giovedì 19 luglio 2012

Orologio all'assalto

Donne, dirigibili e brutti contadini: XIII 

- Che posto è mai questo?-
Per una volta, osservò Katherina, Kelly parlava sincera, senza la solita fastidiosa patina di arroganza e autorità. Si tormentava una ciocca di capelli neri col mignolo, mentre lo stivale sinistro batteva a terra, nervoso.
- E' un ascensore, commissaria. Sa, quelle macchine tirate da carrucole, che vanno su e giù-
Mimò l'atto con tono di scherno. Il senatore alla battuta sospirò. Si appoggiò alla parete rivestita di legno lavorato dell'ascensore, premette il bottone "-1"  sul display in oro battuto. 
- Scendiamo ai livelli sotterranei. Quando erano gli Antichi a governare, queste erano le carceri, e le camere di tortura dei tiranni.-
- Stupide fiabe che ti raccontano quando ancora gattoni per terra sbavando: coraggiosi cittadini che lottano per la repubblika e per la libertà- Cantilenò la commissaria- Adesso sia ringraziata la Repubblika, la libertà l'abbiamo conquistata. -
Katherina ridacchiò. Intervenne:
- Solo per nobiltà e borghesia, vorrà dire -
- Dalla caduta dei tiranni, siamo tutti liberi, capitano. Solo, per preservare la Repubblika sono necessari sacrifici e duro lavoro. Non si aspettterà certo che un contadino abbia la stessa libertà di un nobile industriale? Non sono comparabili come portamento, intelligenza, semplice cultura. Perfino la fisiognomica dei volti è diversa!- 
L'ascensore si fermò con cigolio di vecchi ingranaggi. I massicci battenti sferragliarono sui binari, prima di bloccarsi a metà.
Il senatore prese per la spalla Kelly, la spinse fuori.
- Spreca il suo tempo, commissaria. La nostra Katherina a furia di vivere in alto nei cieli ha perso contatto con la dura realtà della Repubblika -
Il capitano uscì a sua volta, gli stivali affondarono nell'olio di macchina che gocciolava dalle tubature. 
- Oh non ho perso affatto presa sulla realtà senatore. Ce l'ho davanti agli occhi ogni volta che macello un contadino. Mi creda, Kelly è fin troppo generosa. Sono solo bestie-
" Corpi come scheletri, facce smunte come lune al settimo giorno. Un bambino corre in avanti, le mani che si tengono la pancia rigonfia. I contadini agitano zappe di legno, bastoni. Tirano pietre. Bocche sdentate urlano.
L'indice si contrae sul grilletto, la pistola sussulta di soffocato rinculo. Il proiettile scava nel cranio come verme metallico, erutta una voragine di sangue. L'occhio dilatato del prete rimane intatto, il bianco giallastro della cataratta sparso sul terreno." Si strofinò la pancia per l'improvvisa nausea. Scacciò il ricordo stringendo di un ulteriore pollice la cintura.
"Rigida. Inflessibile. Scaccia i ricordi! Orologio all'assalto". 
Riprese a camminare, raggiunse Kelly e senatore che la squadravano curiosi. 
- Allora, cosa siamo andati a vedere in queste vecchie fogne, senatore? Spero ne valga la pena...-
Al vedere quanto contenevano le segrete, Katherina si bloccò a bocca aperta. Espirò piano, quasi per non turbare il silenzio sepolcrale. 
- Capitano Katherina, Commissaria Kelly Champs... Ecco a voi l'octopus-
Tre piani di segrete erano stati demoliti, sistematicamente sventrati piano per piano,  per ricavare un'ampia sala dal soffitto attrezzato di un'infinità di catene e carrucole. Da quell'improvvisato cantiere di acciaio e corde, pendeva una gigantesca sfera fatta di vetro antiproiettile. 
"Assurdo. Saranno voluti decine, centinaia di operai e ingegneri e soffiatori per costruire, spostare questa... questa..." Katherina socchiuse gli occhi, fissò con maggiore attenzione la sfera, mai come prima d'ora rimpianse di non avere con sè il binocolo d'ordinanza. "Non è una sfera vuota, è una bolla. Una bolla piena di gas, o forse qualche altro bizzarro fluido verdastro. Prendi una palla per i pesci rossi, ingrandiscila migliaia di volte, seppelliscila sotto la più rinomata Accademia delle scienze, riempila di..." Nel gas verde che riempiava la bolla, Katherina scorse un lampo, un guizzo improvviso. Un movimento sommesso. "Riempila con un gigantesco pesce rosso?" Terminò il ragionamento alquanto perplessa.
- Senatore, l'octopus non è la sfera, giusto? C'è una creatura, lì dentro. Ho visto movimento e un...-
Un tentacolo palmato, come di calamaro gigante.- Aggiunse Kelly, strofinandosi la fronte e abbassando il capo, come se non riuscisse a sopportare la vista della sfera e volesse concentrarsi su quanto diceva.-  Volevate forse mostrarci un'esemplare catturato negli abissi dei nostri mari? Ne ho viste parecchie carcasse al museo nazionale, l'altro anno. Bestie curiose.-
- Mie ladies, mi deludete. L'octopus, tipico soprannome dato da scienziati, non è una bestia marina. Vedete forse acqua nella sfera?- 
Kelly fece cenno di no, presto imitata da Katherina. Si sentiva come una scolaretta alla prima lezione col precettore. Spiacevole sensazione. 
- Nella sfera pompiamo a ritmo continuo una miscela di oppiacei e sostanze calmanti, centuplicate nella dose che normalmente daremmo a un uomo. L'octopus, quando sveglio può risultare piuttosto imprevedibile.- Una pausa. Il senatore agitò il bastone, sovrappensiero, poi si avvicinò alla sfera- Come tutte le bestie, è feroce e violento. D'altra parte...- soggiunse, fermandosi.
 TOC. Battè il bastone con incredibile delicatezza sul vetro.
Dalla fitta nebbia verdastra emerse un nauseante tentacolo rosa lucido, che aderì al vetro come una ventosa rovente. S'udì un sibilo d'acido corrosivo, prima che la creatura ritirasse la naseante appendice. Katherina deglutì con disgusto la nausea che minacciava d'assalirla: quel tentacolo era dello stesso identico colore e forma del bambino trovato nel vicolo, il piccolo mutante che la donna mendicante adorava con tanto malsano amore.
Identico colore, identica forma, moltiplicato in grandezza mille e mille volte. 
- L'octopus è stato rinvenuto un anno addietro nelle foreste del Moricum.- il senatore aveva ripreso il consueto tono didattico- Un operaio era andato a pisciare e se l'è trovato davanti, un leviatano d'altri tempi, precipitato dal cielo. Strisciava sul terreno, quasi la gravità del nostro pianeta lo schiacciasse al suolo. Metà delle sue mostruose appendici erano andate trafitte dall'impatto con la foresta.
Sembra che l'octopus emetta qualche forza, in grado d'influenzare la mente di chi gli s'avvicina. L'operaio tornò il giorno dopo e così via per settimane, di volta in volta conducendo sempre nuovi operai. Alcuni diffusero la buona novella, convinsero con l'inganno compagni e amici a venire sul luogo del disastro; presto un'autentico culto sorse intorno al mostro, una religione che predicava la massima gioia nell'essere scelti come pasto dell'octopus. E così l'octopus andò avanti a nutrirsi, divorò un operaio dietro l'altro, mentre- oh fatto curioso- i sopravvissuti cominciarono a mostrare agli occhi cataratte sempre più gravi.-
- Come i contadini, intende?- Katherina si strofinò nervosamente i guanti. Le poche notti ch'aveva dormito, il prete ammazzato continuava a tormentarla. E la mendicante? Meglio non pensarci.
- Esatto. L'octopus è un alieno, signori. L'abbiamo addormentato, tagliuzzato, analizzato: non è di questo luogo, non proviene da questo tempo. E' un alieno, una creatura di qualche mondo lontano. I nostri più arditi scienziati hanno ipotizzato possa provenire addirittura dalla luna e che queste creature stiano per così dire compiendo una... Migrazione.-
- Migrazione o invasione?- Katherina strinse i denti. - Quindi le recenti rivolte, i sobillatori sofferenti di cataratta... Ogni rivolta è un octopus sopravvissuto.- Si accarezzò il mento.- Ma non potete dirlo in giro, altrimenti sapendo la vostra debolezza gli altri regni ci salterebbero addosso, giusto?- 
- Come ha giustamente intuito, capitano, siamo sotto attacco. Attacco dall'interno, per le sette anarchiche. Attacco dall'esterno per le continue intimidazioni delle altre potenze. E attacco dal cielo, per l'invasione di questi esseri. Gli scienziati hanno ipotizzato che gli octopus non siano che una minima parte dell'invasione, l'esempio più evidente. Altre creature, altri alieni cospirano per rovesciarci, meglio nascosti. Mi hanno detto che ha tentato di uccidere il bambino di una mendicante, giusto?-
Katherina ricordò l'episodio. 
- E sarei pronta a rifarlo. Non era un infante, solo un mutante degenerato.-
- Appunto. Un mutante. Un prodotto di questa malata invasione.- il senatore avvicinò il viso a Katherina, gli occhi spalancati.
"Non ha più quel solito tono didattico, è.. spaventato. Terrorizzato, pensò".
- Diffondono spore, Katherina. Attraversano gli spazi siderali, piovono dal cielo. Per colonizzarci. Minuscoli bacilli, briciole impercettibili. Le assorbiamo attraverso la bocca, il naso, i pori della pelle. E nelle donne incinte queste spore contaminano il nascituro, che nel migliore dei casi nasce aborto deforme, a volte questo mostro... cresce. E come succede negli octopus la gente è spinta a mentire, rubare, uccidere pur di proteggerlo.- 
Fece un passo indietro, tirò un lungo respiro. Si pulì la faccia sudata con un fazzoletto ricamato.
- Lo sa come riuscimmo a catturarlo, Katherina?-
Il capitano fece cenno di no con la testa. 
- Mandammo i nostri soldati più feroci, fanatici. Idoli delle masse, indottrinati fin dalla culla. E riuscirono. L'octopus sussurrava loro dolci parole, li corrompeva con i suoi raggi psichici, con la telepatia o con la magia chissà! Ma nonostante sentissero questa vocina nella testa che ordinava loro di ribellarsi, di amare quel mostro come loro figlio e fratello, obbedirono. Perchè avevano avuto fede, capitano. Fede nella nostra democrazia.-
Il senatore voltò le spalle alla sfera, s'incamminò verso l'ascensore.
- Capitano Katherina, il Moricum a un anno di distanza è ormai l'epicentro dell'invasione. L'ultimo pallone aerostatico ha trasmesso la presenza di oltre cinque octopus e centinaia di operai e selvaggi indottrinati. Come le ho detto nell'ufficio del sindaco, quelle miniere di carbone devono tornare operative! Sarà il nostro primo, grande scontro con questi mostri che pretendono di corromperci.- 
- Ma perchè io? Perchè non mandare gli uomini ch'hanno catturato l'octopus, no?- 
- Via terra il Moricum è ormai terreno alieno. L'attacco, capitano, dovrà avvenire dall'alto e sommergere di sacro fuoco i nostri nemici.
Inoltre - il senatore sorrise, un sorriso vago e un po' triste.
- Lei nell'esercito viene etichettata come "sociopatica con tendenze suicide". In altre parole è pienamente sacrificabile.- 
A quest'ultime parole a Katherina, stretta nell'ascensore metallico, venne da vomitare. 

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Con il racconto centra poco, ma in questi giorno ho avuto un improvvisa empatia per Lovecraft.... Ancora una volta! Quindi aspettatevi prima o poi qualche racconto- ciofeca anni 20, a tema cultisti e mostruose divinità dementi ^__^



4 commenti:

Daniele Tredici ha detto...

O_O Fantastico!Non ho altro da dire se non che aspetterò un po' prima di leggere l'ultimo capitoletto, altrimenti rimango senza=)...L'octopus e gli alieni sono una svolta EPICA=)

Coscienza ha detto...

Spero che tanto entusiasmo non offuschi le tue capacità critiche ^.^

Per quanto riguardo il lasciare per ultimo il capitoletto temo tu abbia ragione, il racconto prosegue a ritmo sempre più lento, man mano che vado avanti. Conto di finirlo entro natale cmq (spero).

Daniele Tredici ha detto...

L'importante è la qualità...hai scritto altro oltre a questo?

Coscienza ha detto...

Attualmente? nell'ultimo mese due raccontini di circa dieci pagine l'uno in fase di completamento, destinati a un paio di concorsi... E il racconto pulp a tema lovecraft, ovviamente ^^ Verso l'autunno l'università richiederà il suo tributo (lol) ma conto cmq d'aggiornarvi abbastanza spesso^^