E' da giugno
che tento di scrivere un lunghissimo articolo di lode verso il
generale Radetzky.
Forse a
settembre finalmente lo vedrete pubblicato.
Se (ed è un
gran bel grosso se) riesco ad andare al Lucca Comics quest'anno, mi
piacerebbe tentare un reportage in diretta, con le foto, commenti,
forse qualche piccolo video aggiornati direttamente sulla pagina del
blog. Vi può interessare?
Sempre per
quest'autunno troverete nuovi articoli sul Giappone e forse sul
National Geographic vintage.
9. Come vedi
il futuro della blogsfera?
Non voglio
fare previsioni pessimiste, perchè trovo che spesso siano profezie
che si auto avverano.
La
situazione non è entusiasmante, ma perché non c'è un ricambio
generazionale. Ci sono nuovi blog che iniziano come collettivi di
autori, ma ci mancano proprio le grandi personalità, che forniscano
contenuti di qualità, lunghi, articolati e sopratutto freschi.
E
comprensibilmente, i vecchi blogger perdono vigore e dignità (cit).
10. Cosa
faresti se un domani internet sparisse per sempre?
Quindi,
vediamo... niente più siti internet, niente più newser che lavorano
gratis, solo giornali cartacei, solo gente che scrive e viene pagata
per scrivere (!) senza doversi umiliare a mettere banner pubblicitari
e schifezze varie (!) per guadagnare sì e no un centesimo ripartito
tra direttore e cinquanta giornalisti (!)...
Sì, direi
che tornare agli anni in cui si veniva pagati per lavorare non mi
dispiacerebbe, grazie Internet, restatene a casa, thanks.
11. Fatti
una domanda e risponditi da solo
Ho iniziato
a studiare troppo tardi per settembre? Sì. Non lo faccio sempre? Sì.
Ma non sono
due domande invece che una? Sbagliato, con questa sono tre. Dritto in
punizione.
4) Scrivere, a piacere, 11
cose di te;
E' difficile scrivere di
roba del genere senza sprofondare a mezza gamba nella palude del
narcisismo. Facciamo così: perché non confronto quanto scrivevo nel
2013 con questo 2016?
All'ottobre del 2013 avevo
ricevuto il Versatile Blogger Award e avevo scritto “7 cose su di
me”.
Con i blog si dà sempre
per scontato che il blogger non cambi mai, che rimanga sempre lo
stesso: in realtà sorprende spesso (anche il sottoscritto) quanto
cambino certe cose, col tempo.
Sono miope: ogni volta che qualcuno chiede di provare i miei occhiali gira in tondo, esclamando con voce grossolana "Ma vedi pochisiiiiiiimoooo! " Al che, arriva un pugno...
1. Nulla da
dire qui, ero miope, sono miope ancora adesso, non è qualcosa che si
possa cambiare :-D Non capisco perchè tre anni fa avessi citato
l'esempio degli occhiali. Cioè, okay, mi era successo, ma credo in
prima, o seconda superiore, certo non all'università.
Odio la pallavolo. Ma proprio tanto. Non capisco le tattiche di gruppo, di quella palla che vola su e giù per la rete non m'importa nulla. Il mio concetto di sport è rimuginare cupi pensieri camminando per conto mio nel vecchio borgo; e alle superiori quelle due ore di ginnastica erano la cosa più insulsa e inutile che mente umana possa immaginare.
2. Se era
l'ottobre del 2013 ero all'inizio del secondo anno della triennale,
ma a giudicare dagli esempi ero con la testa ancora agli anni della
scuola. Siamo di nuovo a riferimenti alle ore di ginnastica alle
Superiori, dove non facevamo altro che giocare a pallavolo. Sì,
effettivamente era una gran palla (pun intended).
Come Alan Moore, sono una sorta di Amish; ho cominciato a usare il cellulare appena cinque anni fa, non guardo la televisione, ascolto poco la radio. Curiosamente, ho abbracciato invece con grande rapidità l'ascesa dei lettori ebook, prima che tablet e kindle diventassero "oggetti" alla moda. Aspetto con altrettanta ansia che scendano di prezzo le stampanti Treddì; sento che si faranno grandi cose, in barba a giocattolini come Smartphone e Google Glass.
3. Alan
Moore non è che sia poi un amish, non sembra ad esempio avere remore
a usare Kickstarter per i suoi fumetti.
I lettori
ebook non sono mai diventati oggetti alla moda, non hanno avuto il
tempo di specializzarsi, anche se è un sollievo constatare nel 2016
che non ci sono più le lotte Carta Vs Digitale.
Le stampanti
3D continuano a essere troppo costose, almeno per stampare miniature
in scala 32 mm o simili. Rispetto al 2013, viviamo ora in una società
molto più draconiana sulla pirateria, basti pensare alla chiusura di
Kickass Torrent o al giro di vite su certi circoli di pirateria
“normali” nell'epoca post chiusura Megaupload.
E' buffo che
lo smartphone venga da me definito nel 2013 una sorta di giocattolino
di lusso, da l'idea di quanto si deprezzi una tecnologia di
comunicazione.
Sono tre gli autori che torno periodicamente a rileggere; Tolkien (Il Signore degli Anelli)
Lovecraft (i racconti) e Leopardi (Zibaldone, Operette Morali) Il resto è fuffa, che viene spesso declassata. Lascio un posticino aperto per Altieri, che mi dicono tutti essere un autore rozzo perché scrive solo thriller (Chiamali così... ) e perché ama troppo le parole (Che cosa terribile!).
4. In realtà
qui sto solo difendendo Altieri, se notate: di Tolkien e Leopardi mi
limito a citare le opere. Non so davvero perché avessi inserito
nella lista Leopardi. Non è un classico della letteratura che odii,
ma non posso certo dire lo rilegga di frequente. In effetti, non lo
rileggevo nemmeno all'epoca. Quindi, perchè? Volevo darmi un tono?
Mah! Forse ci sono: nello stesso mese avevo appena superato l'orale
di Letteratura italiana con il corso monografico sui Canti di
Leopardi. Un entusiasmo del momento, quindi.
Non leggo
più Altieri, non riesco più a sopportare il suo amore della parola
per il gusto della parola, oltre a una sua rappresentazione
manierista di una violenza che dichiara sempre di voler denunciare,
ma alla fine celebra, da oscuro cantore. Tutti i romanzi di Altieri
alla fine si basano sull'identico schema e l'identico feticismo per i
paroloni un po' buttati lì. Gli sono comunque debitore alle
Superiori per avermi salvato dai barocchismi che scrivevo all'epoca
(frasi lunghe intere pagine, robaccia del genere) e avermi insegnato
la bellezza della frase “spezzata”, mutilata.
Però grande
maestro, con tanto di foto “in posa”... no, dai.
“Lovecraft
(i racconti)”... perchè diamine questa specifica? Cosa volevo
chiarire, visto che non avevo letto nient'altro, ne lettere, ne
pastiche, ne saggistica?
Ancora una
volta, l'insicurezza maledetta di volersi dare un tono.
Non mi piacciono le folle, i grandi assembramenti, le centinaia di spettatori alle orchestre. Sono andato in vacanza a Londra proprio nel periodo dei Riot (chiamasi altrimenti negri impazziti), ho frequentato le marce di protesta per i tagli scolastici, sono stato (rarissime volte) a qualche concerto, a qualche raduno. E ne ho ricavato una sensazione di pieno disgusto per la folla, per la collettività, per il "siamo tutti insieme, una grande forza bla bla". L'uomo è tale solo in quanto individuo, punto.
5. Sono
stato al Triskell, ma non sono mai stato ad alcun “concerto” (?)
o marcia di protesta. Chissà cosa diamine pensavo. Sottoscrivo però
quei “negri impazziti”. E' offensivo, certo, ma che ci volete
fare? Nell'estate del 2011 ero stato a Londra per un viaggio post
diploma e per poco non mi linciavano, nel corso delle proteste di quel periodo. Ogni tanto continuo a pensarci: una massa di looters,
spaccabottiglie e furfanteria che corre in avanti, distruggendo
vetrine e assaltando la gente.
Ok, la
maggior parte era di etnia africana, altri erano di altre etnie,
altri erano “bianchi”, se volete erano “inglesi”. Però
“negri impazziti” è sincero: era quanto pensavo all'epoca, quanto penso adesso.
Non
sottoscrivo più tutta quella fiducia cieca nell'individuo, superuomo
che afferma la sua trionfante individualità contro lo Stato...
d'altronde come spesso capita in casi del genere ero a pieno carico
dei miei genitori quel periodo, è facile fare i “titanici”
quando hai le spese già tutte pagate.
I libertari
che conosco sono tutti come i gatti, non fanno mai nulla, ma si
arrogano ogni diritto. Miagolate via.
Colleziono miniature in scala 28, 32 mm, preferibilmente della gamma Games Workshop. In effetti, ero un giocatore accanito. Per chi intende: Sorelle guerriere e Guardia imperiale, Alti elfi e Bretoniani. Se osate chiamarli "pupazzetti" v'ammazzo.
Al momento i miei gusti si orientano sempre più verso il grottesco e il mostruoso di magnifiche (ma costosissime) gamme come la Smog 1888. Guardare, non comprare (Sigh).
6. Niente di
nuovo qui, le collezionavo all'epoca, le colleziono tutt'ora. Sono
adesso più dispersivo e ho perso i contatti con la gran parte dei
miei giocatori abituali. Diciamo che la scomparsa di Warhammer
Fantasy ha davvero ammazzato la voglia di proseguire. Grazie Mamma
Gw, spero per te che Age of Sigmar continui a vendere...
Smog 1888
sta per tornare con la Cool Mini Or Not in un fiammante – ancorché
bellissimo – gioco di miniature in scala 28mm. Ci sono voluti anni,
ma meglio tardi che mai.
Un po'
minaccioso quel “v'ammazzo”, furori da gioventù...
Mi piacciono le camicie. Ogni tipo di camicia. In effetti, adoro gli indumenti che hanno tanti bottoni; più ce ne sono meglio è. Per me la tuta non è che un altro nome per "pigiama". Il ventunesimo secolo e i suoi pessimi gusti.
7. Adoro le
camicie! E i bottoni! E i panciotti! E il tweed! E le bretelle! E i
corsetti!
Sì, anche
su questo versante nulla di nuovo, continuo a ritenere “pigiami”
quelle cose chiamate tute in cui vedo i runners correre alla
mattina. Lo so, lo so, fa bene al corpo, alla salute, alle chance di
corteggiamento ecc ecc
8. Ritengo
una disabilità, specie in un periodo del genere, la mia incapacità
di seguire le serie Tv.
Davvero, non
ci riesco. Riconosco che molte serie odierne siano girate bene e
prodotte anche meglio; ma davvero faccio fatica a superare le prime
due, tre puntate, non importa quanto frenetiche o ben calibrate. Ogni
volta che le guardo mi sembra di esser preso per scemo: scene che in
un film verrebbero tagliate come superflue sono qui ingrandite,
ingigantite, trascinate per ore e ore tranquillamente inutili per la
trama.
Il film è magrezza di tempo e spazio; la serie tv è obesità
di tempo e spazio, uno sbrodolamento di roba messa lì per allungare.
So che è un
giudizio scorretto, ma penso che le serie tv odierne siano film
“annacquati” per un pubblico sempre meno attento e sempre più
vorace di ore da sprecare in un qualche modo.
A me l'idea
di fare maratone di puntate, immobile per ore e ore, fa paura.
9. Ho sempre
più l'impressione, specie dopo la mia laurea, di fare sempre le
stesse cose per motivi che nemmeno io più conosco. Come lo zombie
ripete i gesti della vita passata, così a volte mi blocco a metà di
un movimento a domandarmi perché diamine lo stia facendo.
Ad esempio,
mi sono accorto da tempo che la mia fissazione per Kickstarter non
deriva dall'avere un progetto, deriva dal seguirlo, contribuirlo,
avere consapevolezza d'averlo aiutato. Ho visto in questi anni così
tanti progetti fallire, così tanti incidenti capitare (l'autore che
viene investito, perde la casa, si ammala, gli muore un parente,
calcola male i costi, ha un figlio, due figli, si sposa ecc ecc)
Certe raccolte fondi su Kickstarter mi hanno dato più soddisfazioni
per quella data persona che ha raggiunto quel dato sogno, che per
l'effettiva “compera”. Me ne sono reso conto solo col tempo, che
lo facevo per quel qualcuno, non per quel qualcosa. Bisogna anche
trovare il senso in quello che si fa, non proseguire per inerzia.
![]() |
Caro, vecchio Ranxerox! |
La moda sta
di nuovo cambiando e vedo la barba lentamente sparire. Su Vice,
l'hipster come movimento è stato dichiarato morto. Non li
rimpiangeremo, ma sicuramente ci aspettano tempi duri, per noi
barbuti.
11. I soldi
sono lo sterco del diavolo. Questa definizione di un complessato
monaco del Medioevo è tuttavia perfetta. Se ancora all'istruzione
primaria e secondaria una certa omogeneità garantisce che non si
sentano le differenze di classe e di denaro, all'università e al
lavoro queste saltano fuori nella maniera più atroce. Non so come
trattare amici e conoscenti con cui perdo un buono e sano rapporto
solo perchè essenzialmente loro hanno soldi e io no. Può sembrare
riduttivo, ma al nocciolo è così: la struttura economica danneggia
tutto il resto, lo svuota di significato, lo annichilisce. Confesso
in piena sincerità che alcuni dei problemi di questi amici “ricchi”
mi risultano completamente estranei.
Sento la
stessa lontananza che potrei sentire tra me e un marziano del pianeta
Marte.
Cosa dovrei
dire quando un amico mi confessa la sua profonda “tristezza”
dovuta a un mancato rapporto amoroso? Amico mio, prova a svegliarti
con l'ansia di pagare la tassa d'iscrizione a settembre ogni mattina
e magari, chissà, i tuoi problemi amorosi passeranno in secondo
piano.
Lo sterco
del diavolo è uno sterco indispensabile, un male necessario. Sta in
questo, il suo carattere più odioso: per com'è strutturata
l'attuale società e l'attuale economia, la libertà dell'uomo (o
nell'esempio precedente la sua chance amorosa) è fornita dal suo
potere d'acquisto.
E' un'orribile consapevolezza, degna del vomito metafisico più violento. E l'aspetto più odioso è il modo con cui si nasconde, si eclissa, si maschera come innocua e “normale”. Chi ha soldi, non si accorge di possederli, ne dà per scontato il possesso negli altri.
E' un'orribile consapevolezza, degna del vomito metafisico più violento. E l'aspetto più odioso è il modo con cui si nasconde, si eclissa, si maschera come innocua e “normale”. Chi ha soldi, non si accorge di possederli, ne dà per scontato il possesso negli altri.
Secondo
l'economista Juan Robinson l'ideologia è come la respirazione, si fa
sempre fatica a sentire la propria. Andrebbe aggiunto che se
identifichiamo ideologia e soldi, alcuni non si accorgono mai di
possederne più degli altri.
Ma per
carità, sono io che sono un solitario frustrato, non
arrabbiatevi.
2 commenti:
Grazie delle belle parole che hai speso per me :D
Sapevo che le tue risposte non sarebbero state banali!
@Marco Grande Arbitro
Di nulla! Ti ho risposto un po' tardi (giusto un paio di mesi ^^), ma meglio tardi che mai :D
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