mercoledì 12 febbraio 2014

Namazu: terremoti e mitologia giapponese


E' nel 1853 che la flotta americana entra nella baia di Edo (Odierna Tokyo), costringendo il Giappone a colpi di cannone a uscire dal suo isolazionismo ormai stagnante e secolare. A ben pensarci, un atto bizzarro: l'America stessa perseguirà poi nel corso del Novecento un rigido isolazionismo sdegnoso, che poco avrà da invidiare alla stagnazione in cui all'epoca versava il Giappone. 
Ma d'altronde, è noto: Dollaro e Democrazia, in punta di baionetta. 

L'intervento del Commodoro Matthew Perry verrà a lungo ricordato con particolare sofferenza dal popolo giapponese, che vedrà nell'arrivo delle magnifiche steamships occidentali un segno al contempo di sfrenato benessere e perturbante progresso. Una Distruzione (= il minacciato bombardamento, che poi non avverrà) e un Arricchimento (= le nuove opportunità commerciali, il progresso industriale, ecc ecc). Nel complesso, sarebbe inutilmente nostalgico rimpiangere l'epoca di oscurantismo dei Tokugawa, che precedette l'apertura dei porti; e tuttavia l'impressione che dovette provare la gente comune, il senso di forte instabilità, doveva risultare inimmaginabile.


Due anni dopo, nel 1855, un gigantesco terremoto avrebbe colpito Edo, causando più di settemila morti e distruzione su larga scala. Il terremoto, esattamente come l'intervento occidentale, aprì una larga frattura nel senso di morti e feriti, ma al contempo si tradusse in un gigantesco arricchimento, che portò fior fiore di quattrini nelle casse di architetti e carpentieri, che poterono finalmente cogliere un'occasione per ammodernare la città sconvolta dalla magnitudo 7.0

Abbiamo dunque due esempi di evento traumatico: l'intervento occidentale e il terremoto.
E abbiamo una doppia conseguenza in entrambi i casi: distruzione sul piano materiale e fisico e al contempo proprio in virtù di questa distruzione una possibilità di progresso, di arricchimento.

L'animale mitico giapponese che bene incarna questa dualità bifronte si chiama Namazu.

Dall'aspetto di un pescegatto colossale, vive nel fango, al di sotto della crosta del Giappone. Una pietra conficcata a mo' di spada lo tiene legato al fondale, sorvegliato dall'eroe che riuscì a imprigionarlo, il Dio Kashima. Quando il Dio si assenta per la pausa caffè, Namazu tenta di liberarsi causando con i suoi contorcimenti spaventosi terremoti sugli umani in superficie. Occorre dunque rabbonirlo, calmarlo, in attesa del ritorno del Dio Kashima. In seguito al terremoto di Edo, abbiamo infatti una larga produzione di tavolette votive, incisioni sul legno e stampe popolari che rappresentano il Namazu. Si vuole blandirlo e calmarlo, se siete artigiani e piccoli commercianti dalla casa distrutta. Oppure, al contrario, potete convincerlo a scuotersi ancora, a causare ulteriori terremoti, se appartenete alla spregevole gilda degli architetti, dei carpentieri, dei vigili del fuoco, dei muratori. A volte il Namazu si frammenta e moltiplica in più Namazu di statura umanoide, camuffati o impegnati in attività goliardiche alle spalle del popolo giapponese. Altre volte ancora, viene disegnato dalla silhouette a tal punto gigantesca e allungata da ricordar intenzionalmente una nave a vapore inglese. Ritorniamo così al tema di partenza (l'Intervento occidentale!).

Namazu, Kashima e la pietra Kaname-ishi. Si dice che il terremoto del 1855 derivi dall'ubriachezza di Ebisu, dio della pesca e del commercio, che avrebbe dovuto sostituire Kashima per un breve periodo di tempo, ma che non riuscì a resistere al richiamo del sakè, addormentandosi sul luogo di “lavoro”.



A volte i Namazu sanno essere gentili: in questo caso salvano qualche cittadino dalle macerie...



Altre volte, il Namazu va incontro a una brutta fine, ucciso dagli umani furiosi...


Le scuse del Dio Ebisu a Kashima


Costruttori di case e falegnami, che hanno guadagnato dal terremoto, vanno con i Namazu a divertirsi a Yoshiwara, il quartiere del piacere di Edo. 


Il Namazu di cui scrivevo, che ricorda una fregata a vapore. Viene attaccata da alcune giunche giapponesi, mentre soffia denaro dal naso, ricordando il sifone di una balena.


Namazu cosplay del leggendario guerriero Benkei, sulla schiena una vasta rastrelliera di arnesi di lavoro, simbolo del rinnovamento della città.



6 commenti:

Alessandro Forlani ha detto...

Bellissimo bellissimo bellissimo articolo! E le illustrazioni! Oh! Quella degli uomini-pesce in adorazione, e quella del dio che schiaccia il gattone con il pietrone, mi dispiace ma te le rubo!

Alessandro Madeddu ha detto...

Di certo Ebisu farà fatica a trovare un altro lavoro dopo questo disastro!

Alessandro Forlani ha detto...

Potrebbe venire a comandare navi da crociera in Italia, per esempio.

Coscienza ha detto...

Wow! Di rientro dall'uni, non mi aspettavo così tante condivisioni per quest'articolo *__*

@Forlani Se segui il link delle "fonti" (il Blog Pink Tentacle) trovi anche altre immagini, se ti servono ;-)

@Madeddu Povero Ebisu, si era semplicemente ubriacato sul posto di lavoro, ma in incarichi di così alta responsabilità... ^__^

donatella allegro ha detto...

Ciao, mi sono imbattuta nel tuo blog cercando notizie su Namazu (mi occupo di teatro e devo preparare una drammaturgia sui terremoti). Il tuo articolo è bellissimo, complimenti.
Io però non so nulla sul Giappone - mi sto affacciando ora su questa cultura, abbi pazienza - allora, visto che tu sai tante cose, ne approfitto per chiederti una cosa. Tu sai se e dove il Kojiki fa cenno a/i Namazu o comunque ai terremoti?
Grazie mille,

Doantella

Coscienza ha detto...

@Donatella Allegro
Benvenuta sul blog! :-)
Purtroppo non ho idea di dove faccia riferimento il Kojiki ai Namazu - quanto so è legato più all'aspetto visivo delle stampe che alla letteratura giapponese in sé. Quanto ho fatto è stato riportare un collage di immagini che collezionavo in rete da un po', in particolare dal blog Pink Tentacle. Mi faccia sapere se scopre qualcosa, che adesso sono curioso, però :-D (e buona fortuna con l'opera teatrale!)