Ricordo come se fosse ieri
la prima campagna crowdfunding della Radium, ovvero “Rim City”.
Ricordo il primo giorno, l'esordio con quella soglia che sembrava irraggiungibile.
Ricordo il primo giorno, l'esordio con quella soglia che sembrava irraggiungibile.
Ricordo i backers
riluttanti, i fan che non sapevano usare Indiegogo, la frenetica
campagna, gli omaggi dei colleghi disegnatori e le condivisioni, i
nuovi perk e il rush finale...
Ricordo il meritatissimo,
inaspettato, successo. Non era affatto poco che una campagna
crowdfunding per un fumetto raggiungesse simili cifre, pur con la
mente, il braccio e le migliaia di fedeli seguaci del Doc Manhattan.
Era un risultato impressionante. Anzi, è tuttora un risultato
impressionante. Come altrettanto impressionanti risultarono le
successive campagne, tutte parimenti eccentriche, tutte parimenti
testardamente uniche, tutte parimenti completate con successo, da
“Quebrada” al lovecraftiano “Shadow Planet” tanto analizzato
qui su Cronache Bizantine.
La nuova campagna partita
la scorsa settimana meritava una menzione tutta speciale per tante
sue caratteristiche: dopo “Shadow Planet” e dall'esordio nel 2015
con “Rim City” raramente leggevo di un fumetto altrettanto
interessante.
Non si tratta di
originalità, nel caso di “Mondo Plastica”.
E non si tratta nemmeno di
qualità grafica, seppure superba nel suo complesso.
Si potrebbe invece
scrivere di un perfetto connubio tra diversi fattori, tutti
egualmente eccellenti.
