martedì 15 luglio 2014

La rigatteria Hipster: un fenomeno bizzarro


Le rigatterie sono raramente bei posti.
Si passi dallo straccivendolo al libraio, dal mobilificio al venditore di quadri, il rigattiere soffre d'una cronica mancanza di spazio, di acquirenti, di un continuo, estenuante surplus di materiale da sbolognare. 
Per quanto bassi siano i prezzi, per quanto umilianti siano le condizioni di acquisto, c'è sempre gente disposta a vendere quanto altri getterebbero nella spazzatura.
Ad esempio, in media i libri che dal rigattiere vendono a un euro vengono acquisiti in blocco per prezzi irrisori da grandi magazzini; o sono acquistati per la media di trenta centesimi ciascuno. Trenta romanzi fanno appena appena nove euro, per il rigattiere! Non è difficile capire come possano risolversi gli affari. E ne consegue – è piuttosto ovvio – che una rigatteria fiorente compri più di quanto possa vendere. La merce comincia ad accumularsi, dapprima sulle scansie, poi sui tavoli, infine accatastata in grandi pile.
L'analogia con la discarica è offensiva, ma fin troppo calzante.

In tutto questo, dovete inserire il Fenomeno Hipster
L'avete presente; barbe lunghe ma curatissime, baffetti alla Dalì, camicie a quadrettoni vendute nei discount acquistate a prezzi folli, musica tanto indie che neppure gli Indios la conoscono ecc ecc Tante piccole strane manie concentrate in una moda. Non c'è nulla da condannare: voler fare gli eccentrici, specie di questo tempo, è un fenomeno affatto strano, considerando l'appiattimento generale. Voler spiccare nella massa è normale; è volerlo fare in modo tanto spocchioso che scatena la condanna. Una volta li chiamavano “snob”.

Riuscite a immaginare un hipster in Rigatteria? Io no.
Gli Hipster adorano i luoghi asettici, puliti, immacolati. Luoghi senza bordi, senz'angoli taglienti, come la tecnologia Apple che tanto amano (o è Linux? Anche l'Hipsterismo ha tanti livelli!).
La rigatteria è l'esatto contrario. E' buia, maltenuta, sporca, con più ciarpame che oggetti preziosi.
Però... Dovete ammetterlo, la rigatteria, che sia una bancarella dell'usato o una rivendita di cianfrusaglie, sembra adattarsi bene all'immagine dell'Hipster. Cioè, ci sono innanzitutto 
1. Cianfrusaglie e ammennicoli “strani” o “vecchi” che l'Hipster amata tanto mischiare indiscriminatamente
2. Vestiti di secoli fa di gente morta per denutrizione o sifilide o qualche orribile malattia. Ottimi per conferire quell'aspetto alla “spaventapasseri” che gli Hipster amano tanto 
3. Libri degli anni Sessanta, un casino di roba dal secondo dopoguerra davvero. Interminabili testi sovietici del genere “Il problema agrario secondo Lenin”, libri del sessantotto, romanzi e riviste dagli anni ottanta/novanta. Sopratutto: libri di carta! Perché a che diamine serve leggere se nessuno ti guarda farlo? La copertina makes the book! (sic)

Eppure... la rigatteria è sporca, disordinata... Molto poco chic, poco “in”!
Qualche abile piccolo imprenditore fai-da-te dev'essersi accorto di questa nicchia di mercato colpevolmente poco sfruttata, e ha pensato bene di riempirla.
Così, qualche mese fa, ho svoltato l'angolo e ho sbattuto il naso sulla vetrina della prima rigatteria Hipster. Per un attimo ho pensato fosse un negozio per bambini, perché aveva le pareti ricoperte di quel compensato ligneo che trovate nei negozi di abbigliamento per bambini, o nelle giocatollerie artigianali. Ma i bambini di solito non acquistano vecchie siringhe di metà novecento o macchine da scrivere rotte, per cui...
La vetrina aveva:
  • Una corolla di fiori secchi e appassiti, perché se non c'è un'aura di depressione, l'hipster s'allontana
  • Sedie rotte e rovesciate a costruire un castello di legno (non in vendita, almeno spero)
  • Vecchi testi per ragazzi con illustrazioni finto ottocentesche; la cicogna, i bambini in calzoncini hitleriani che giocano, la lady in corsetto ecc ecc
  • Borse in pelle per commesso viaggiatore, valigie sfondate, ventiquattr'ore distrutte 
  • Testi in russo, scritti in russo (e quando intendo russo intendo in cirillico)
  • Fotografie sessantottine di vari Hippie che fumano canne
  • Un quadretto con una citazione marxista di Foucault piuttosto generica (Abolition du le societè di classe, mi pare)
Al che credo che il buon Foucault se fosse ancora vivo&vegeto s'incazzerebbe alquanto, a vedersi inglobato e inserito nel sistema mercato come molti altri, letteralmente “venduto” per succhiare soldi a ragazzini dal papà imprenditore che vogliono “distinguersi”.


Questa è stata la prima rigatteria Hipster che abbia mai visto. Rapidamente ne ho individuate altre due, abilmente mimetizzate, ma sempre a pochi passi da un bar. Non mi sono sorpreso a vederci sempre dentro gente della mia età, sui vent'anni, a volte trentenni, quarantenni che avvampano d'emozione a toccare oggetti d'arte così antichi, che possono acquistare per potersene vantare cogli amici. Non si discute il gusto estetico e sono il primo a essere contento che s'acquisti qualcosa di diverso dall'ultimo smartphone in circolazione; ma non posso fare a meno di notare come le stesse, identiche cose le vendano anche i rigattieri normali, quelli brutti e poco “trendy”. Quanto viene acquistato e imballato per un cinquantone, sarebbe sbrigativamente consegnato impolverato ma U-G-U-A-L-E da un normale rivenditore di usati, a meno di metà del prezzo proposto.
Ma così va il mondo, “infighettendosi” ma svuotandosi di sostanza, e accanto alle Boutique della Bao (una volta le chiamavano, indovinate un po'? Edicole!) ora abbiamo le Hipster-rigattierie.
Ma forse un po' Hipster lo sono anch'io, a voler criticare chi preferisce il pulito e l'affabile allo sporco e al disordinato... #maancheno

6 commenti:

Francesco Savini ha detto...

Dalle mie parti le rigatterie sono del miglior tipo : polverose, piene da scoppiare e provviste di rigattiere burbero e peloso che preferirebbe che i clienti sparissero per stare in santa pace con la sua roba. Ovviamente sono il paradiso del lettore senza soldi!

amnell9891 ha detto...

Gli hipster sono divertentissimi! Soprattutto se hanno quindici anni e parlano con nostalgia degli Anni Novanta! Ho fatto delle foto a gente che probabilmente tra venti o trent'anni mi pagherebbe dei buoni soldi per distruggere. :D
E poi aprono rigatterie che sospirano gloomy da ogni articolo in vendita, occupano ogni bordo di marciapiede, fermata d'autobus e posacenere in ogni città io visiti e usano la parola démodé... Come non amarli. :D

Alessandro Madeddu ha detto...

Io sono un feroce frequentatore di mercati dell'usato (nella mia città ce ne sono due, uno sembra il set di un film di Kusturica, strabordante di ragazze rom BELLISSIME).

Anzi, appena posso vi faccio vedere sul mio blog il mio ultimo acquisto: voglio vedere quale hipster se lo metterebbe al polso...

In ogni caso non entrerei mai nel negozio di un rigattiere che non tenga le sue cose nel più indecifrabile disordine e sotto una coltre di polvere che le difenda dall'usura e dagli agenti atmosferici.

Questi hipster sono il male: sono pieni di soldi e stanno facendo lievitare i prezzi nel mercato del vintage!

Coscienza ha detto...

@Francesco Savini Il rigattiere burbero, peloso e scostante è un prototipo. E' un po' un drago a difesa del suo (non) tesoro.

@Amnell Ecco, brava continua a fare foto per poi ricattarli quando saranno adulti, bisogna pur profittare nella vita u.u
Gli Hipster sono un fenomeno assai curioso, ma non li trovo completamente negativi. Come hai detto tu, sono divertentissimi (a patto d'osservarli a distanza di sicurezza) :-D

@AloMadeddu Ti prego, fammi vedere il tuo ultimo acquisto! E' qualcosa di sovietico, ci scommetto!
La coltre di polvere è un altro must irrinunciabile. Per gli allergici la rigatteria dev'essere qualcosa di molto simile a una trappola mortale ^___^

Salomon Xeno ha detto...

(Linux non è hipster, non scherziamo. Non la parte GNU, perlomeno.)

Io una volta ho comprato qualcosa di sovietico a un mercatino dell'usato, di cui sono frequentatore soprattutto se ci sono libri. Era un accendino, mai usato perché non fumo. Però c'era una graziosa stellina rossa da un lato. L'ultima cosa che ho comprato, invece, è un finto vecchio orologio da taschino, piccolino e perfettamente funzionante. Ho anche pensato di indossarlo, quando il mio, da polso, si è fermato... sigh.

Coscienza ha detto...

@Salomon Xeno Ah, lo so, perdona per Linux; ho molti buoni amici che lo usano. E' solo che troppo spesso viene citato come l'alternativa hipster al malvagio Windows. Ho grande ammirazione per chi lo sa usare... E non si limita a far girare un'emulazione di Windows (lol!)

Gli orologi da taschino sono una gran cosa. Ne avevo uno, ma essendo una patacca cinese s'è fermato dopo pochi mesi :-P