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mercoledì 1 maggio 2013

Folgorato come Lovecraft sulla strada di R'lyeh



Nell'approcciare i testi di Lovecraft è davvero, davvero difficile allontanare la maledizione della coppia Gianni Pilo&Sebiastiano Fusco. Sulla cui sapienza nel campo non posso certo dubitare, e tuttavia confesso che dopo anni che leggo Howard, Lovecraft, Tolkien e in tempi più recenti Clark Ashton Smith, trovare in ogni singola prefazione la loro firma, la loro caratteristica impronta, cominciava a stancarmi.
Per anni infatti gli unici brandelli di biografia che continuavo a trovare sulla vita di Lovecraft erano affidati alla loro penna; in trite biografie che per quanto inizialmente interessanti tendevano a una certa ripetitività.

In tempi recenti la situazione non è andata migliorando; il fatto che prefazioni e considerazioni sul testo vengano ora svolte d'autori totalmente estranei all'ottica lovecraftiana- come un maestro di Thriller quale Altieri! - o affidate alla lente distorcente e ai vaneggiamenti dei Wu Minghia... Se possibile la situazione è dunque scivolata in un mare di fango ancor più vischioso.

In ogni caso, Lovecraft.
Mi ha sempre incuriosito la vita del Solitario di Providence, ma nella prefazione di ogni testo ho sempre sbattuto i denti sull'interpretazioni, sulle biografie interessanti, ma ridotte di Pilo; mentre nelle più recenti ristampe, le stramberie intellettualoidi di letterati palesemente non all'altezza- meticci idrofobi per usare le parole del buon Hp- mi hanno sempre tenuto lontano.

In questo senso, la biografia di Houellebecq su Lovecraft, Contro il mondo contro la vita, non risolve la situazione; è un palliativo, un sorso di calmante che fornisce un sollievo alla curiosità che mi assaliva, senza tuttavia risolverla completamente. 

Cos'ancora più grave, Houellebecq è molto chiaro nello spiegare come analizzi Lovecraft con l'ottica deformante del suo cinismo, in altre parole con il rispetto e l'adorazione di un fan che possa finalmente esigere un autografo dal suo idolo.

Houellebecq quando scrive non eccede certo in sobrietà, quindi per meglio comprendere il tono della biografia, ho estrapolato alcuni spezzoni dove trapela il doppio stile; houellebecquiano e al contempo lovecraftiano. Due in uno; e possano arridervi i cuccioli di Shub Niggurath!