venerdì 14 febbraio 2014

Corsetto sì, corsetto no


Articoli sul corsetto vittoriano affollano già il web senza che se ne aggiungano altri; e dal punto di vista bibliografico non basta certo aver letto un singolo libro sul vestiario ottocentesco per avere un'informazione chiara e succinta su questo capo del vestiario cent'anni fa tanto capillarmente diffuso. Sebbene non consiglierei a una gentile fanciulla di cercare informazioni direttamente su Google, perché è fin troppo facile incappare in coff coff *tossicchiare imbarazzato* articoli poco adatti alla purezza pre-coniugale di una fanciulla per bene coff coff un articolo che raccolga i dotti pareri di medici e salutisti potrebbe risultare utile.

Ovviamente, per pareri di “medici” e “salutisti” intendo Medici del periodo vittoriano, o al massimo della Belle Epoque! E per “salutisti” intendo Moralisti barbuti di fine 800! Gli unici pareri che contano, altro che la medicina attuale u__u
Quindi: fa male indossare un corsetto?
E' vero che restringe la vita fino a togliere il respiro, 
indurre uno svenimento, forare un polmone, deformare un feto in nascita?
Il parere agli esperti!

Corsetto sì


Partiamo con il parere di un esteta disinteressato... 
(…) Una donna col busto è una menzogna, una finzione, ma per noi codesta finzione è migliore della realtà. Eugene Chapus, Manuel de l'homme et de la femme comme-il-faut, Paris, 1862.
Un'argomentazione assai diffusa promuoveva il busto come "impalcatura" (sic!) del corpo della donna borghese, che altrimenti sarebbe "crollato" (?). 
" (…) Lo stato sociale condanna le donne alla vita sedentaria indebolendo tutto il loro sistema muscolare a causa della mancanza di esercizio; da qui deriva una sensazione di fatica che esse provano allorquando si trovano in posizione seduta o eretta, vi ovviano usando il busto che non serve tanto a raddrizzare la colonna vertebrale quanto a fornire un punto di appoggio al tronco sbilanciato in avanti, la posizione di semiflessione in avanti è loro abituale durante le loro occupazioni sedentarie e, senza la resistenza del busto, questa posizione verrebbe a essere esagerata dal peso della testa, del seno e di tutti visceri addominali e toracici. "
Dottor Michel Levy
" (…) I busti che si portano al giorno d'oggi (…) sono vantaggiosi per il sostegno e l'appoggio che danno al corpo, alle viscere che tendono a essere trascinate dal loro peso, o che sono mal contenute nelle loro cavità."
Dottor Donnè, Hygiene des gens du monde, del 1870
" Abbiamo udito tempo fa il nostro venerabile maestro, il professor Roux, esclamare con accenti di profonda convinzione che tutti gli uomini dovrebbero portare un sospensorio. E non si può egualmente affermare a giusto titolo che tutte le donne adulte, anche se hanno rotondità normali, dovrebbero portare un busto, vero sospensorio delle ghiandole mammarie, non meno sensibili delle ghiandole spermatiche e non meno esposte a scosse e pericolosi spasmi? "
Dottor Bouvier
Scusate, faccio davvero fatica a non scoppiare a ridere mentre trascrivo quest'ultimo passaggio. E il Dottor Bouvier non era un pazzo, ma un medico altamente rispettato! Ma equiparare ghiandole spermatiche e ghiandole mammarie come se fossero la stessa cosa... xDD Poi, per carità, per i nostri successori indubbiamente molte usanze del Ventunesimo secolo appariranno strane, lungi da me avere atteggiamenti di superiorità... Però uno sghignazzo non posso levarmelo. 

Al Dottor Bouvier spetta l'argomentazione più coerente, a favore del busto, essenzialmente visto nell'ottica medica di una correzione in anticipo di possibili deformità delle ossa.
Per quanto riguarda i busti di oggi, (…) si ha la pretesa, come un tempo, di dedurre l'influenza di codesto indumento sulle deformazioni del rachide, dalla sua maggiore frequenza fra gli abitanti delle città piuttosto che fra quelli delle campagne, fra la classe ricca piuttosto che fra le famiglie povere, e fra i popoli della vecchia Europa piuttosto che in molte colonie europee, come se gli individui così presi in considerazione non differissero che per l'unica condizione di portare o meno il busto; e come se le loro diverse costituzioni, forze fisiche, tipi di vita, di disposizione ereditaria, di malattia, di razza e via dicendo non fornissero altrettante cause ben capaci di rendere ragione della loro difformità per ciò che concerne la regolarità dello sviluppo del rachide. E, del resto, oggi che non si suole mettere il busto alle ragazze se non verso l'età pubere, è impossibile attribuire alla sua influenza, deformazioni che cominciano quasi sempre prima di quest'epoca. Talora ho visto flessioni laterali della spina dorsale progredire con maggiore rapidità perché non era usato in tempo utile un busto; invece non ho mai osservato che il suo uso entrasse in qualche modo nell'insorgere di questa difformità.
Dottor Bouvier
Corsetto no

Molte malattie per colpa (…) del busto. Corpi gracili, spalle troppo strette. Due su quattro han ossa che promettono, una su quattro ha ossa che non daranno niente. Un quarto di loro finirà tisico a Nizza. E un altro quarto si trascinerà, a ventisei anni, sei giorni su sette, su una sedia a sdraio.
H. Taine, Notes sur Paris, 1867
Quante gastriti, malattie di fegato, emicranie, inquietudini e depressioni sarebbe stato facile guarire allentando un laccio del busto e che, arrivate a un certo stadio, diventano incurabili, scavando una fossa prematura sotto gli occhi di una famiglia sconsolata che spesso, ammirando donne dal corpo deforme a forza di essere sproporzionate, ha incoraggiato quest'aberrazione.
De la politesse, Contessa Drohojowska
Possa il seguente quadro far aprire gli occhi a quelle madri cieche che, nella speranza di dare una vitina di vespa alle loro figlie, le rinchiudono in tenera età in un busto inflessibile. Questo quadro è il risultato di quarant'anni di osservazioni. Su 100 ragazzine che portano il busto:
25 muoiono per malattie di petto
15 muoiono in seguito al primo parto
15 restano inferme dopo il parto
15 restano deformi
30 resistono ma, presto o tardi, saranno afflitte da indisposizioni più o meno gravi.


Il Dottor Debay picchia duro! Statistiche davvero sinistre... Il problema è che se fossero davvero esatte il genere umano sarebbe stato condannato all'estinzione da un pezzo, il tutto per la nefasta azione del corsetto!

Di nuovo il Dottor Debay, che pubblicando Hygiene et Physiologie du mariage (171 riedizioni! Non proprio “nulla”) acquista una certa fama nella Parigi di fine Ottocento...
E' un gravissimo errore, accreditato presso le madri, quello che fa loro considerare il busto come un eccellente mezzo per correggere i difetti di vita e di portamento delle loro figliole, sicché si affrettano ad applicare quella camicia di forza a queste fragili creature il cui torso ben presto devia dalla sua normale rettitudine e comincia a curvarsi in avanti, all'indietro, a destra o a sinistra. Questo errore delle madri contribuisce non poco ad aumentare il difetto o la deformità che cercano appunto di combattere.
Imperterrito, Debay recupera alla causa l'argomentazione di Rousseau contraria ai busti a stecche...
Se nelle città si trovano tanti seni serrati e deformi alla base, se il petto delle signorine fra i diciotto e i vent'anni non ha il volume e il saldo contorno di quelle campagnole, se le cittadine non offrono in generale che un seno poco sviluppato, molle, flaccido anzitempo e sprovvisto di un capezzolo adeguato, bisogna accusare il busto. E se fra le donne della città ve ne sono tante di gracili e deformi, che una volta madri, non hanno seno da porgere ai loro bambini, è al busto che devono in parte questo triste risultato. E se ve ne sono tante che muoiono tisiche, è ancora il busto ad esserne la causa.
Dottor Debay, la prego, mi assuma nel vostro staff, voglio anch'io analizzare per quarant'anni le forme del seno delle gentildonne parigine per "scopi medici"... 

Dottor Delmas, un altro dottore “abolizionista” stavolta dal piglio satirico:
Chiunque sia stato ammesso all'interno di queste case in cui si educano le signorine con grande rigidità ha udito il grido, cento volte ripetuto, di una madre alla figlia: “ Signorina, state diritta!” Ma, per poter obbedire, la povera piccola dovrebbe essere mandata a giocare e a correre all'aria aperta, con una corda o un cerchio in mano. E, in luogo di tutto ciò, le mettono una stecca. La chiudono dentro un busto con le stecche e i ferri, che le strazia il corpo soffocandola. Ed ecco cosa succede: a sedici anni la ragazza è gobba. E, se non è gobba, è cloritica, con uno stomaco inservibile; ansima invece di respirare, ha le braccia come fusi e le gambe come bacchette di tamburo; pare che mangi gesso o carbone: è il momento di maritarla!... “
Hygiene et Medecine, pag 1082
E' alla madre, che il più delle volte va rimproverato l'obbligo alla figlia di vestire troppo stretto il busto. C'è in effetti una divertente storiella di un altro medico, Charles Dubois, nel trattato dall'eloquente titolo Considerations sur cinq fleaux: l'abus du corset, l'usage du tabac, la passion du jeu, l'abus de liqueurs fortes e l'agiotage (1857)
" La signora V*** aveva una giovane figlia di diciotto anni, additata per la sua grazia e la sua bellezza, di carattere delizioso ed educata alla perfezione, alla quale diceva: << Non farai mai un buon matrimonio, se non ti stringi la vita! Ma guarda le tue cugine; a cosa devono la loro fortuna? ... >>
E la povera ragazza si stringeva, non per speculazione, come immaginava la madre, bensì per obbedirle. 
La signora V*** fece sposare alla figlia un signore di trentasei anni, abbastanza brutto, e che lei credeva più ricco di quanto non fosse; ma adorava i vitini di vespa. La povera giovane continuò a stringersi la vita per piacere al marito. Questo personaggio squallido, che io ho conosciuto, non era solo egoista, ma anche vacuo, bisbetico e dispotico.
Dopo diciotto anni di matrimonio e supplizi, la sua infelice moglie morì di un'infiammazione dei visceri. i medici constatarono che il suo busto era di otto o dieci centimetri troppo stretto."
Una storia dell'orrore! Spesso in questi trattati la furia del medico non è mai saggiamente rivolta contro la donna, ma piuttosto contro chi l'ha costretta alla sua condizione; madre, parenti e "adoratori della vita strozzata". 
Se siete giunti fin qui, senza dubbio se siete maschi spinti dalle immagini lascive di innocenti girl-anime e se siete femmine dall'assoluta convinzione che tutto quello che c'è prima del femminismo anni sessanta è dominio patriarcale e cattivo imperialismo colonialista (sic!) non posso che lasciarvi con una bella citazione che unisce precettistica anti-corsetto e preoccupazioni guerrafondaie :-D
Se fra una ventina d'anni dovessimo sostenere una lotta seria e un po' lunga, diverrebbe sempre più difficile reclutare l'esercito di Francia, qualora l'abuso del busto continuasse a perpetrare le sue devastazioni.
Nessuno se ne può scordare: malgrado il vivo desiderio che abbiamo di mantenere una pace universale, a lungo ancora immensi interessi reclameranno la guerra (...)
Per combattere e vincere, insomma per giungere alla gloria, non basta che un soldato abbia cuore, gli occorrono anche un corpo e membra solide; e non vale forse lo stesso per una nazione? 

 Fonti: Il sopra e il sotto della borghesia di Philippe Perrot

4 commenti:

Alessandro Madeddu ha detto...

In effetti ero qui proprio per le innocenti girl-anime :) Comunque, diamine, posizioni diametralmente opposte.

Coscienza ha detto...

Una vera e propria guerra di baroni universitari e scribacchini di giornale ;-)

Devo però ammettere che le argomentazioni anti-corsetto mi convincono di più...

Elena Piedilato ha detto...

Corsetto sì, perbacco! Lo vediamo tutti com'è diventato il mondo, da quando si antepone un'idea del tutto opinabile di "salute" all'Estetica e alla Bellezza!

Coscienza ha detto...

Verissimo! La salute non è tutto ^^
Vedo che si stanno formando gli schieramenti pro e contro anche nei commenti... Piuttosto interessante :-D