Il mese di
agosto è sempre un buon mese per il fare punto sul wargaming.
Il traffico
web è comunque scarso e non corro il rischio di rubare spazio ad
articoli più importati.
Inoltre c'è
stata di recente la Gencon, con l'annuncio di diversi progetti finora
rimasti semplici “rumors”. Siamo anche nel periodo perfetto per
tirare il fiato prima della tempesta di novità, campagne
crowdfunding, progetti Kickstarter che arrivano tra settembre e
ottobre.
Con questo
rapido elenco di boardgame e giochi di miniature ho scelto i progetti
che trovavo non più famosi, ma più curiosi e interessanti. Non
saranno quelli di cui tutti parlano, ma sicuramente incontrano i
gusti dei lettori di questo blog: abbiamo steampunk, weird, sacchi di
miniature di bassa qualità, giochi davvero di nicchia e giochi
davvero di massa.
A quale
progetto guardate per quest'anno scolastico (settembre 2016, giugno
2017)?
Quale
ritenete che sarà una moda passeggera e quale invece un gioco
decente?
(e quale una
truffa?)
Iniziamo dal
piccolo con Purgatory.
Si tratta di
un gioco di schermaglie, con dadi (D6) e carte, con bande che si
scontrano per pochi pezzi (10 miniature per parte, in media). Le
miniature sono sui 28-30mm eroici, in resina e il Kickstarter è
previsto per il mese di ottobre.
Hanno una pagina facebook (con shop
annesso) e una newsletter molto curata.
Tra le
decine ormai di Kickstarter, Purgatory è l'unico con
un'ambientazione finalmente originale. L'Apocalisse è infatti
arrivata, la Terra è al centro di una lotta tra fazioni di angeli e
demoni in guerra eterna. Il tempo si è fermato e le anime degli
uomini vagano tra tempo e spazio, concretizzandosi in ogni genere di
mito e reincarnazione storica. Il background, straordinariamente
complesso per un gioco, è anche più complicato di così, partendo
dai faraoni e svolgendosi fino al presente congelato dall'intervento
divino. La mescolanza di magia, tecnologia e mitologia crea un mondo
davvero bizzarro, pop, multicolore, dove non ci sono “umani” nel
senso da noi intenso, ma archetipi e personificazioni di Vizi&Virtù.
Nel mondo di Purgatory, gli uomini sono come gli orchetti e i goblin
dei mondi fantasy, irrilevanti per le fazioni che giochiamo, niente
più che carne da cannone.
Ho sempre
evitato di citare la Cool Mini or Not, perchè ho un rapporto
amore/odio con questa casa di produzione: hanno chiaramente le
finanze per produrre per proprio conto i loro giochi, ma scelgono
d'investire su Kickstarter in modo massiccio, quel che è peggio sia
in quantità che qualità estremamente elevati. E non mi interessano
le stupide polemiche dei giocatori da tavolo che non vogliono le
miniature, perchè “inquinano” la purezza dei loro giochi, come
non mi interessano le polemiche su Eric Lang, che sembra un tipo
simpatico.
Tuttavia,
ogni volta che esce un Kickstarter della Cool Mini or Not, gli altri
kickstarter di boardgame nel settore perdono terreno, se non proprio
falliscono. Le piccole aziende e gli appassionati non possono, se non
indebitandosi a morte, offrire “freebies” e prezzi competitivi
come la Cool Mini, che per il 2016 ha allocato la bellezza di 5
milioni di dollari solo per fare Kickstarter.
E' una competizione
schiacciante.
Tuttavia,
non si può neanche far finta che la Cool Mini non esista o mantenere
un atteggiamento snob: effettivamente ci sono un sacco di giocatori
che riciclano le miniature della Cool Mini per i giochi di miniature
veri e propri; vedasi Zombicide e Blood Rage, per non citare il
sottogenere dei chibi games (Arcadia Quest). E' più facile che una
persona si appassioni alla pittura attraverso le miniature di qualità
bassa (per un wargame) ma alta (per un boardgame) della Cool Mini,
che attraverso la scelta consapevole di acquistare una scatola,
chessò di sigmariti, per iniziare Age of Sigmar. La qualità di
miniature dei boardgame è anche un modo per avvicinare nuovi
giocatori al wargaming vero e proprio, è una possibile via.
Bisognerebbe
anche considerare che non sempre e non necessariamente una miniatura
di qualità “alta” è preferibile; spesso, sapendo di non poter
dare giustizia a quel modello, si preferisce ripiegare su qualcosa
che non si corre il rischio di rovinare.
In tal
senso, il compromesso di Blood Rage è un ottimo esempio di artwork
che non vengono traditi dalla scultura, il cui master in resina non
perde (troppo) dettaglio alla plastica da gioco da tavolo.
Il gioco da
cui mi aspetto di più nei prossimi mesi è Smog: Rise of Moloch.
Avevo già
scritto a proposito di Smog 1888 diversi anni fa, agli albori del
blog.
Si trattava
di una linea di miniature francesi, a tema steampunk: linee
aggraziate, curve, aguzze, longilinee. Quel genere di equilibrio
perfetto che avevano raggiunto gli scultori della Rackham, non a caso
passati in massa con la Cool Mini per il gioco Wrath of Kings.
Smog 1888
mescolava suggestioni macabre, esoteriche, occulte; uno steampunk
lontanissimo dai copia-incolla d'ingranaggi e bulloni diffuso nel
mainstream americano.
Purtroppo,
si trattava di 54mm di altezza: miniature che pure avevo comprato a
Lucca Comics 2012 (avevo più soldi, a quei tempi), ma che non ho mai
dipinto, perchè intimorito e un po' scoraggiato dalla resina
delicatissima e dal non poterli poi usare per nulla tranne che per la
vetrinetta.
Smog Rise of
Moloch sarà un gioco da tavolo dungeon crawler, con una serie di
missioni interconnesse da una storia, cooperativo di 3, 4 giocatori
con un giocatore antagonista a manovrare i nemici. E' comparso
nell'anteprima alla fine di Massive Darkness, per tanto dovrebbe
essere il prossimo ufficiale Kickstarter, tra cinque, sei mesi
(ottobre? novembre?).
A Gencon non
hanno fornito altre informazioni, ma fermando alcune immagini di
alcuni video sono riuscito a ottenere qualche immagine da vicino delle
miniature in vetrina.
Un
minotauro, un lupo mannaro col cappello a cilindro, una gentildonna
con un'arma aliena, alcuni steam-zombie, danno bene l'idea di uno
steampunk diverso da solito.
![]() |
(cliccare per ingrandire) |
Magari
googlate un po' per vedere le miniature in scala 54mm, c'erano alcuni
concept davvero interessanti (in particolare gli elfi da Faerie, il
Golem “marciapiede”, la Triade cinese).
Largamente
pubblicizzati due nuovi giochi da tavolo con miniature, Rising Sun
(il successore di Blood Rage, solo nel Giappone Edo) e The Godfather,
un “thug placement game” ambientato nel film del Padrino, dove i
diversi giocatori rivaleggiano come famiglie della mafia per
conquistare il favore del “Don” e accumulare un sacco di money,
blood money. Artisticamente, Adrian Smith nel primo e Karl
Kopinski nel secondo li rendono giochi stupendi.
Sempre a
Gencon, la Fantasy Flight Games ha annunciato un nuovo gioco di
miniature.
E fin qui,
nulla di straordinario, se non fosse che si tratta di un gioco a)
fantasy b) con ranghi e basette di movimento c) con dadi e misuratori
d) insomma, un gioco fantasy di massa.
Se anche voi
state pensando a un certo Warhammer Fantasy, comprenderete come con
questo RuneWars: The Miniatures game la Fantasy Flight chiude ogni
collaborazione con la Games Workshop.
Ora, io non
mi aspetto assolutamente nulla da RuneWars. Si tratta di un fantasy
generico, di non- morti e umani, vagamente alla Wold of Warcraft,
cartoonesco.
Dalla demo
finora disponibile, le regole sembrano okay, con alcune buone
intuizioni, in particolare i bonus/malus derivanti dall'avere tanti
ranghi di fanteria o un unico esteso fronte, o dall'altro l'uso di
carte e delle due rotelle per coordinare movimento e combattimento.
Francamente,
niente che mi spinga ad abbandonare Warhammer Fantasy (8/9 edizione)
o Kings of War. Quanto ai costi, spendere meno della Mantic è
impossibile: la Fantasy Flight proporrà i suoi soliti prezzi del
tutto in linea con la Games Workshop.
No,
l'aspetto che davvero colpisce è che ci siano ancora aziende
disposte a spendere per giochi di miniature di massa. In un ambiente
dove persino Age of Sigmar è un gioco di schermaglie, che vi siano
designer disposti a tornare alla basetta quadrata è incoraggiante.
C'è chi
sussurra che questo sia un campo di prova per vedere se l'espansione
della Fantasy Flight nei giochi di miniature consentirebbe un gioco a
tema Star Wars, un'evoluzione di massa dall'Imperial Assault che aveva già fornito i soldatini necessari. Può darsi, una scatola in hard
plastic di stormtrooper senza dubbio venderebbe tantissimo. Dipende
se vogliono accentuare la sinergia coi film in uscita a dicembre,
come faceva la Games Workshop ai tempi d'oro del Signore degli
Anelli.
E in tema
con la trilogia tolkeniana e con Peter Jackson, hanno presentato alla
Gencon un gioco ancora in fase di sviluppo, Heavy Hitters, della
GKRGame.
Si tratta di
una collaborazione con la Weta Workshop, l'azienda responsabile dei
pupazzi, diorami ed effetti speciali sia del Signore degli Anelli e
de lo Hobbit che in effetti di gran parte dei film fantasy dal 2000
ad oggi. L'azienda neozelandese di solito produceva sì action
figures e riproduzioni delle armi dei film, ma questa è la prima
volta che collabora alla creazione di un vero e proprio gioco.
Non so,
magari succede spesso, ma è la prima volta ce mi capita di vedere
un'azienda di effettistica (e di alto livello...) che agisce sulla
scena del gaming. E' una connessione logica, perchè se fai diorami e
modellini per i film, farli per un'azienda di giocattoli/boardgame
non dev'essere così diverso. La mia segreta speranza è che si
arrivi con questo Heavy Hitters a un passo ulteriore, in dettaglio e
qualità, nelle miniature da usare.
Al momento,
Heavy Hitters è un gioco dove si affrontano giganteschi
mech delle dimensioni di grattacieli, emblemi di diverse
corporation che si battono in uno sport planetario. Dopo un conflitto
nucleare che ha devastato la Terra, le forze sopravvissute dirimono i
conflitti con questi scontri tra mech, rappresentati delle diverse
forze economiche sopravvissute.
Insomma, è
Robot Jox in una scatola.
Seconda
volta alla Gencon, Kingdom Death ha attirato come sempre frotte di
gente: in effetti Adam Poots è finito nei guai, perchè la coda di
gente per il suo stand metteva a rischio la sicurezza della fiera
(!). Kingdom Death, con la sua raccolta fondi di due milioni di
dollari nel 2012, è stato tra i primi kickstarter di miniature a
fare successo, raggiungendo introiti elevati e generando
quell'effetto valanga che è stato da quel momenti in poi l'obiettivo
e lo spauracchio di ogni gioco presentato sulla piattaforma. Da uno
shop di miniature di lusso, pin up più o meno ammiccanti a grassi
quarantenni che guardano anime, Kingdom Death si è evoluto in
qualcosa di diverso, un mostruoso (in tutti i sensi) gioco da tavolo
con modellini di una qualità tra le più alte nel settore.
Kingdom
Death è arte, arte allo stato puro. Il rifiuto di Adam Poots di
scendere ad alcun compromesso è ammirevole, anche se costoso per
tutti. Kingdom Death è Giger elevato alla decima, trasposto dalla
fantascienza di Alien al Fantasy più dark.
La grande
notizia è che dopo 5 anni, Kingdom Death tornerà su Kickstarter per
ristampare il gioco, oramai esaurito: speriamo nel caso che non ci
vogliano altri 5 anni per vederlo consegnato.
Sempre alla
Gencon, i fanatici di Wells e dello steampunk (i due aspetti spesso
coincidono), saranno felici di sapere che All Quiet on the Martian
Front tornerà presto in produzione.
Si tratta di
un gioco di miniature di massa, 15mm, ambientato in una prima guerra
mondiale che vede fronteggiare i marziani della Guerra dei Mondi, con
camminatori, tripodi e tentacoli e dall'altro gli anglo-americani di
Roosevelt, con tecnologia Tesla e tank a vapore.
![]() |
All Quiet on the Martian Front possiede anche un bel regolamento, legalmente gratis, con tante informazioni di background. Dateci un'occhiata, se vi va il genere. |
Ci sono
tante critiche che si possono fare all'ambientazione, a partire dalla
scelta francamente incomprensibile di spostare la guerra negli Stati
Uniti, al design non sense dei tank, alle regole “difettose”.
Però All Quiet on the Martian Front è anche un gioco di hard
plastic con splendidi camminatori marziani, davvero una goccia
d'acqua rispetto al romanzo di Wells. Per altro, viste le dimensioni,
sono miniature che funzionano benissimo anche col 28 mm storico e il
30 mm eroico...
I precedenti
possessori del gioco avevano mal gestito i fondi della campagna
Kickstarter, incorso in vari scandali, insomma combinato un pasticcio. Grazie all'appoggio dei giocatori, All Quiet è stato
recuperato dalla Ironclad Games e tornerà in pompa magna, con tanto
di romanzo.
Tempo di
recuperare questo documentario sulla Grande Guerra!
Spostandoci
di nuovo ai piccoli progetti – piccoli per modo di dire – a
settembre dovrebbe uscire il Kickstarter per Deep Madness, un
boardgame horror con miniature.
Si tratta di
un cooperativo, tutti contro l'intelligenza artificiale, con
meccaniche di dadi e carte, basato su una serie di scenari legati da
una comune storia.
Al momento
hanno una pagina facebook molto ben aggiornata e un profilo su BGG.
La storia ruota attorno a una base sottomarina di ricerca, infestata
da mostri che vengono “generati” dalle paure dei diversi
protagonisti/giocatori. Consiglio di scartabellare i diversi mostri,
perchè sono raccapriccianti nel senso buono, un incrocio tra
Cthulhu, Bioshock e Silent Hill.
L'idea di un'ambientazione acquatica, stretta e claustrofobica, dove gli umani fronteggiano le loro peggiori paure c'era in Sfera, di Michael Crichton, ma qui l'horror è decisamente moltiplicato cento volte. I designer dovrebbero essere tutti professionisti del settore e l'offerta sembra già ricca in partenza (60 miniature, tanto per iniziare). Come sempre, non ci si può aspettare da un team che non è la Cool Mini or Not un successo altrettanto grande. I prototipi in resina sono davvero tra i più curati che avessi mai visto, lovecraftian madness, ma il vero quesito è se riusciranno a tradursi in miniature da gioco. Non sarebbe la prima volta che un gioco promettente si ritrova con cumuli di plastica informe al posto dei render iperdettagliati ch'erano stati promessi.
L'idea di un'ambientazione acquatica, stretta e claustrofobica, dove gli umani fronteggiano le loro peggiori paure c'era in Sfera, di Michael Crichton, ma qui l'horror è decisamente moltiplicato cento volte. I designer dovrebbero essere tutti professionisti del settore e l'offerta sembra già ricca in partenza (60 miniature, tanto per iniziare). Come sempre, non ci si può aspettare da un team che non è la Cool Mini or Not un successo altrettanto grande. I prototipi in resina sono davvero tra i più curati che avessi mai visto, lovecraftian madness, ma il vero quesito è se riusciranno a tradursi in miniature da gioco. Non sarebbe la prima volta che un gioco promettente si ritrova con cumuli di plastica informe al posto dei render iperdettagliati ch'erano stati promessi.
Bisognerebbe
fare attenzione a quando si presentano i prototipi in resina o i
render 3D, si rischia un entusiasmo eccessivo. Deep Madness ha già
dichiarato che non può permettersi il dettaglio di Zombicide o
simili: sfortuna vuole che quello non sia un livello “alto”, ma
sia il minimo sindacale richiesto da un modelling del genere.
Tornando ai meccanismi del gioco, Deep Madness promette un livello di difficoltà alto, sessioni subacquee, con effetti legati all'acqua e al rischio di affogare, parametri che misurano la “follia” dei personaggi (Insanity Tokens) e un numero fisso di turni, con un livello di difficoltà che continua ad alzarsi man mano che i giocatori non si sbrigano a completare gli obiettivi richiesti.
Tornando ai meccanismi del gioco, Deep Madness promette un livello di difficoltà alto, sessioni subacquee, con effetti legati all'acqua e al rischio di affogare, parametri che misurano la “follia” dei personaggi (Insanity Tokens) e un numero fisso di turni, con un livello di difficoltà che continua ad alzarsi man mano che i giocatori non si sbrigano a completare gli obiettivi richiesti.
E' una mia
impressione che Deep Madness si collochi nello stesso filone di The
Others della Cool Mini, anzi ne sia il primo epigono. Al di fuori
delle regole, c'è un identico (body) horror, viscerale, sottopelle,
tentacolare. Persino i loghi si assomigliano:
![]() |
... e tentacoli all'asciutto^^ |
Si tratta di
un dungeon crawler, disegnato e scritto da un duo, Sean Aaberg & Eric Radley (Head Games & Goblinko), veri appassionati del metal anni '80/'90. Eric Radley scrive,
illustra e stampa per suo conto una demoniaca fanzine, rigorosamente
solo su carta gialla da macero, che raccoglie interviste e articoli
sulla cultura metal underground. Lo stile e le illustrazioni sono
rozze, sporche, animate da una violenza animale del tutto persa dalla
gran parte dei disegnatori e scrittori oggigiorno. E' il culto del
brutto, ma quanta forza ha questo brutto! Farei volentieri lo scambio
con molti degli illustratori digitali odierni.
A dispetto
della ricostruzione leccata, manierista&maniacale, degli anni '80
di Stranger Things, PORK! (questo il nome della rivista) incarna con
molta più efficacia la vitalità e la terribile energia oscura del
periodo. Sono fanzine come questa, per me, i veri anni '80.
Sgradevoli e volgari, ma proprio per questo fedeli a quegli anni.
Dungeon Degenerates è il figlio bastardo e mutante della rivista. Si tratta
di un boardgame, ancora in fase di progettazione, con carte, dadi e
(forse) miniature. Al momento ha solo una pagina Facebook, di cui vi
consiglio di guardare gli artwork: non sono identici ai bozzetti di Gary Chalk, del John Blanche dei libri game, della rozzezza
“terribile” di Rogue Trader e del primo Warhammer Fantasy? Alcune
delle immagini hanno una forza tremenda.
A sorpresa, da qualche giorno sono anche comparse delle miniature, scolpite da quel JL Fairclough, il cui gioco Wasteman era già tutto un programma. Si tratta di un volgare goblin con bottiglia di alcool in mano, mazza ferrata, pantaloni calati, in groppa a una gallina gigante (!); cui segue un minotauro dal volto rincoglionito, una frusta-serpente tra le mani; e infine un serpente dalla faccia di donna persa in un delirio degno di Franz von Stuck. Di tutti i giochi che qui nomino, Dungeon Degenerates è l'unico che che sosterrò per davvero, perchè l'unico davvero sincero. Sean Aaberg & Eric Radley vogliono fare questo gioco, lo si vede, ne sono entusiasti: dopo magari sarà orribile come gli anni '80 cui tutti vi ispirate, ma almeno l'avrà fatto...
A sorpresa, da qualche giorno sono anche comparse delle miniature, scolpite da quel JL Fairclough, il cui gioco Wasteman era già tutto un programma. Si tratta di un volgare goblin con bottiglia di alcool in mano, mazza ferrata, pantaloni calati, in groppa a una gallina gigante (!); cui segue un minotauro dal volto rincoglionito, una frusta-serpente tra le mani; e infine un serpente dalla faccia di donna persa in un delirio degno di Franz von Stuck. Di tutti i giochi che qui nomino, Dungeon Degenerates è l'unico che che sosterrò per davvero, perchè l'unico davvero sincero. Sean Aaberg & Eric Radley vogliono fare questo gioco, lo si vede, ne sono entusiasti: dopo magari sarà orribile come gli anni '80 cui tutti vi ispirate, ma almeno l'avrà fatto...
Un concetto
come “troppo steampunk” non esiste nel mio vocabolario, come non
esiste “troppo Lovecraft”. Cosa dire allora quando si tratta di
avere troppo steampunk e troppo Lovecraft?
La Wyrd è
un'azienda principalmente famosa per Malifaux, il gioco di
schermaglie ambientato in una dimensione alternativa alla Terra
nell'Ottocento. E' un gioco pantagruelico, quasi steamfantasy, con
suggestioni steampunk, old west, gothic, fantasy vero e proprio,
weird alla Vandermeer... complice il sistema di gioco senza dadi, è
un gioco davvero strano, ma non di meno affascinante.
A questo
Gencon, la Wyrd ha finalmente svelato il suo nuovo progetto: un gioco
di miniature di massa (centinaia per parte) ambientato nell'altro
universo di Malifaux, la Terra. Essenzialmente Malifaux è il mondo
da cui proviene la magia (o la follia...) che spiega i mostri e le
creature fantastiche; dall'altro lato, attraverso la Breccia, c'è la
cara, vecchia Terra che nel frattempo è stata “invasa” da
Malifaux. Il gioco di schermaglie – Malifaux, appunto – è
ambientato nel mondo “magico”. Dall'altro lato – The Other
Side, appunto – troviamo il nostro pianeta, alle prese con gli
stravolgimenti del soprannaturale.
Non so molto sul background di Malifaux, come del nuovo gioco. Stando a un leaflet che distribuivano alla fiera, le prime due armate saranno The King's Army e The Gibberish Horde. Il primo è l'impero britannico, il secondo un'orda di uomini-pesce dalle profondità abissali (viva l'originalità...). La prima trasformazione di Malifaux sulla Terra vede gli oceani riversarsi su Londra dal cielo stesso, per opera della Gibberish Horde che muove guerra all'impero.
Non so molto sul background di Malifaux, come del nuovo gioco. Stando a un leaflet che distribuivano alla fiera, le prime due armate saranno The King's Army e The Gibberish Horde. Il primo è l'impero britannico, il secondo un'orda di uomini-pesce dalle profondità abissali (viva l'originalità...). La prima trasformazione di Malifaux sulla Terra vede gli oceani riversarsi su Londra dal cielo stesso, per opera della Gibberish Horde che muove guerra all'impero.
E' questa la
cosiddetta “battaglia di Londra”, il primo grande conflitto per
la sopravvivenza dell'umanità (well, degli inglesi...)
Alla data in
cui il gioco è ambientato – 1906 – tutto il mondo lotta e si
trasforma in una grande guerra mondiale che devasta interi
continenti.
La Wyrd non
annovera certo tra i suoi difetti la timidezza; per il gioco
prospetta infatti una lunga serie di espansioni che coprano l'intero
globo terracqueo. Ad esempio, in chiusura al leaflet, c'è il
seguente accenno:
… such as the corruptive influence of the Cult of the Burning Man and the advanced steampunk armor and weaponry of the African nation of Abyssinia...
E' la prima
volta che sento menzionare una nazione africana come possibile forza
“autonoma” in un'ambientazione steampunk. Certo, sono solo
accenni buttati lì, ma fanno ben sperare.
Il gioco
userà basette rotonde, incapsulate dentro basette di movimento, con
abbondanza di mostri e robottoni. Inoltre i modelli saranno pre
assemblati e (spero) di prezzo inferiore rispetto a Malifaux.
Considerando che si tratta di una grossa scommessa per la Wyrd, il gioco uscirà prima per Kickstarter, per tastare il terreno e vedere se il gioco uscita abbastanza interesse.
Considerando che si tratta di una grossa scommessa per la Wyrd, il gioco uscirà prima per Kickstarter, per tastare il terreno e vedere se il gioco uscita abbastanza interesse.
Ne
riparleremo sicuramente sul blog, nel 2017.
E per
chiudere questa infinita carrellata, Everything Epic si è rivelata
all'altezza del suo nome, svelando il suo nuovo progetto per l'anno venturo:
Big Trouble in Little China.
Uno dei film
migliori di Carpenter (sicuramente il più divertente...) diventerà
un gioco da tavolo con miniature. Il comunicato stampa è chiarissimo
al riguardo:
- Big Trouble in Little China è un gioco cooperativo, pieno di momenti da film, con miniature.
- Gioca come Jack Burton o uno dei suoi coraggiosi amici con la missione misteriosa di salvare la bellezza dagli occhi di giada, sconfiggere la magia antica di Lo Pan e salvare Chinatown dai suoi malvagi scagnozzi.
- Fino a sei giocatori si avventureranno nei luoghi iconici di Cinatown salvando gli indifesi e sabotando piani malvagi, scoprendo nel frattempo armi e rare magie per aiutarli nel loro compito.
Come se non
bastasse, il rappresentate di Everything Epic ha chiaramente ribadito
che il gioco avrà tante miniature, sia per i mostri, che per i
personaggi secondari, che per gli scagnozzi. Saranno di qualità
boardgame, ma verrà loro posta la massima attenzione. Il gioco non
solo permetterà di rivivere il film, ma includerà anche le
produzioni collaterali (hanno ad esempio acquistato i diritti sui
fumetti, che non sapevo nemmeno esistessero).
Quindi sì,
avremo finalmente il nostro piccolo Kurt Russell di plastica grigia
30mm.
![]() |
Cosa? Un gioco da tavolo? |
E la cosa
migliore di tutte?
Niente
Kickstarter, niente attese, direttamente retail nel primo
quarto del 2017.
2 commenti:
Ci sta molta bella robba. Spero che partano la maggior parte.
Sono tutti progetti di aziende comprovate, quindi non dovrebbero esserci problemi. Fatta eccezione forse per Deep Madness, lì c'è da sperare che non si montino la testa se il Kickstarter va bene...
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