La
Osprey
negli scorsi due anni, nonostante una certa opposizione dei vecchi
barbogi, ha lanciato diverse nuove serie che la smarcano decisamente dall'ambito della storia militare e delle uniformi cui è di solito associata. Accanto al successo di
Frostgrave, dimostrazione che c'è
ancora spazio per giochi di schermaglie tradizionali sul modello del
mai troppo compianto
Mordheim, si è data da fare a promuovere sia
giochi da tavolo in scatola che manuali per schermaglie con le
miniature.
Tra i tanti
progetti, di particolare interesse è la serie
Dark Osprey, rivolta a
quel genere di argomenti che si vorrebbe trattare scientificamente,
ma che l'appassionato sa in fondo appartenere al campo speculativo
più sfrenato.
La Osprey in
tal senso ha commesso un'autentica eresia per chi odia il
“fantastico”: nella serie Dark Osprey ha scelto infatti di
trattare argomenti immaginari con uno stile, una documentazione e
sopratutto delle immagini il più possibili realistiche; in altre
parole, ha scelto di applicare la veridicità storica e gli strumenti
essa correlati ad argomenti di cultura geek.
E' solo una
mia intuizione, ma ritengo che i lettori delusi da queste scelte che
definiscono “facile marketing”, siano gli stessi che criticano il
fantasy e la fantascienza perché storie “inventate” rispetto al
realismo del romanzo storico. Se non fosse che il romanzo di storia
stesso è alla fine un'opera di finzione, poco importa quanto
accurata e maniacale sia la ricostruzione in atto, protagonisti e
vicende restano a ogni modo inventate, a meno che tu non rediga una
biografia... Andrebbe anche aggiunto che non c'è alcuna barriera
invisibile che impedisce di usare la metodologia delle discipline
umanistiche per trattare argomenti di fantasia, o che ugualmente
impedisca di sfruttare le proprie conoscenze scientifiche per
scrivere hard sf. Quest'uso “giocoso” di quanto si è imparato
può irritare, ma è non ne scorretto, ne illegale.
Ma come
sempre, sto divagando...