Non sono un grande fan della
televisione.
Non intendo demonizzarla, giacché troppi apocalittici ingombrano le discariche di giornali e siti web,
lamentando i molteplici pericoli della rete, dei videogiochi, della
televisione.
Non ritengo che spegnendo la televisione si giunga a
meravigliose scoperte sulla natura del cosmo, o a improvvisi scoppi
di vitalità repressa dal behemot catodico.
Lo spettatore dal
cervello atrofizzato passando dalla televisione a Internet non
realizzerà grandi progressi, se le sue attività si limiteranno a
interminabili ore di cazzeggio sui social network,
o a (in) esauste
seghe su you porn.
Se non cambiano le modalità di
fruizione del medium, dal passivo di cinema&televisione,
al più
attivo ruolo svolto con la rete serve poco rottamare il cubo nero.
In altre parole, senza cambio di
mentalità non c'è reale progresso.
Tuttavia, ogni volta che in casa
d'altri fisso costretto qualche rozzo programma,
non posso sfuggire
alla totale sensazione d'irrealtà di reality e telegiornali.
Non
sembra reale, quella roba.
Non c'è alcun nesso fra quanto la
giornalista televisiva afferma e quanto conosco.
C'è una totale
dissonanza cognitiva. Il mondo presentato dalla televisione puzza di
realtà alternativa.
Ucronia. Matrice spiazzante. E la pulizia dei
volti? La perfezione dei movimenti?
Le notizie vengono trasformate,
mutate. Bianco diventa nero, nero diventa bianco.
La natura della
trasmissione catodica distorce la natura stessa della realtà.
O
meglio, come ogni medium crea la sua piccola porzione di realtà, al
cui interno domina con sovranità assoluta. Well, il 99% delle volte,
almeno.


