venerdì 21 ottobre 2016

I miei due cent su Donald J. Trump


L'atteggiamento di Roosevelt nei confronti dell'Unione Sovietica era piuttosto arrendevole, questo lo sappiamo tutti. Stretto tra le due potenze, Churchill si sentiva come la Polonia in un conflitto globale. Come ogni politico abile, Roosevelt considerava l'Unione Sovietica uno stato con cui trattare, concludere accordi e poter ragionare: una potenza bruta, un po' stupida, sgradevole, ma dallo status diplomatico riconosciuto. Dall'opposizione politica all'opposizione ideologica si passa dapprima con Truman e non si tratta necessariamente di un passaggio obbligato. La guerra fredda non era inevitabile fino a quel punto; la tensione post conflitto avrebbe potuto allentarsi, pur con l'ipocrisia della realpolitik. Sono anni di ricostruzione post bellica e di finanziamenti ingenti all'Europa. A retrospezione, è incredibile quanto riuscisse a ottenere la Russia in popolarità con il minimo sforzo, e all'opposto quanto l'America faticasse a imporsi con le più esagerate elargizioni.
Il clima di continuo scontro con il gigante russo, la guerra ideologica per convincere il popolo americano che ci fosse un nemico ineliminabile, inumano e mostruoso al di là della cortina di ferro deve aver lasciato le sue belle cicatrici anche nelle generazioni più recenti. Il crollo del muro risale a neanche trent'anni fa, siamo ancora dentro generazioni su generazioni di menti addestrate a concepire l'est come un'orda mongola pronta a invaderli. Psicologicamente, in Europa, l'abitudine mentale a vedere nell'America la salvezza sempre e comunque rimane molto forte. L'immagine è positiva, magari incrinata dagli ultimi dieci anni di totale incompetenza, ma pur sempre positiva. Non mi sto riferendo a vegliardi, a reduci, a pensionati, ma semplicemente a persone che vivevano negli anni '70 e '80 la loro giovinezza.



La russofobia della Hillary Clinton nel corso della campagna elettorale fa leva proprio su questo sentimento; è in effetti sorprendente non sia successo prima. Il trauma di intere generazioni addestrate a odiare qualunque cosa inizi con la R e termini con la A è una fonte di voti a basso costo inesauribile. Il culmine dell'ipocrisia è stato raggiunto nel corso del secondo dibattito, quando la Hillary ha ricordato i poveri bambini uccisi dai bombardamenti russi. Decisamente comico, considerando gli oltre quattro milioni di civili morti in Medio Oriente dalla guerra del Golfo, agli interventi di Clinton negli anni '90, all'attuale situazione, dove i bombardamenti in Libia hanno ricevuto la benedizione e il pieno appoggio della Hillary Clinton. Mi chiedo se sia questo il modo di difendere i bambini e le donne di cui la Hillary si dichiara protettrice. Ovviamente, prima che vi disiscriviate e andiate a lamentarvi su forum&social, questo non è un articolo a favore di Trump.
E' un uomo disgustoso e miserabile, esattamente come miserabili sono Putin ed Erdogan. A questo proposito trovo che Slavoj Zizek colpisse nel segno quando ha definito una farsa l'ostilità tra Russia e Turchia, considerando le sorprendenti somiglianze di governo e nazionalismo (da cui il nomignolo che ha causato la crocifissione mediatica di Zizek: “Putogan”). E' anche vero, dall'altro lato, come i pericoli che rappresenti Trump siano già tutti presenti nell'establishment liberale statunitense.
Quale minaccia rappresenterebbe Trump, se tutti gli elementi che rischia di attuare sono già in atto da decenni negli USA?

Sotto l'amministrazione Obama, come rilevava Chomsky, non si è verificato nessun allentamento nella corsa nucleare, anzi. Il concetto di mutuo disarmo della guerra fredda è stato abbandonato e le spese sono aumentate. Mentre Trump ha dichiarato nel primo dibattito presidenziale come il ricorso all'arma nucleare sia da escludere a priori, anche nel caso di una difesa, Obama non ha mai fatto un passo indietro nel campo nucleare. Gli si può al più riconoscere di non aver armato le forze ucraine in funzione anti-russa due anni fa, ma questo è il limite del pacifismo obamiano.
Come ha osservato l'esteso studio sull'uso dei droni di The Intercept, Obama ha mosso quasi più guerre di Bush, con un record di assassini silenziosi. I missili termobarici in uso con i droni contengono polvere di alluminio fluorurato tra il contenitore del missile e la carica di esplosivo. Quando il missile esplode, la polvere si spande nell'aria bruciando ad alte temperature.
L'obiettivo colpito viene incenerito all'istante, mentre i civili nell'area bruciano come zolfanelli.
Ci si può chiedere quale sia la differenza tra i roghi dell'Isis e i roghi di un missile Hellfire, o quale sia la differenza tra i roghi dei missili Hellfire di Obama e i futuri roghi dei missili Hellfire di Clinton. Stando ai dati del 2015, nel 90% dei casi le campagne con i droni uccidono civili innocenti, bruciandoli vivi. Questo è un genere di azione che proseguirà sotto l'amministrazione Clinton, i cui più forti sostenitori dell'ultima ora sono proprio quei neocon che sostenevano senza sosta Bush e l'invasione dell'Iraq. 
Considerando il rifiuto del nucleare da parte di Trump, quale sarebbe la politica guerrafondaia che dovrebbe perseguire? C'è già un'escalation, c'è già un bombardamento di civili. Immagino che l'etichetta liberale applicata a Clinton e Obama giustifichi l'uccisione d'innocenti.
Una linea di politica presidenziale perfettamente in linea con le precedenti amministrazioni liberal: sostenere la guerra in Vietnam/Medio Oriente e nel contempo agire da progressista nel campo interno. Mostrarsi femminili e aperti sul fronte interno impone per avere l'appoggio dei repubblicani in Senato una politica virile e aggressiva all'esterno: lo vediamo dagli anni '60.

Certamente Trump è razzista e misogino. Questi non sono solo tratti distintivi del suo amabile carattere, sono anche fondamenta di tutta la campagna repubblicana. L'odio verso le donne di carriera, le donne single, messicani, neri, ebrei sono pietre angolari del successo di Trump. Esattamente com'erano fondamenta delle precedenti campagne repubblicane: chiedete alla Palin nel periodo della corsa alla presidenza contro Obama vs McCain. On passant, andrebbe notato come nell'occasione la Hillary, anch'essa candidata, continuasse a insinuare come Obama fosse un musulmano, bugia che una volta messa in circolazione ha trovato terreno fertile tra i repubblicani, assieme all'idea che siano tutti rettiliani, che abbia un anello con sopra scritto io-amo-l'islam e altri complottismi. Sorrido, pertanto, al vedere sui giornali i repubblicani distanziarsi da Trump perchè sessista e razzista. Fox News per ormai un abbondante decennio continua a trasmettere gli identici catechismi dell'odio che Trump va predicando da neanche un anno. Non è il caso di prendere le distanze da chi è pericoloso, è il caso di prendere le distanze da una possibile concorrenza.
Come osservava l'altrimenti fazioso documentario The Brainwashing of My Dad, Fox News, assieme alle trasmissioni radiofoniche ultraconservatrici continuano a vomitare insulti e odio da ormai diversi anni. In occasione degli attentati a Parigi, pur non avendo giornalisti sul posto, affermavano che interi quartieri della capitale fossero monopolio di gang islamiche, aree sottratte alla giurisdizione francese. Di fronte a una simile catena di bugie proposta dalla fine degli anni '90, perchè meravigliarsi di fronte a Trump? La sua misoginia è perfettamente allineata con i leader repubblicani. 
Arnold Schwarzenegger, tanto per citare uno dei repubblicani contrari a Trump, era altrettanto sessista nella sua corsa alla carica di Governatore della California. Non bisogna perciò meravigliarsi se è stato uno scandalo sessuale con la cameriera a impedirne l'ascesa (erezione?) politica.
Non appena vedi una bionda con delle grandi tette e un grande culo, ti dici subito “Hey, dev'essere stupida o non avere nient'altro da offrire lì sotto”, che magari può essere il caso, molte volte. Ma poi ti capitano ancora delle volte in cui è tanto intelligente quanto sono belle le sue tette, vincente tanto quanto la sua faccia è figa, bella esattamente come tutto il suo corpo sembra meraviglioso e così, lo sai, le persone rimangono scioccate.

Queste non sono le chiacchiere da spogliatoio (locker room talk) di Trump, è un'intervista di un attore famoso, un'icona del cinema, pronunciate intenzionalmente all'Esquire nel luglio 2003.
Perchè Trump sì, e Arnold no?
Il sessismo è semplicemente endemico alla scena politica, vederlo solo in Trump è pura ingenuità.

D'altronde, nella scena italiana non dovremmo certo sorprenderci: basti leggere la gran parte delle Pagine Facebook per incontrare quell'identica misoginia e quell'identico razzismo che gli stessi utenti poi “aborriscono” in Trump. Gli articoli dell'Oltreuomo, Pastorizia, Spotted, Gli uomini sono le nuove donne, le varie pagine sulla Friendzone, senza citare i diversi gruppi o il Forum dei Brutti. Il sessismo di queste pagine riflette il sessismo di Trump, nemmeno se ne differenzia granché: entrambi direbbero ad esempio che è “solo” ironia. Dopotutto, una pagina femminista che seguivo, piuttosto interessante, è stata chiusa solo per aver postato svergognandoli uno screen dove due ragazzi discutevano quale fosse il modo migliore per stuprare una ragazza sedata (Bill Cosby docet). Ma non era un problema, tranquilli: stavano solo scherzando, era tutta “ironia”, black humor, satira “intelligente” ecc ecc

King of the Hill(lary)
Altri esempi? Perchè non discutiamo di Melania Trump, la moglie?
Non è interessante come il femminismo della Hillary – un femminismo che non sembra avere remore a vendere armi all'Arabia Saudita – scompaia come la rugiada alla mattina quando si tratta di Melania Trump. Ancora una volta: come il marito, anche Miss Trump è una persona orribile sotto ogni profilo, dall'umano, al morale, allo psicologico, al politico. Al di fuori dell'azione politica, tuttavia, non la conosco. E non vedo perchè debba, come hanno fatto i sostenitori della Hillary, procedere a una sistematica persecuzione.
Quindi, sì, andrebbe osservato come definire Melania Trump una “bimbo” illetterata dall'Est Europa, “con le tette e nulla più” è un insulto sessista, così come lo è andare a spulciare il suo record di studi in Slovenia, a Ljubljana, addirittura pubblicandoli per aggiungere altro fango alla gogna mediatica. Lo stereotipo etnico prevede che Melania sia stupida (= perchè dell'Est), ma incredibilmente bella, conseguentemente ultrasessualizzata (= una bambola). Al di fuori della politica, lo vediamo nel modo e nelle frasi con cui si parla della Sharapova, che a sentirla descrivere dagli appassionati non è un essere umano quanto un oggetto sessuale, una marionetta di carne da cui sbavare dallo schermo della Tv.
Ancora: non mi interessa difendere Melania Trump, piuttosto osservare l'ipocrisia di quei media liberali che rimproverano a Trump di essere sessista... e si comportano da sessisti verso sua moglie.
La russofobia all'inizio dell'articolo torna qui in pompa magna, perchè essendo Melania slovena, è dell'Est e se è dell'Est, è russa e se è russa è comunista... questa serie di nessi causali senza ne capo ne coda non sono il prodotto di repubblicani malati, è quanto mi sorbisco sui giornali liberal dall'inizio della campagna.

Come negli anni '60 e il Vietnam, è commovente come non siano mai le persone che scatenano le guerre a subirne gli effetti. Mi chiedo ad esempio, quali degli hipster-radical-chic-leftisti che sostengono interventi militari e pugno di ferro contro Mosca e Medio Oriente andranno effettivamente in guerra. Nessuno, va da sé: nelle little wars di Bush senior e Bush junior sono state le classi povere a finire sul fronte, quelle stesse famiglie bianche impoverite che ora votano Trump.
Quali, di questi tecno-impasticcati alla Wired, di fotografi Instagram e “creativi” che condividono un post dietro l'altro contro Trump andranno in guerra?
– Ah. Hu. Sì, certo. Ma dopo, chi twitterà al posto mio? Chi guarderà le nuove serie tv? Chi... no, guarda, meglio che ci vadano i poveri al mio posto. Tanto sono solo redneck idioti. Cosa? Ci vanno anche gli afroamericani che difendevo nei miei post come “perseguitati dal razzismo”? Beh, al diavolo, sarà per loro un'esperienza formativa. –

Immagino mentalmente un dialogo del genere.
In effetti, anche qui in Italia ormai l'espressione “analfabeta funzionale” sta divenendo un nuovo epiteto per qualunque cosa sia in contrasto con lo status quo. Come la borghesia razzista di fine '800, si preferisce oggigiorno dire che è “stupido”, piuttosto che “povero”, parlando addirittura di togliere voti a chi non è in grado di votare. Sono discorsi che un secolo fa avremmo trovato in bocca solo agli ultra-reazionari e in condizioni ben più terribili di queste, tra analfabetismo di massa e contadini succubi delle istituzioni ecclesiastiche.
Intelligenza e stupidità non sono che nuovi termini per il vecchio conflitto di classe.
Sempre in ambito nostrano, per ricollegarci al discorso precedente di Melania, la Raggi è una cattiva sindaca perchè non si trucca abbastanza e di conseguenza non è abbastanza “femminile”.
A cosa serve che piagnucoliate sulla bambola gonfiabile di Salvini, se dopo condividete misoginia del genere dal giornalismo mainstream?

L'abbraccio di Michelle Obama nei confronti di Bush Junior è un altro esempio di doppio peso, doppie misure. Se davvero la dinastia Obama era interessata a lanciare un gesto simbolico, perchè non abbracciare Tyler Ziegel?

Ziegel con la moglie al momento del matrimonio, dopo 3 anni di chirurgia/Michelle Obama con Bush, dopo dieci anni d'ipocrisia
Ziegel era un marine in servizio in Iraq nel 2004, quando ha ricevuto tali ustioni da trasformarlo in una grottesca maschera di carne. E' in seguito morto per un incidente, dopo aver assunto eroina, antidolorifici e alcool in quantità massiccia. Non è stato Putin a spedire Ziegel in guerra, ma un certo aspirante genocida che vedete qui sorridente, abbracciato da Michelle.
Cara first lady, perchè non stringi anche la mano alle tante protesi dei migliaia di soldati mutilati da oltre un decennio di guerriglia in Iraq e Afghanistan? Troppa fatica, troppo impegno. Certo non può farlo il marito, troppo occupato a bombardare l'ennesimo staterello straccione, lo Yemen stavolta.
Senza dimenticare che questi stupidi di veterani spesso votano “comunista”, cioè il moderato liberal che era Bernie Sanders, o dopo il tradimento di quest'ultimo, Trump.

L'atteggiamento sul tema della tortura da parte di Trump è certamente riprovevole, sconsiderato, disgustoso. Tuttavia non c'è alcun rischio che Trump riporti la tortura in auge, semplicemente perchè viene già abbondantemente usata, dai tempi dello scandalo di Abu Ghraib, a Guantanamo, allo scandalo del waterboarding. I repubblicani non hanno mai nascosto la loro predilezione per il fine che giustifica i mezzi, mentre dall'altro la stessa amministrazione liberale non indietreggia all'idea di usare la tortura. Con metodi meno eclatanti, certo, magari in altri stati vassalli, ma pur sempre in uso. E senza voler rigirare il coltello nella piaga, quel certo Bush che vedete abbracciato da Michelle è uno dei maestri torturatori nel campo.
Perchè, come i veterani ora abbandonati da un'assistenza sociale inesistente, Michelle non abbraccia gli ex prigionieri della CIA che ora soffrono di stress post traumatico e tendenze suicide?
Sarebbe un gesto certo più responsabile.

Sento della gente urlare laggiù, in fondo, nel recinto degli haters. Strepitano qualcosa a proposito della grande muraglia, di un certo muro che Trump vorrebbe costruire. Ah sì, The Wall.
Non c'è bisogno di preoccuparsi che Trump costruisca un muro al confine con il Messico per l'elementare ragione che c'è già una barriera contro i migranti. In questo momento sfoglio un National Geographic sull'argomento, del maggio 2007. Di tutto un po': si passa da barriere architettoniche contro i bagnanti, a barriere elettrificate nello stile di Romero, a vere e proprie postazioni fortificate con torrette e filo spinato. Una delle didascalie avverte che uno dei compiti della polizia alla frontiera è di passare il “setaccio” sulla sabbia, per individuare, il giorno dopo, eventuali trasgressori. Non vi ricorda la caccia alla volpe? Queste colonie inglesi sono molto più vicine alla madrepatria di quanto piaccia loro pensare, anche se mai negli aspetti positivi.
Le fantasie del muro di Trump non sono fantasie irrealizzabili, sono fantasie da completare. Il muro c'è e per quanto sia disgustoso quanto Trump stesso, lì rimarrà. Già che siamo in argomento, uno dei motivi della migrazione messicana è la povertà causata dall'accordo Nafta, che Hillary aveva sostenuto e Trump e Sanders respinto. E nemmeno si dovrebbe piangere troppo il Messico, considerando come disponga al confine del Guatemala di un muro tale e quale il confine a nord, per “proteggersi” dai flussi migratori dal Sud America.

Il giornalismo americano non ricerca mai l'obiettività, quando descrive un avvenimento: la battaglia è sempre tra bene e male, tra salvati e peccatori. Il bene è sempre oggettivamente giusto, il male è sempre oggettivamente sbagliato. Ovviamente, non si può vedere di quanto oggettivamente giusto c'è nel male, come non si può vedere quanto di oggettivamente sbagliato c'è nel bene. Trump e Hillary, male e bene. L'incapacità genetica di criticare uno dei candidati che pure si supporta, ma al contrario la necessità di sostenerlo ad oltranza, di difenderlo sempre e comunque, produce dei mostri. Manca in altre parole qualsiasi autocritica e non nei fan, nei sostenitori, ma nello stesso giornalismo pagato delle grandi testate (sul muro, più che giornalistiche).

In questo momento, se disattivassi AdBlock su un articolo che rimprovera Trump di essere sessista verrei inondato di pubblicità di modelle anoressiche proposte come unico modello possibile. Da un lato un modello orrendo di attrazione sessuale, per di più ben al di sotto della soglia dell'età adulta, dall'altro un modello di vita distruttivo per le generazioni che guardano. E non sono queste pubblicità sovvenzionate dal malvagio Trump, ma semplicemente la pubblicità da almeno trent'anni a questa parte. Il problema non è dunque Trump, è la struttura che l'ha accolto e gli ha reso possibile prosperare. Quell'identico apparato che ora gli rimprovera difetti che sa bene possedere strutturalmente.
   

2 commenti:

Fumetti di Carta (Orlando Furioso) ha detto...

Grazie davvero per questo articolo. Penso le stesse cose, ma non sarei mai stato in grado di esporle in maniera così documentata e ben argomentata. Quando sul posto di lavoro, in pausa caffé, si chiacchiera di Hillary e Donald e io affermo le cose che tu hai appena descritto mi bollano come... "fascio" :)
Darò questo link a ben più di un/a collega.
Un caro saluto.

Coscienza ha detto...

Benvenuto sul blog, Fumetti di Carta! :)
E' un onore averti tra i lettori, mi sono appassionato ad Alan Moore in parte grazie ai tuoi vecchi articoli e interviste. Perdona per i commenti in moderazione, ma ero via al Lucca Comics e in assenza di un padrone di casa metto sempre tutto in pausa, non avendo accesso a Internet.

Vedere certa gente sostenere la Clinton a spada tratta è sempre deprimente... Ho conosciuto qualche mese fa una barista serba e mi hanno velocissimamente ripassato la memoria su quanto "pacifisti" siano i Clinton, specie quando si tratta di procedere a bombardare popolazioni civili di altri paesi.

Ormai la corsa presidenziale è una cartina da tornasole per vedere l'affidabilità di una testata giornalistica: ad isolare ad esempio i titoli di testa del Guardian si ottengono risultati comici a dir poco... si fatica a pensare che sia giornalismo, anche per gli standard americani.