Questa sarà una recensione
trasversale. Trasversale nel senso che mi propongo di superare il
trito binomio SI'/NO che caratterizza televisione e giornali, e
proverò a spingere l'asticella della valutazione qualche pollice più
in su, sia nel senso che allargherò la recensione a temi paralleli,
se non per l'appunto trasversali, includendo non dunque solo
la sola produzione cinematografica – o letteraria- ma spingendomi
fino ai campi del fumetto, o del videogioco.
L'intento della recensione trasversale
è decostruire; smontare il tradizionale, nauseante impianto della
solita recensione, frutto di medium ormai sorpassati- La televisione,
mostro a occhio solo, il giornale, antiquato pezzo di carta
emittente- destinatario privo d'ogni discorso con il lettore.
L'oggetto della recensione trasversale
di oggi è il Teddy bear. Scendendo nel particolare, il Teddy
bear "cattivo"; che trascende il semplice pupazzo di
peluche e diventa (s)politically correct.
