martedì 25 marzo 2014

Medicina in Giappone dal X secolo al Periodo Edo



La medicina è una scienza utile, ma per quanto sia evidente anche a un masochista quanto sia fondamentale, ha avuto una storia dura. Capire come funziona il corpo umano non è cosa da videocassetta, specie se vivevi nel Giappone medievale.

Il più antico trattato di medicina giapponese è Ishinho: scritto da Yasuyori Tamba nel 982 d.C. è lungo trenta pagine ricche d' informazioni su malattie e relativi trattamenti. Gran parte delle conoscenze elencate sono già presenti in testi cinesi precedenti: le illustrazioni che presento provengono invece da una copia del libro effettuata nel 1860.

  Ma quant'è bello avere un figlio!  ♪ ♫


Nel quattordicesimo secolo il monaco Majima Seigan ebbe un terribile sogno in cui Buddha gli rivelava come curare le malattie agli occhi. Quando si svegliò la mattina seguente, Majima vagò fino alla statua di un Buddha in un tempio, dove trovò un libro misterioso pieno di rimedi per curare gli occhi: il primo manuale di Oftalmologia giapponese, recapitato dai droni di Amazon da Buddha in persona. Il monaco si diede alla medicina itinerante da quell'episodio. Molte copie del suo trattato risalgono al XVII secolo.

 


A Nagasaki gli olandesi avevano un piccolo avamposto con cui trasmettevano la superiore cultura occidentale. Nel corso del 1600 la medicina europea cominciò a farsi strada. 
Un interprete giapponese che conosceva l'olandese, Kōgyū Yoshio, decise di imparare la medicina dei selvaggi e scrisse un importante libro a questo proposito. L'innovazione più importante che venne introdotta furono i trapani con cui perforare la scatola cranica e "operare" diversi delicati interventi.

Comincio a intuire perché odiassero così tanto gli Occidentali... LoL!



Immagine tratta dal Pinax Microcosmographicus, trattato tedesco scritto da un medico che abitava nell'avamposto di Nagasaki. Il medico si chiamava Johann Remmelin (1583-1632).



























Nel 1732 Toshuku Negoro fu il primo medico (in realtà era un oculista) a ottenere il permesso ufficiale di sezionare i cadaveri di due condannati a morte... Peccato fossero stati prima bruciati! Le immagini vennero pubblicate appena nel 1741.



Il libro Zozu, del 1754, è un primo fedele resoconto della dissezione di un cadavere: il medico Toyo Yamawaki dichiarò che era stato il lavoro di Toshuku Negoro a ispirarlo a compiere quest'importante passo nella storia della medicina giapponese. Normalmente la dissezione era proibita in Giappone, ma le autorità acconsentirono a fornire il cadavere di un criminale condannato.





A partire dalla coraggiosa iniziativa di Toshuku Negoro, le dissezioni di cadaveri continuarono nel corso del XVIII secolo con una certa rapidità: una speciale menzione merita la quinta dissezione nella storia giapponese, in cui il medico Shinnin Kawaguchi esaminò e tagliuzzò per la prima volta il cervello della vittima di un'esecuzione capitale. I disegni relativi all'esame vennero raccolti in un libro, il Kaishihen (letteralmente Note sulla Dissezione).

































































Fonti:
Ishinho, di Yasuyori Tamba 
Majima Seigan, informazioni sulla scuola di oftalmologia fondata dal monaco
Kōgyū Yoshio (Wikipedia)
Kaishihen (Immagini)

Fonte delle Immagini presenti è l'ottimo blog (ora purtroppo in animazione sospesa) 
Pink Tentacle- Anatomical Illustrations from Edo- Period Japan

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8 commenti:

Alessandro Madeddu ha detto...

Tanta fatica per arrivare alla medicina scientifica e poi ritrovarsi in un mondo di gente che dice che i vaccini fanno di diventare ghei o autistici, che il cancro si cura con la spadellata di verdure o il bicarbonato, che per il resto delle malattie bastano limone e peperoncino. Mi viene da piangere.

Coscienza ha detto...

E' una sensazione che ormai ho da tempo: che si stia verificando una regressione, a ogni campo, in ogni ambito. Magari sono io che sono troppo pessimista, ma chiacchierando spesso con pensionati che hanno vissuto negli anni 60/70, sembra di sentire un'Italia decisamente diversa. Con difetti macroscopici, certo, ma cmq non così arretrata. E non solo per le superstizioni della medicina, ma anche in altri campi, dai libri alla religione

Alessandro Forlani ha detto...

Il cervello del dissezionato somiglia troppo, TROPPO, a un piatto di spaghetti...

Coscienza ha detto...

Spaghetti giapponesi, però! LOL
Dev'essere che è ora di cena, stimola questo tipo di associazioni... Cmq, dai, l'Occhio-Uomo del manuale di Oculistica si presta troppo a uno dei tuoi racconti di Cabale e mostruose trasformazioni... ^^

Daniele Tredici ha detto...

interessantissimo eh, ma una domanda sorge spontanea: perché sei finito a curiosare in ambito di medicina giapponese?

Coscienza ha detto...

Tredici! Quanto tempo! :-)

In parte perché sono finito su quel blog (Pink Tentacle) e visto il buon successo dell'articolo sui Namazu in termini di visite ho deciso di proseguire su quel filone, in parte perché studiando storia del colonialismo mi sto re-interessando a Giappone e Cina a fine 700/800, in parte infine perché... C'è una scaletta di un racconto a tema "Giappone a fine 800" in divenire! ^_^

Daniele Tredici ha detto...

Ok ora tutto ha più senso ;) .. (sono stato un po' lontano dai blog, ma ora penso tornerò a leggerti con più regolarità).

Coscienza ha detto...

Felice del ritorno sulle lande digitali, allora ^^