sabato 5 maggio 2012

Una vecchia conoscenza

Donne, dirigibili e brutti contadini: X

Capitolo trashosissimo a dir poco.

- Ora di sveglia, piccola!-
Una voce mielata le strillava nelle orecchie. Katherina aprì gli occhi, incrociando lo sguardo meravigliato di una donna grassoccia, dal viso incorniciato in una cuffia da infermiera.
- Ehi! Ma che diamine!- Disse la donna, ridacchiando.- Ti sei svegliata davvero!-
Katherina provò a mormorare qualcosa, per poco non si strozzò. L'infermiera rise di nuovo- Smettila, stronza pensò il capitano- le porse un bicchiere in legno, ricolmo di liquido scuro, a cui  Katherina si abbeverò con cautela. 
"Vino. Con una punta di cannella. E con diversi grammi d'oppio".

- Da quanto tempo?- gracchiò Katherina. "Maledizione, spero che non mi abbiano..." Con la mano libera dal bicchiere si tastò frenetica le membra, scoprì d'avere tutte le ossa a posto. 
" Fiuuu non mi hanno tagliato nulla, Dio sia ringraziato. Non come il povero James. Una baionetta nella gamba, ma il segaossa era talmente ubriaco e stanco che si confuse e gli tagliò un braccio". 
- Quasi tre giorni- cinguettò l'infermiera, sprimacciando il cuscino.- Cominciavamo a chiamarti la bella addormentata, capitano-.
- Sai chi sono?- Chiese Katherina, per ingannare il tempo. Una corrente d'aria le scompigliò un ricciolo dei capelli rossi. Alzò lo sguardo, inquadrò l'unica finestra della stanza. Lasciava entrare ben poca luce. Impossibile che qualcuno in strada la potesse vedere. Uno sguardo al resto dei letti disfatti, vuoti come involucri abbandonati. In confronto ai sovraffollati ospedali militari cui era abituata, la solitudine di quella stanza bianca era straniante. 
- Wow, sono l'unica paziente a quanto pare- 
- Non proprio - l'infermiera sorrise con quel faccione che ricordava più una torta che un volto-
Mi sono presa la libertà di trasferirti nel settore delle malattie infettive-
Katherina inarcò un sopracciglio, attese una chiarificazione. L'infemiera continuò a lavorare come nulla fosse, caricando di liquido verde una siringa. Un brivido le attraversò la spina dorsale:" E se quel maledetto piede di porco fosse stato arrugginito? Certo ho ancora febbre, a giudicare dal sudore e dalla testa che mi sento pesare come un macigno. E tutto quello sporco sui pugnali? Cazzo!"
- Che vuoi dire? Ho preso un' infezione nel duello? Febbre?- 
L'infermiera trattenne un singulto nel palmo della mano, prima di finire per ridere di gusto.
Posò la siringa sul portaoggetti vicino il letto, si appoggiò alla testiera del letto, soffocando gli sbuffi di risa.
- Ah Katherina, Katherina!- La grassona riavutosi dall'attacco d'ilarità stava passeggiando per la stanza- Mio marito mi raccontava sempre di quanto fossi spietata, audace, coraggiosa! Ma non pensavo che a queste tue- un ghigno- doti aggiungessi il dono dell'umorismo!-
- Tuo marito?- 
L'infermiera si voltò di scatto, la sua robusta mole assorbì la poca luce che filtrava dalla finestra.
- Ludwig Junger, soldato cadetto. Era nel tuo dannato equipaggio-
- Era? Un cadetto, l'hanno mandato in licenza suppongo-
- E' morto, Capitano. Linciato vivo da una folla di contadini urlanti-
- Ah- Katherina si morse il labbro, imbarazzata. Nel consolare non era mai stata granchè brava. E in ogni caso dovrei forse sentirmi in colpa? Certo che no, pensò. E questo comportamento, questo tentare d'addossare a lei ogni responsabilità... Altamente irregolare.
- Mi spiace per la sua perdita- mormorò infine con tono piatto.
- Oh non si preoccupi- L'infermiera tornò a sedersi di fianco al letto, le molle scricchiolarono sotto il suo peso. Il tono di voce era gioviale, ma le mani che teneva congiunte in grembo tremavano.- Ho protestato, chiesto che il capitano responsabile della morte di mio marito venisse giustiziato; ma lei Katherina, è intoccabile, lo sa -
Toccò il viso di Katherina con un dito, fece una risata che al capitano agghiacciò il sangue.
"Mio Dio, sono sola con questa pazza?"
- Fino ad adesso!-
- Non so cos'abbia in mente, ma non è colpa mia se suo marito è morto in guerra. E' un soldato e i soldati muoiono, è quello che ci si aspetta da loro-
- Cazzate! - La donna agitò la siringa ormai piena, ne gettò qualche goccia melmosa sul lenzuolo bianco.- L'ha ucciso lei, coi suoi cazzo di ordini e di regolamento! Ho sentito le chiacchere di quello che resta dell'equipaggio, lo sa? Uno a uno li ho ascoltati. E' tutta colpa sua! E' solo una piccola lesbica sadica psicopatica!-
Sillabò la catena d'insulti come lettere di un alfabeto. Katherina aprì la bocca, la richiuse come pesce fuor d'acqua. "Ma in che razza di situazione sono finita?" Pensò. 
- Io non sono lesbica- le uscì infine, con voce quasi perplessa. Era la risposta più stupida che le venisse in mente, ma l'era uscita di getto. Gettò le gambe fuori dal letto, provò ad alzarsi per fuggire, ma le gambe cedettero di schianto. Cercò di calmarsi con lento sospiro, sedendosi sul bordo del letto. L'infermiera sogghignò.
- Pensava di fuggire? Ha perso più sangue di un maiale sgozzato in quel duello! In effetti è un miracolo che sia cosciente in modo che sappia chi sarà a ucciderla -
Katherina si afferrò la testa fra le mani. Il tutto stava diventando un maledettissimo incubo. A peggiorare le cose si sentiva a tal punto stanca che persino preoccuparsi diventava difficile. 
- Non l'ho ucciso io, il suo stupido soldatino- sillabò lenta.
- Sì invece. E sarà la sottoscritta a fare giustizia- Poggiò la siringa sul portaoggetti, l'afferrò per i polsi e la costrinse a distirarsi sul letto. Con gesto tanto affettuoso quanto grottesco le rimboccò le lenzuola. L'infermiera le afferrò il braccio, le scoperse il polso alla ricerca della vena. 
Katherina si guardò intorno, scorse dall'altro lato del letto il portaoggetti, vuoto se non per una forbice abbandonata, a pochi centimetri dalle dita. 
- Sai una cosa?- disse Katherina. L'infermiera trattenne la punta dell'ago a pochi millimetri dalla pelle, fece un'espressione bovina.
- L'ho ucciso io Ludwig Junger - 
Katherina le conficcò le forbici negli occhi. 
La grassona urlò. Schizzi di sangue lordarono il volto di Katherina, un pezzo della sclera le saltò in grembo. L'infermiera si strappò le forbici dagli occhi, un nuovo impetuoso getto di sangue bagnò il pavimento. Girò su se stessa, agitò le braccia verso quella che credeva essere il letto di Katherina. Era la finestra: con urlo soffocato cadde nel vuoto del cortile.


N.B. Nessun infermiera è stata maltrattata per scrivere questo capitolo. :-D

6 commenti:

Arcamalion ha detto...

Una gran perla di racconto.
Posso essere sincero: ad un certo punto ho quasi sperato vincesse l'infermiera :P

Patteggio sempre per i cattivi (anche se in questo caso non saprei dirlo....xD): ora che ci penso, dovrei patteggiare per la capitana!

Coscienza Zeno ha detto...

No dai una gran perla è un filino esagerato, considerando la lentezza nel postare i capitoli >_>

Katherina è un personaggio che ho pensato fin da subito bastardo e arrogante, ma in effetti non mi sarei mai aspettato risvolti così cruenti.. Oh well vediamo cosa diventa :D

Ilaria ha detto...

Un po' in ritardo ma ammetto che questo capitolo mi è piaciuto particolarmente. Forse la caduta dalla finestra è effettivamente un po' troppo trash :P

Coscienza ha detto...

Grazie! A dire il vero la questione forbici negli occhi+ caduta dalla finestra è in effetti da riscrivere in modo da farla suonare un minimo minimo più credibile ^__^ O almeno rileggendo la scena a distanza di tempo suona un po' artefatta, forse

Daniele Tredici ha detto...

Questo capitoletto merita. Ma ciò che mi è piaciuto di più è che a questo punto si intravede anche l'andamento della storia. Mi piace la sua linearità, lo snocciolarsi degli eventi uno dopo l'altro. Ogni frammento è strutturato con un inizio ed una fine, ma al contempo collegato agli altri con naturalezza. Questo è sicuramente un punto di forza della tua narrazione.
Ti segnalo una frase che non suona molto:
-"Si tastò frenetica con la mano libera dal bicchiere le membra" (11esima riga) scorre meglio così "Con la mano libera dal bicchiere si tasto frenetica le membra".

Coscienza ha detto...

Grazie^^ Speriamo di riuscire a mantenerla questa "linearità" :)
Corretto l'errore.