Chi
l'avrebbe mai detto? Sono talmente abituato ai ritardi e ai rimandi,
quando si tratta dell'editoria italiana, che siano fumetti o romanzi,
che non mi aspettavo sinceramente che davvero la Panini Comics
facesse uscire Providence 2 in luglio. Eppure, eccolo qui.
A Trieste
(fumetteria Neopolis) c'era un'intera pila a lato della cassa, il che
mi lascia ben sperare che Providence stia vendendo bene anche in
Italia. In effetti, ero talmente convinto che ne avrei trovate due
copie nascoste dietro Topolino, che avevo iniziato a guardare
dappertutto... tranne che nel posto più ovvio, come mi ha indicato
il barbuto negoziante.
L'episodio
2, come lo chiama la Panini Horror, include le storie di Providence
dalla 05 alla 08.
Rispettivamente:
Providence
05 – In the Walls
Providence
06 – Out of Time
Providence
07 – The Picture
Providence
08 – The Key
Providence
05 usa come principale riferimento il racconto La casa delle streghe,
opera che ha avuto la (dubbia) fortuna di un adattamento televisivo di Stuart Gordon. Non è l'opera di Lovecraft che
preferisco, perchè trovo che il concetto di strega che usa sia
ancora troppo legato all'horror classico.
Moore, come
sempre, dimostra quali magie si possano compiere con il fumetto,
imbastendo una struttura narrativa perfettamente circolare, a
incastro, dove i diversi “pezzi” del racconto combaciano
perfettamente. Avete presente quegli enigmi di legno, quei rompicapo
che stanno assieme senza colla o forzature, solo per una strana
combinazione geometrica?
In the Walls
sembra essere il loro corrispettivo a fumetto. Il viaggio in auto –
il pernottamento nella casa – il doppio risveglio – ogni parte
combacia l'una con l'altra alla fine della lettura, ma non nella
combinazione che ci potremmo aspettare.
Quest'attenzione
alla storia è tuttavia solo un aspetto del fumetto, perchè gli va
aggiunto lo straordinario lavoro di dislocazione della Casa delle
streghe, con gli oggetti del mobilio che mutano impercettibilmente
per segnalare la natura “magica” del luogo e con gli stessi
contorni delle vignette che servono a “classificare” quale sia
l'atmosfera – onirica, sovrannaturale, “normale” - assolvendo a
una sorta di categoria (nel senso della semiotica).
Per le
annotazioni di Providence 05 valgono le fonti dei numeri precedenti
(si veda la colonnina a destra): la traduzione proviene dai Facts in the Case of Alan Moore's Providence e le citazioni dall'edizione
economica Newton&Compton. Nell'eventualità che riscontriate
degli errori e/o delle contraddizioni, commentate qui, che è
probabile sia un errore di traduzione dovuto alla stanchezza.
Questo primo
articolo di annotazioni su Providence 2 apre anche una collaborazione
tra blogger: fino a pagina 13 infatti il lavoro di traduzione è
stato svolto con impressionante velocità da Matteo Poropat, della
Tana dello Sciamano. Mi aveva domandato se volevo una mano nella
traduzione e diamine, se accetto volentieri una mano, anche due,
anche un tentacolo se serve! ^_^
Oltre
fornire una quanto mai necessaria dose di professionalità a questo
sistema di annotazioni, Poropat ha inserito qualche sua osservazione
personale su alcune delle scelte e degli inner-joke di Moore.
Concorderete che è stato svolto un ottimo lavoro.
In the Walls
