In Italia, il nome di
Sapkowski è indissolubilmente legato al successo del primo
videogioco polacco di ruolo, The Witcher, che riprendeva e
approfondiva una delle tante storie di questo cacciatore di mostri,
il Witcher, appunto, Geralt di Rivia. La traduzione dal polacco è
partita con il Guardiano degli Innocenti nell'ormai lontano 2010,
proseguendo con la Spada del Destino, che raccoglieva forse i suoi
migliori racconti per inaugurare poi una serie di lungo respiro,
che inserisce Geralt di Rivia in un contesto socio-politico che porta
a domandarsi se il mostro sia il Drago o il Politico.
La risposa è ovviamente
scontata.
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| Il battesimo del fuoco |
Ne Il tempo della Guerra,
Geralt aveva fallito: Ciri, ragazzina dai grandi poteri magici
cardine di una profezia elfica e ultima erede del trono di Cintra è
scomparsa, dispersa a Nilfgaard, mentre l'imperatore di questo regno
del male usa una bambina fantoccio per affermare la supremazia.
Geralt, profondamente
mutilato dallo scontro sanguinoso a Thanedd, guarisce le sue ferite
nel bosco delle driadi, Brokilon. Continui incubi che attentano alla
vita di Ciri gli impediscono di darsi pace, fino a quando, zoppicante
e aiutato da Milva, un'arciera umana allevata dalle driadi, Dandelion
Ranuncolo e altri pittoreschi personaggi, decide che è tempo di una
missione di salvataggio.
Sotto molti aspetti Il
battesimo del fuoco è un balzo in avanti, rispetto al Tempo della
Guerra, che nonostante fosse una piacevole lettura, decisamente in alcuni tratti arrancava.
In primo luogo, Nilfgaard, potenza che
Sapkowski stesso ha definito nazistoide, muove all'assalto dei divisi
regni del nord. Il viaggio di Geralt verso Ciri diventa pertanto
un'avventura in una terra di nessuno flagellata da eserciti in conflitto.
Il clima di fragilità, violenza e disordine è reso
efficacemente, anzi; domina la storia. Scorribande, conflitti
occasionali e saccheggi sono un'utile trovata narrativa che
mantengono il romanzo sempre sul filo del rasoio. Non c'è
svolgimento lineare e dietro ogni angolo, ogni voltare di pagina c'è
l'ombra di un combattimento.
Il tasso di azione, di eventi casuali,
aumenta.
"Erano diretti a est, tra il fuoco e il fumo, tra la pioggerella e la nebbia, e davanti ai loro occhi si dispiegava l'arazzo della guerra. Quadri.
Il quadro dell'asta di un pozzo che sporgeva come un grosso frego nero tra le rovine di un villaggio incendiato. All'asta era appeso un cadavere nudo. A testa in giù. Il sangue uscito dall'inguine e dal ventre massacrati gli era colato sul petto e sul viso, e ormai rappreso, gli pendeva dai capelli come tanti ghiaccioli. Sulla schiena del cadavere si vedeva la runa ard. Tracciata con un coltello.
<< Un an'givare >>, disse Milva allontanando i capelli bagnati dalla nuca. << Gli Scoiattoli sono passati di qui. >>
<< Che cosa significa an'givare? >>
<< Delatore. >> "
