lunedì 21 settembre 2015

Leggere? Roba da mocciosi.


Uno degli ultimi articoli della Leggivendola dava di che pensare.
La blogger argomentava nel primo punto che leggere è un legittimo hobby, di cui non ci si dovrebbe vergognare; è giusto potersene vantare, così come poterlo citare come attività da svolgere nel tempo libero. L'argomento era trattato in modo passeggero e la vignetta incriminata convinceva più della tesi contraria sostenuta dall'autrice.
L'argomento mi lasciava piuttosto indifferente, ma un commento di Athenae Noctua prendeva una posizione decisamente più estrema. 
Come vi sono accaniti tifosi di calcio, così vi sono accaniti lettori, e non dovrebbero vergognarsi di più i primi che i secondi, essendo leggere un'attività molto più elevata e nobile?
Perché un lettore italiano, in mezzo a tanti analfabeti funzionali (curiosa definizione del tutto anti-scientifica, questa), dovrebbe vergognarsi di voler entrare in club di lettura e dedicare quel poco tempo che lavoro&vita sociale ci lasciano per leggere dei bei romanzi?
Dall'opinione di passaggio della Leggivendola, si veleggiava in territori già più radicali e insicuri, pericolosamente vicini alle rapide distruttive della vignetta incriminata.
Se ovviamente la lettura è una bellissima attività, è altrettanto vero che difficilmente la si può categorizzare come hobby.
L'hobby riguarda un'attività che si caratterizza per essere specifica di un dato ambito e materia, rigorosamente circoscritto nello spazio e nei modi.
C'è chi per hobby colleziona: ma non si limiterà mai a collezionare “solamente”. Collezionerà qualcosa di specifico, possibilmente di raro.
Colleziono... francobolli del secondo dopoguerra.
Colleziono... bustine di zucchero dei bar.
Colleziono... fossili rari.
C'è anche chi per hobby pratica uno sport: ma non si limiterà mai semplicemente a “fare” uno sport. Farà corsa agonistica, tennis competitivo, calcio con gli amici, ping pong con l'amico cinese ecc ecc
Cerchiamo allora un hobby che sia il più generico possibile.
Il signor Rossi per hobby guarda la televisione. Quando non sa cosa fare accende il capezzolo di vetro e guarda che di bello c'è in tv. Tuttavia, di nuovo: il signor Rossi sarebbe una scimmia lobotomizzata, se guardasse un po' tutto, senza sviluppare uno specifico gusto.
C'è quindi chi per hobby guarda la televisione, ma il più delle volte avrà l'hobby di guardare una data trasmissione, serie tv, cartone ecc ecc
Non si può pertanto difendere la lettura come un hobby con una sua dignità, perché non è né un hobby, né un passatempo. E' un'attività che svolgiamo ogni giorno, assolutamente generale e ancora molto richiesta nel lavoro, nella vita sociale e nell'attività umana dalle piccole città alle megalopoli.
Il neonato impara a camminare, a parlare. E nei primi anni delle elementari impara a scrivere e leggere. Lo ripeto, nel caso vi fosse sfuggito il concetto: impariamo a leggere quando siamo bambini con il grembiule sporco di cibo e l'altezza di un hobbit rincoglionito.
Leggere non è qualcosa di speciale, è un requisito fondamentale della civiltà moderna.

(Norman Rockwell)

Sarebbe un po' come se al posto di un club di lettura fondassi un club dedicato al “camminare”.
Camminare è un'attività umana, che viene imparata nei primi anni di vita. 
Perchè dovrei vergognarmi di camminare in lungo e largo nel mio tempo libero, quando c'è gente che si vanta di seguire il calcio?
O ancora: nei primi anni delle elementari l'allegro scolaro memorizza le tabelline. 
Perchè non dovrei fondare, anziché un club di lettura, un club di matematica elementare?
E' bella la matematica. Divertiamoci a fare le addizioni tutti assieme!
Credo sfugga a molti che l'intera Rete richiede di saper leggere. Non tutti gli articoli sono meme, non tutti i blog sono raccolte fotografiche. Persino un utente eccezionalmente pigro deve saper leggere per orientarsi sui social, sui blog e sui (i pochi rimasti) forum. Se sa leggere in inglese, alcuni articoli delle grandi testate giornalistiche hanno le dimensioni di piccoli saggi.
Una persona può leggere molto senza leggere per forza romanzi.
L'immagine stessa, su Facebook, funziona quando è accompagnata da un motto di spirito, una battuta, una sottolineatura di chi l'ha postata. 
Raramente l'immagine compare “pura”, depurata da ogni contenuto verbale.
Per altro, e richiederebbe un discorso lungo e complesso, il verbocentrismo non è sinonimo d'intelligenza. Possiamo immagi(ni)are culture altamente evolute che comunichino solo attraverso disegni, senza l'intermediazione scritta.
Vantarsi di un'attività che avete imparato quand'eravate mocciosi è parecchio stupido.
On passant, in questi club spesso circolano meme di ragazze che con un libro di carta in mano e gli immancabili occhialoni hipster svelano quanto sia “attraente” leggere.
Ma anche no. 
Spetta ovviamente alle ragazze stesse giudicare, ma venire considerate attraenti e intelligenti perché in grado di leggere, ovvero svolgere un'attività imparata da bambini, mi sembra un filino sessista.
Se qualcuno mi dicesse che sono particolarmente attraente solo perchè “leggo” consiglierei all'interlocutore un simpatico test nell'encefalogramma.
Credo che chi dice che come hobby legge, intenda che legge romanzi cartacei, con una frequenza notevole e un buon rapporto con la libreria/biblioteca locale.
Una forma di lettura classica, un tempo molto diffusa e ora in declino, sintetizzata nell'immagine del tranquillo lettore che accoccolato alla sera in poltrona immerge il naso nell'ultimo mattone di Stephen King. Perché non sorgano fraintendimenti, anch'io leggo romanzi, anch'io leggo in poltrona, anch'io prendo in prestito dalla biblioteca sfogliatine di carta (cit) da leggere nel tempo libero.
Tuttavia, far equivalere la lettura con questa forma di lettura tradizionale è oltre che pericoloso, semanticamente errato. Semplicemente leggere è un'attività molto più vasta di così, e la varietà di medium che abbiamo ormai a disposizione lo dimostra.
Ai membri di questi gruppi, e a chi legge “per passione”, consiglierei di specificare meglio cosa e come intendono per “leggere”, in modo che diventi davvero un'attività piacevole in sé stessa, e non un bastone morale con cui rompere la schiena a chi per temperamento o abitudini preferisce guardare un film, andare a teatro, o gozzovigliare in discoteca.
E ora scusate, ma un videogioco mi chiama, ho appena sbloccato il nuovo boss e credo proprio rinvierò di qualche giorno il romanzo che stavo finendo di leggere... 

6 commenti:

Marco Grande Arbitro ha detto...

Mi trovo perfettamente d'accordo con te...
Quando penso a queste cose mi vengono in mente i "I 10 diritti del lettore" di Pennac.. Mettono a tacere ogni cosa!

LorenzoD ha detto...

Secondo me dipende dal contesto.

Camminare è uno strumento, serve a muoversi. Camminare in montagna è un hobby.

Un coltello è uno strumento. Serve a tagliare. Beh, immaginate voi gli hobby…

Leggere è uno strumento, serve a imparare, orientarsi…. Leggere romanzi horror la sera in poltrona è un hobby.

Una ragazza che legge non è sexy, se legge la lista della spesa. È sexy se legge (ma qui i gusti variano) romanzi di fantascienza o i classici latini.

Quindi più che altro è un problema (1) di specificare il fine dello strumento e (2) gusti personali, perché quello che è un hobby per qualcuno è una perdita di tempo dannosa per qualcun altro.

Coscienza ha detto...

@Marco Grande Arbitro
Pennac! Adesso che me l'hai nominato, non lo leggo dalle medie, dovrei recuperarlo...

@LorenzoD
Provo a risponderti in ordine.

Sia leggere che camminare non sono strumenti opzionali, almeno nella società attuale: una persona non può fare a meno di camminare e leggere, sia pure in minima quantità. Non trovo che la lettura, intesa nel suo senso più ampio sia così "accessoria".

Una ragazza che legge è una ragazza che legge. Uno studente del classico può trovarla particolarmente sexy, ma è un suo feticismo personale (anche se molto diffuso, bisogna dirlo).
Ma sopratutto si deve leggere per leggere, non per sembrare "belle esteticamente". Quello che mi dà fastidio della digressione "Reading is sexy" è l'implicito sottinteso che la ragazza media sia così stupida che persino una ragazza che legge sia una perla inestimabile.
Questo ovviamente è falso anche statisticamente.

Cmq, come ne discorrevo con Poropat su Facebook, nell'articolo ho usato il termine "lettura" e "leggere" in modo molto disinvolto, può essere che pensiamo a diversi significati del termine :-)

LorenzoD ha detto...

Ciao,

grazie per la risposta. Ma ti faccio presente che non ho mai detto che leggere o camminare siano "accessori". Sono strumenti, ognuno ne fa l'uso che preferisce.

Sì, in realtà penso che stiamo dicendo le stesse cose ma usando termini diversi.

Salomon Xeno ha detto...

Questo mi ricorda quando ero intervenuto sul tema "scrittura/scrittore", ripulendo i termini, come mi sembra faccia anche tu qui, da tutti i significati non necessari che solitamente si è soliti apporci. La mia tesi era che uno scrittore è colui che... be', che scrive. Uno scrittore di romanzi gotici scrive romanzi gotici (può essere un hobby). Uno scrittore che ha pubblicato un romanzo gotico con Otranto Edizioni, non a pagamento, quindi, non è l'unico individuo, fra chi scrive a potersi definire scrittore. Allo stesso modo, se io trovo sexy una donna che studia un libro di indoeuropeo, non è tanto l'attività che svolge a renderla attraente, quanto l'interesse che risveglia in me il fatto che abbiamo interessi simili. Leggere non nobilita, siamo d'accordo. Purtroppo, qua fuori è pieno di "tifosi" che si accendono per un nonnulla. Proprio oggi riflettevo che l'atteggiamento di molti lettori (intorno al'ecosistema dei blog letterari) reagiscono alla proclamazione dei premi Nobel come quelli che si lamentano puntualmente che Di Caprio ha mancato l'ennesimo Oscar. Al di là del fatto che i Nobel sono altra cosa, immancabilmente da quel momento sembra che tutti debbano lanciarsi sulla letteratura, che so, bielorussa, per il bisogno di colmare la lacuna. Come se leggere autrici bielorusse aiutasse a sentirsi sexy (o intelligenti, o impegnati) quando solitamente l'area di interesse è italiana o anglosassone.
Non so se sono rimasto in tema, in caso contrario mi scuso. :)

Coscienza ha detto...

@Salomon Xeno
No, no figurati, sei in tema :)

Ammetto che nei confronti dei premi Nobel sono piuttosto indifferente: ne ho letti pochi, e come non ci trovo nulla nella letteratura mainstream, così non trovo mai nulla d'interessante nei premiati (o aspiranti tali).
Forse soffro di anti-intellettualismo XD

Il meccanismo dei fan che assolutamente vogliono quel dato scrittore "vincere" è reso ancora più assurdo dalle mancate dichiarazioni degli scrittori stessi: ad esempio Murakami non ha mai detto di volere il Nobel (figurarsi, è troppo occupato a correre, ahah).