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lunedì 26 dicembre 2016

Paradox, di Massimo Spiga: fantascienza alla Burroughs


Città Vecchia è un sobborgo anni '60, una sterminata distesa di cemento, delinquenza e droga partorita dal boom economico e abortita nei decenni successivi. Perla, una ragazzina sveglia nata nel posto sbagliato al momento sbagliato, gestisce una peculiare famiglia di tossici e ubriaconi, dal padre Zappa al fratello Taglierino. Il suo unico segreto è l'apparizione, una volta all'anno, del Cubo, un impossibile poliedro alieno invisibile a tutti... tranne che al suo migliore amico, Tao, un barbone ex '68 decisamente sciroccato. 

La vita di Perla, dall'adolescenza del 1999, alla vita alle superiori, all'abbandono alla droga a vent'anni è scandita dalle regolari apparizioni del Cubo: all'interno, Perla vi comincia a scorgere due figure, di cui l'ultima, umana, in fuga da un'altra, chiaramente mostruosa

A 28 anni, 2013, il Cubo non scompare, ma raggiunge la sua destinazione definitiva: l'artefatto di origini aliene letteralmente esplode nella borgata. Dalle ceneri cosmiche della strana apparizione fuoriescono i due esseri intravisti all'interno: si tratta di “Giallo”, guerriero alieno corpulento e iracondo e “D”, Gatto dei Portali, un umano joker viaggiatore del tempo. 
Novella Alice nel Paese strafatto di Oz, Perla è condotta da Gatto a scoprire un mondo di lotte cosmiche e conflitti fantascientifici, dove ogni cosa va ricondotta a un'unica primitiva antitesi: Ordine contro Caos, Legge contro Libertà