venerdì 6 aprile 2012

Missione Ricerca&distruzione

Donne, dirigibili e brutti contadini VIII parte

Nuovo piccolo capitolo di quest'umile racconto. Manco a farlo apposta, è un interminabile dialogo.
Oh well, suppongo sia venuto più leggibile di certi wall of text, che a volte mi capita di commentare sui forum di scrittura. Nello stile d'ora in poi inserirò i pensieri di Katherina fra "virgolette". Niente più verbi di pensiero, saranno pure utilissimi per chiarire la situazione, che di volta in volta si presenta, ma davvero li trovo imho pesantissimi da leggere in un testo.

- L'aspettavo diversa, capitano. Più materna, forse-
La voce era giunta da uno dei numerosi angoli bui della stanza. Katherina sentiva che gli ultimi effetti dell'erba stavano svanendo e con essa ogni traccia d'allegria. Sciocca senza cervello, pensò rendendosi conto dell'imprudenza che aveva commesso. Il sindaco era un pusillanime, ma non di meno ora questi conosceva una sua debolezza, e non smetteva di rimproverarsi per questo. Ne era a corrente il sindaco, lo conosceva il senatore.
- Immagino sia dovuto alla conformazione degli zeppellin. Quelle forme tondeggianti, conducono a pensare che li guidino donne altrettanto formose e materne.-
- Impressione errata signor...-

- Senatore Rehinardt Brandt, prego.- L'uomo uscì dalle tenebre, la fronteggiò a braccia conserte, appoggiato con disinvolta nonchalance alla scrivania del sindaco. Verteva sull'orlo della sessantina, ma nei modi e nell'agire dimostrava maggiore vitalità di molti ventenni. Lo si notava dai movimenti, dal continuo riaggiustarsi il monocolo, dalla calma con cui senza chiedere rubò l'accendino dalle mani goffe del sindaco. 
- Quella cicatrice, capitano Katherina- Indicò con la punta del sigaro la cicatrice che s'estendeva dal labbro all'orecchio, quasi allungasse un assente sorriso.
- Un vecchio incidente, senatore. Non credo la interessi. -  
- Oh non si preoccupi- Finì il sigaro, gironzolò per la stanza fermandosi presso la cartina della Repubblika appesa alla parete - In realtà l'ho già letto nei rapporti. Come di un altro suo piccolo incidente, stavolta con i contadini. Quello in cui ha perso quasi metà del suo equipaggio-.
Katherina strinse le labbra, affondò le unghie nel morbido velluto della poltrona.
- Avrà dunque anche letto il motivo per cui sono morti... Armi non autorizzate, impossibili per un contadino -
- Ah sì- Ridacchiò- La catapulta... Geniale da un certo punto di vista.- 
- Geniale che un gregge di pecore assalga il lupo? Non credo- 
- La smetta, Katherina. La colpa è chiaramente sua, nell'aver voluto a tutti i costi fucilare il prete nel bel mezzo dei suoi seguaci.-
- Ho solo eseguito gli ordini, nient'altro-
- Conosce il suo nomignolo nell'esercito, Katherina? Capitan macellaio-.
- Divertente- cercò di mantenere un tono freddo. Invano.
- Il tasso di mortalità nel suo equipaggio è dell'ottanta  per cento, arruolarsi ai suoi ordini è diventata impresa da suicidio-.
- Gli ordini vanno eseguiti, costi quel che costi-. 
- Condannando a morte tutti quelli che la circondano?-
- Sono fermapallotole, carne da macello, nient'altro-.
- Carne da macello.- si aggiustò il monocolo, quasi per meglio analizzare la definizione.
- Sta parlando di uomini con famiglia e speranze ed emozioni, si rende conto?-
- Non sono responsabile di quelle morti! Dannazione, svolgo solo il mio lavoro!-
Si era alzata e prima di rendersene conto, urlava. Rehinardt saltellò di lato, la osservò quasi fosse un cane al guinzaglio. Katherina prese respiro, si conficcò a pugno le unghie nel palmo. Sangue gocciolò fra le dita. 
- Bene!- Il senatore per la prima volta si sfregò le mani e sorrise.- Ottimo, capitano è così che la voglio! Furente, attenta, convinta d'essere nel giusto.-
- Cosa?- "Non ci capisco più niente. Prima mi rimprovera, poi mi elogia?"
- Le confesso tutto: era una prova, un piccolo sadico test, se preferisce. Mi piace mettere la gente sotto pressione, vedere come reagiscono. E lei ha reagito bene, ottimamente, nessuna concessione, forse un po' isterica, ma d'altro canto- una concessione maschilista- E' pur sempre una donna, sotto quella scorza dura- Il senatore si avvicinò alla cartina, ne accarezzò i contorni avendo cura che Katherina li notasse.
Conosce le miniere di carbone del Noricum?-
Era stato il sindaco a parlare, fino ad allora rimasto in silenzio a godersi la scena, l'ennesimo mozzicone di sigaro stretto fra i denti.
- Ovvio- un'espressione sprezzante- Lo sanno anche i bambini che ci riforniscono del carbone necessario per le industrie -
E cosa succederebbe se le miniere diventassero inagibili? - buttò lì stavolta il senatore.
- Ne scaveremmo altre, suppongo- 
- Falso- intervenne di nuovo il sindaco.
- Non possiamo restare a corto di carbone per nemmeno un mese. La cruda verità è che dipendiamo dagli zeppellin e dalle industrie per assoggettare i contadini e sfamare le città. Senza di esso, ciao ciao alla nostra avanzata civiltà repubblikana. I regni vicini ci salterebbero alla gola senza esitazioni.- 
E questo ci porta al problema per cui la vogliamo ingaggiare, Katherina. Sono ormai mesi che perdiamo contatti con le miniere più isolate. 
- Abbiamo mandato qualche pattuglia via terra, ma sono sempre scomparse- 
Chiuse la mano a pugno, la riaprì agitandola nell'aria- Svaniti, come fagocitati dal terreno stesso.-
- Indigeni? Briganti?-
- Forse. In ogni caso non possiamo permetterci che quelle miniere rimangano chiuse. Lei deve recarsi lì, e scoprire per la grazia degi dei cosa sia successo-.
- Una missione Ricerca&distruzione? - Scherzò.
- Esatto. La situazione è più grave di quanto si possa pensare. Il suo incidente con i contadini, non è l'unico. Un po' dovunque quei selvaggi osano ribellarsi e abbiamo addirittura perso uno zeppellin, a causa di queste rivolte.- Fece una smorfia.- Quell'idiota l'aveva fatto atterrare, ci crede?- 
- Quindi sono giustificata nell'aver decimato l'equipaggio, giusto?-
Rehinardt la fissò male. 
- No che non lo è, capitano. Apprezzo il suo fanatismo, ma ritengo che in molti aspetti rimanga una sconsiderata. E' per questo che le verrà affidato un commissario-
Katherina strabuzzò gli occhi. " Già solo accettare una nuova missione senza libera licenza sarà difficile da far accettare all'equipaggio, ma questo..."
- Sta scherzando, spero! Non accetto questo oltraggio!-
- Moderi i termini, prego. E' una donna, tale Kelly Champs. Molto capace, fortemente motivata. Sarà i miei occhi e orecchie, una volta iniziata la missione. E in ogni caso sorveglierà che s'attenga alle regole.... E non nel senso che le è più comodo, come entrambi sappiamo.-
Prima ancora che potesse protestare, era stata congedata. 

Come, non avete mollato a metà testo? Incredibile^^ Yeah, lo so, il mio gusto per i nomi rasenta l'orrendo. Fosse per il sottoscritto mi limiterei a chiamarli per numero. (Kelly Champs? Rehinardt Brandt? Sigh)

E' st3ampunk!!!!!! 11uno! (ovviamente, no!) 

4 commenti:

Arcamalion ha detto...

E invece, pensa un po', Rehinardt Brandt come nome mi piace veramente tanto!

Continuo ovviamente a leggerti...e un po' mi auguro che il "commissario" appena presentato assomigli un poco a quelli di un certo gioco di miniature che conosciamo entrambi :P

Coscienza Zeno ha detto...

Ovviamente :D Il commissari(a) Kelly Champs sarà giusto leggermente plagiato emh ispirato dal 41 millennio. Si può forse resistere al fascino dell'impermeabile in pelle? Ovvio che no ^_^

Al di là di ciò la figura del political officier è d'indubbio fascino
http://tvtropes.org/pmwiki/pmwiki.php/Main/ThePoliticalOfficer

Daniele Tredici ha detto...

Una missione in una miniera di carbone, un'aiutante per la donna più perfida della repubblika (geniale la k)...cosa volere di più?...Bravo, bravo la storia prende forma, e la forma che prende mi piace=)...ti segnalo che qui mi sa che c'è qualcosa che non va: "L'uomo uscì dalle tenebre, LE SE posizionò dinanzi, appoggiandosi con le braccia alla scrivania"...undicesima riga!

Coscienza ha detto...

perfino la riga, grazie! ^__^ L'idea della k in repubblica, era per sottolineare l'estrema corruzione e il pugno di ferro del governo, di quella che nelle mie intenzioni è da tempo diventata una salda oligarchia.

(corretto l'errore segnalato)