venerdì 25 settembre 2015

Il Lovecraft byroniano di Craig Engler


Ci sono kickstarter che seguo dai primi abbozzi di sketch in uno sparuto gruppo facebook fino all'ultimo update dell'ultimo aggiornamento sulla spedizione degli ultimi item completati.
E dall'altro, ci sono raccolte fondi via kickstarter a cui partecipo di sfuggita, e che per pochi spiccioli non si fanno sentire per mesi fino a scivolare lentamente nell'oblio.

Una pericolosa abitudine mentale, considerando che avete donato fondi a un progetto che, in cambio dovrebbe retribuirvi con quanto promesso: se non altro la soddisfazione di sapere che il libro/fumetto/coso è stato realizzato con pieno successo dal generoso popolo dell'Internet.

E' stato quindi con non poca sorpresa che l'altro ieri mi sono accorto che Lovecraft, di Craig Engler, aveva finalmente completato il suo primo numero, gentilmente inviato in formato pdf sulla soglia di casa. 
Mi ero completamente dimenticato d'aver partecipato!
A mia difesa, non c'erano stati frequenti updates...

Il progetto prevedeva di finanziare il primo numero di una serie di fumetti intitolata semplicemente “Lovecraft”. Lo sceneggiatore e finanziatore è Craig Engler, autore di Z Nation (1), mentre ai disegni troviamo Daniel Govar, ai colori Mat Lopes e alle (splendide!) copertine Lewis LaRosa.

Il tratto di Govar supera a malapena la sufficienza, ma i colori hanno di tanto in tanto un tratto di acquerello che dà loro un qualcosina di originale. Non guastano le tinte cupissime, che trasmettono un che' di viscido. Gli obiettivi di volta in volta sbloccati dalla raccolta fondi hanno permesso di raccogliere nel volume schizzi di preparazione, la sceneggiatura con relative correzioni e sopratutto un'impressionante sequela di copertine alternative, l'una più bella dell'altra.
Tra queste è superfluo premiare la pin up “lovecraftiana” di Richard Luong, meglio conosciuto per Cthulhu Wars, sulla cui arte aveva già discorso La Tana dello Sciamano.

Lovecraft lo scrittore non è mai esistito. Nel mondo di Craig Engler, sette di maghi si fanno guerra l'un l'altro sfruttando piani interdimensionali e patti con divinità ultraterrene. Non dev'essere considerato un caso che queste divinità coincidano con i miti di Cthulhu, e col vasto apparato di mostri, miti e orrori del Solitario di Providence.

In questa guerra segreta, nascosta agli occhi dell'umanità, Lovecraft gioca un ruolo fondamentale.
Anzichè uno scrittore recluso, nel mondo di Engler è un potente mago.
Anzichè un denutrito xenofobo, è qui un eroe corrotto e muscolare, indeciso se salvare il mondo o lasciarlo sprofondare nella follia definitiva.
Tra le guerre dell'occulto, Lovecraft gioca infatti una funzione di mediatore.
Dopo che un mago ha sconfitto un altro, dopo che un occultista ha evocato l'ennesimo demone che s'illudeva di controllare, tocca al buon HP pulire tutto, cercando che nessun innocente rimanga sacrificato all'ambizione di pochi pazzi.
Un guardiano, ma un guardiano misantropo. Il Lovecraft di Engler salva l'umanità solo per il proprio esclusivo tornaconto personale, e nel farlo non esita ad accrescere il proprio potere, collezionando testi antichi&maledetti (coff coff Necronomicon coff coff) e ambigui patti con l'imperscrutabile Nyarlathotep.
Insomma, un anti-eroe byroniano, un po' folle.

Nel primo numero, Lovecraft è prigioniero dentro un ospedale psichiatrico in realtà copertura per una setta di uomini pesce devoti a Dagon. E' lì rinchiuso, catatonico da oltre quindici anni.
Nel mondo reale, frattanto, un Armageddon cthuliano tale da far impallidire la più feroce Apocalisse cristiana sta per abbattersi su un mondo beatamente inconsapevole.

John Dee, l'astronomo e matematico del 600', è stato resuscitato da moderni occultisti. 
Dopo aver sopraffatto quegli stolti, il mago ha mosso una ferocissima guerra alle diverse fazioni magiche, impadronendosi infine della libreria segreta di Lovecraft. Vuole usare il Necronomicon per poter evocare tutti i Grandi Antichi e annegare questi ridicolo pianeta in un mare di tentacoli e terrore.


Nel mondo di Engler, l'occultista Crowley ha avuto due gemelli: Jack e Jane.
Jack sarebbe il più potente occultista del mondo, se non fosse un terribile codardo.
La sorella gemella, Jane, è una ragazza con un certo senso pratico e un coraggio ai limiti dell'incoscienza, che ricompensano abbondantemente per i difetti di Jake.
I due hanno tentato di sconfiggere il redivivo Dee, ma fallendo non hanno altra scelta che rivolgersi a Lovecraft.

Dopo quindici anni passati a sbavare e fissare il muro della sua cella, Lovecraft potrà vendicarsi, salvare il mondo dalle grinfie di Dee e, auspicabilmente, darci dentro con la motosega...

Il primo aspetto che colpisce, leggendo questo numero, è il disavanzo tra soldi investiti e il risultato ottenuto. Con cinquantamila dollari siamo riusciti a ottenere un fumetto di trenta pagine, sei copertine e diversi schizzi preparatori. Certo, stando agli stretch goals un numero due è già in lavorazione, ma è meglio non esserne troppo sicuri...
Dov'è finito il resto del malloppo? 
In altri casi starei immaginando il peggio, ma parlando di Craig Engler probabilmente è stato investito nei prossimi numeri della serie. La raccolta fondi ha finanziato il calcio d'inizio: la pubblicità, gli artisti, la colorazione...
Lo vedremo quando, tra dieci anni o giù di lì, mi arriverà il secondo numero!

In secondo luogo, questa non è narrativa lovecraftiana classica.
Siamo in un generico ventunesimo secolo e alcuni personaggi, Jane su tutti, ricordano un personaggio della Marvel. L'atmosfera horror, tuttavia, risulta nel complesso azzeccata: si respira un'atmosfera malsana, umida. I pavimenti sono disegnarti sporchi e sbreccati, i vetri unti, i commessi deformi. Il mondo dei miti di Cthulhu è pervasivo ai limiti del ridicolo: Lovecraft piglia in supermercato un bulbo che si scopre “degli Antichi”, lì posizionato da un cultista (!).
Gli uomini pesce di Dagon sono ovunque, “escono dalle fottute pareti” (cit), la società è infiltrata in ogni luogo da sostenitori di quella o quell'altra fazione, Lovecraft stesso usa una mostruosità tentacolare come efficace antifurto in sua assenza.


La sceneggiatura tentenna, ma nell'insieme regge. Le tavole sono progettate nel dettaglio, con tanti piccoli riferimenti che ho apprezzato maggiormente rileggendo il fumetto. Ad esempio, alcuni margini sono sbrecciati, altre volte deformati a seconda dell'interlocutore e della scena.
Purtroppo, c'è anche un abuso d'infodump notevole: le informazioni vengono trasmesse con pensieri sparsi e incoerenti, o attraverso flashback eccessivi in rapporto alla lunghezza di trenta pagine.
Le scene d'azione, in certi casi, appaiono inutilmente complicate. Altre volte, poco credibili.
Per chi non conoscesse l'ambientazione, questo primo numero è un pessimo biglietto di visita; non si capisce chi siano i gemelli, perché siano lì, chi sia il barbuto incatenato (2), chi diamine sia Nyarlatothep, o i “Grandi Antichi”.
A voler inoltre infierire, solo alla trentesima (e ultima!) pagina, la storia inizia a funzionare per davvero, accumulando tensione e interesse proprio quando lampeggia il “The End” che segnala un'altra, interminabile attesa per il prossimo numero.

La versione kickstartata include anche una simpatica storiella che descrive curiosità biografiche sulla vita di Lovecraft, includendo interessanti vicende post mortem dalla vicissitudine per fornire nel 1970 una lapide al Solitario di Providence, all'esumazione della tomba da ignoti vandali negli anni novanta. I fatti riguardanti la vita di Lovecraft in sé, invece, sono essenzialmente aneddoti smentiti parzialmente dagli studi di S. T. Joshi. 
Deliziosi i disegnetti caricaturali di Ryan Dunlavey.

Strange Lovecraft Facts & Insane Trivia
E' sempre difficile giudicare una serie di fumetti dal suo primo numero; in questo caso propendo per un no piuttosto che per un sì. 
Lovecraft anti-eroe pazzo e barbuto mi convince, ma i due gemelli in puzza di marvel hanno ancora parecchia strada (per R'Lyeah?) da percorrere.
Dee è un antagonista ancora impalpabile, e in generale l'intera vicenda appare in fieri.
Questo primo numero non è nemmeno un episodio pilota, è un trailer di un altro trailer.
Vedremo se bocciarlo definitivamente al secondo episodio, o se invece la scommessa di Engler e di milleottocentosedici appassionati me compreso verrà ripagata degnamente.

Fonti:
Lovecraft: The Blasphemously Large First Issue

(1) Per intenderci, Z Nation è quella serie tv che ha di recente trasformato George rr Martin in un affamato zombie...

(2) Trovo curioso che il Lovecraft incatenato delle prime pagine sia uguale pari paro ad Alan Moore. Tra questo fumetto e Providence passa la stessa distanza temporale e artistica tra un uomo delle caverne e un pittore astrattista. 
Non mi dispiacerebbe una via di mezzo... 

6 commenti:

Matteo Poropat ha detto...

Non mi attraeva particolarmente e ti dirò che a leggere il tuo articolo penso di aver fatto bene a lasciar stare. Meglio mettere i $$$ da parte per Alan Moore e il suo di Lovecraft.

Coscienza ha detto...

@MatteoPoropat
Anch'io col senno di poi avrei risparmiato cinque euro selezionando solo la versione digitale... Ma vabbè, coi Kickstarter è un salire e scendere...

Marco Grande Arbitro ha detto...

In poche parole hanno preso Ash Williams e Lovecraft in un'unica opera...

Coscienza ha detto...

@MarcoGrandeArbitro
Sai che hai azzeccato un buon paragone?
Effettivamente c'è più di una somiglianza...

Anonimo ha detto...

recentemente in italia sono uscite alcune antologie dedicate al solitario
di providence . l'idea sarebbe stata veramente meravigliosa se gli editori americani avessero saputo il significato della parola disegno .
un disegno affidato ad un poveraccio con gravi disturbi mentali che pensa di disegnare le visioni di lovecraft come se fosse una favola di pinocchio con relative fisionomie . le disturbanti meraviglie horrorifiche di lovecraft
possono avere un senso solo se sono state affidate a un grande disegnatore e
un scrittore amante della sua prosa .
la storia in questione invece , probabilmente non la vedremo mai in italia , troppo presi evidentemente dagli eterni super eroi e amenita' varie .

Coscienza ha detto...

@Anonimo
Benvenuto sul blog!

Sono abbastanza d'accordo col giudizio negativo, a distanza di mesi non sono tornato a rileggere l'albo e la storia era davvero d'una sciattezza rara.
Ovviamente, il promesso numero 2 è subito scomparso, così come gli aggiornamenti via Kickstarter :P

A questo punto, come consigliava Matteo, meglio gettarsi sul Lovecraft di Alan Moore...