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venerdì 17 marzo 2017

Eroica! Recensione dello Sword&Sorcery all'italiana (Watson Edizioni)


La necessità di costruire un'ambientazione credibile, o in alcuni casi, di modificarne una già esistente per adattarla alle necessità di un plot, rende il fantasy un genere che molto più di tanti altri si accompagna bene agli studi storici. Non a caso molti scrittori fantasy sono o si improvvisano storici e accanto a una lunga tradizione americana di insegnanti di letteratura inglese che sono anche scrittori – nel caso di Stephen King sia come autori che come protagonisti nelle storie – abbiamo tanti scrittori fantasy che sono anche esperti di storia. Oltre all'esempio eclatante di Harry Turtledove, anche il padre (padrone per alcuni) J. R. R. Tolkien era un abile filologo i cui popoli non sono che una trasposizione fedele delle saghe norrene. Mi riferisco ovviamente a Rohan, a tutti gli effetti un tranquillo plagio, come osserva Tom Shippey.

Sarebbe però tanto più interessante osservare come la storia stessa degli autori li influenzi e come le loro opere non siano che un riflesso del periodo storico che vivono ( o credono di vivere).

venerdì 16 dicembre 2016

"Steampunk!" Antologia di VanderMeer (Elara)


E' pieno di antologie steampunk lì fuori, tra le quali non brilla certo la qualità, che per altro è piuttosto rara in questo genere. “Steampunk!” a cura della coppia Jeff e Ann VanderMeer è una raccolta che si vuole proporre come base del genere, sia dalla sua nascita che all'attuale seconda ondata in coincidenza col millennio (diciamo fino al 2007/10). L'edizione (solo cartacea) della Elara Edizioni offre più di 400 pagine di bontà steampunk, spaziando tra racconti di ogni genere, dai frammenti di romanzi, alle novelle, alle storie autoconclusive. Un insolito, ma benvenuto apparato saggistico apre e chiude il volume, dando il via a un ottimo incipit con la storia della fantascienza vittoriana ad opera dell'insostituibile Jess Nevins

Ero un po' indeciso se l'acquisto a Lucca Comics fosse davvero servito, tant'è che nelle poche pagine di apertura VanderMeer dimostra di non capire nulla di steampunk, com'è in effetti prevedibile da una persona che francamente considero sempre di più un abile showman, piuttosto che uno scrittore autentico. Per sedici euro i suoi soldi l'antologia comunque li vale, anche se in coda alla recensione ho scelto di compilare una lista dei racconti da leggere e quali invece saltare senza pensarci troppo, sia perché non centrano nulla con lo steampunk, sia perché francamente scritti male. Torneremo invece sullo Steampunk nella definizione di Jess Nevins in un altro articolo, anche se al momento non resisto a lasciarvi comunque con questo passaggio: 
Ma gran parte della seconda generazione steampunk non è vero steampunk, ha ben poco se non nulla di “punk”. Le idee politiche della posizione “punk” sono in gran parte scomparse dalla seconda generazione steampunk, che in maggioranza potrebbe essere descritta più precisamente come “steam sci fi” o, seguendo John Clute, “gaslight romance” (“romance” con lampioni a gas). Gli autori delle Edisonate avrebbero odiato la prima generazione steampunk, ma avrebbero approvato la seconda generazione steampunk, con le sue macchine a vapore usate contro i nativi americani nel Western, e macchine da guerra a vapore usate al servizio dell'esercito britannico alla conquista di Marte.