giovedì 29 dicembre 2011

Teratogenesi

Donne, dirigibili e brutti contadini V parte
 
Se questo è il primo capitolo che leggete, consiglio d'iniziare dal primo, su 
Fumo denso come pece usciva dalle alte ciminiere che sormontavano la fila di stamberghe e capanne di lamiere e mattoni.

Katherina tossì un paio di volte, respirando quell'aria densa di cenere e polvere.
Come potesse la gente vivere a così stretto contatto con le industrie della città faticava a capirlo.
Camminò a fianco del sergente, guardandosi in giro, cogliendo immagine dopo immagine un quadro dei sobborghi della città.
Una banda di tre, quattro ragazzini pelle e ossa le tagliò la strada, inseguiti da un poliziotto dall'elmo in cuoio nero
e un manganello in mano, il viso paonazzo. Un mendicante dalle dita fratturate chiedeva la carità nel fango della strada,
le mani un groviglio di rami spezzati. Un giovane con bombetta e uno stretto panciotto malmesso, ma pulito chiaccherava
con una giovane coppietta di turisti, lui con bastone da passeggio placcato d'oro, lei con ombrellino parasole bianco crema,
grottesco nel nero della città. Mentre Katherina passava, il giovane già faceva scivolare la mano nelle tasche dell'uomo,
illustrando al contempo con fare teatrale le principali meraviglie architettoniche della città.
Il capitano dello zeppellin trattenne un sogghigno. Poveri idioti!
- Signora, signora, la prego un soldo per il mio bambino- piagnucolò una sedicenne dal viso scavato, in ginocchio nel fango,
come tutti i mendicanti. Nell'incavo formato dal braccio giaceva un bambino avvolto in fasce marroni tanto erano luride.
Katherina voltò la testa da un altra parte e affrettò il passo, ma l'adolescente si aggrappò con la forza della disperazione agli stivali.
Il capitano ne incrociò lo sguardo e rabbrividì violentemente. Una cataratta copriva l'occhio sinistro come una benda bianca,
umidiccia, dietro il cui velo qualche sinistro bagliore si agitava irrequieto.
Esattamente come l'occhio del prete ribelle a capo dei contadini. La sensazione, un insieme di vertigine e paura, era la stessa.
La voce del sergente, che la chiamava qualche metro lontano, riportò Katherina alla realtà e presto il disgusto superò ogni paura.
- Ma levati, disgraziata! -
- La prego signora! Lei è come un angelo di bontà, un – Il capitano scalciò con forza per liberarsi della presa e la punta dello stivale
fracassò la mandibola della donna che ricadde nel fango, un rivolo di sangue e qualche dente sparsi per terra.
Il bambino cadde nel fango e attaccò a piangere, con suono più acuto di una sirena d'emergenza.
Il capitano lo afferrò con la punta delle dita, cercando di non sporcare l'uniforme nuova-
questo lo affido a un orfanatrofio, non certo a una buona a nulla che vive mendicando!- e rabbrividì di violento disgusto.
Una crosta di sudore e lezzo rancido copriva il neonato, ma non era quello il peggio.
Il viso era strabico, un occhio grande il doppio del normale, la pupilla assente, un puntino nel bianco della sclera dilatata.
Katherina cominciò con uno dei guanti a togliere i bendaggi e sentì in bocca i primi sintomi di una forte nausea.
Qualcosa si agitava sotto le fasce sporche, qualcosa premeva per uscire e non erano certo i piedi o le mani già strette a pugno.
Con forte strattone strappò gran parte delle strisce di cotone attorno al petto. Un soldato urlò, un altro vomitò la colazione.
Tutt'intorno al petto del bambino, a raggiera come un anemone di mare, mostruosi tentacoli si agitavano incessanti.
In effetti Katherina stentava a distinguere dove terminasse la pelle del bambino e inizasse l'attaccatura del tentacolo.
Erano tanti, sottili e finissimi e si agitavano in modo incessante, protendendosi a tastare il polso della donna.
- Che cos'è questa... cosa?-
- E' mio figlio-
La mendicante s'era rialzata e prese il bambino, cominciando a coccolarlo come se niente fosse, il mento ancora sporco di sangue secco.
- E' mio figlio e gli Antichi l'hano benedetto con grandi doni-
I tentacoli s'avvinghirono al seno della donna e cominciarono a succhiare. La donna si morse il labbro. Non doveva essere piacevole.
- E io ne sono grata-
- Non è un bambino, è un aborto della natura-
Katherina estrasse la pistola dal fodero, l'armò con uno scatto del pollice, la puntò verso il neonato.
Tre fucili le vennero puntati alla tempia.
- Niente scherzi, capitano. Da queste parti non si uccidono bambini per qualche piccola mutazione dovuta a smog e veleni -.
- Crede davvero che un pò d'inquinamento possa far nascere simili mostriciattoli? E' ancora più stupido di quanto pensassi! -
- Non è un mostro! E' il prescelto degli dei, blasfemi!-
La donna aveva ripreso con le sue fastidiose assurdità.
- Verranno dal cielo e vi puniranno tutti!-
Katherina riconobbe con noioso deja vu i toni del prete. Una qualche setta religiosa pensò.
Se ne formavano in continuazione fra operai e contadini, promettendo rivoluzioni e riforme.
L'unica spiegazione possibile per insulti e maledizioni a tal punto elaborate.
- E questi dei.. - Aggiunse Katherina, che si sentiva d'improvviso ansiosissima d'indagare.
- Basta! Finitela entrambi! Tu donna- il sergente afferrò la mendicante per il braccio, la spinse via dalla strada.
- Vattene! Quanto a lei, milady, siamo in ritardo per l'appuntamento con il senatore!-
Prima di andarsene Katherina gettò un ultima occhiata al bambino e alla madre.
Dal buio del vicolo in cui erano state gettati madre e figlio ricambiarono lo sguardo e sorrisero con i denti spezzati.
Katherina si affrettò a distogliere lo sguardo.


Com'è ormai tradizione, a te lettore che hai faticato per giungere fin qui, leggendo i mie scarabocchi, 
ecco una donnina in simil-corsetto per restare in tema vittoriano. Il giorno in cui la donna ha iniziato a vestire maglioni e jeans, 90% della sua sensualità è stata orribilmente cancellata :P






4 commenti:

Daniele Tredici ha detto...

Questo capitoletto ha segnato un'impennata del gradimento!ottime le descrizioni iniziali e superba la scena con il neonato tentacolare...l'ambientazione a cui stai dando forma è veramente originale e ispirosa!...t segnalo 2 errorini: "La prego signora! Lei è come un angelo di bonta" (manca l'accento su bontà). Poco più giù "...qualche dente sparsi per terra. Il bambino cadde per terra..." ripetizione terra-terra.
Molto apprezzato anche il bonus fotografico=)

Coscienza92 ha detto...

sai vero che volevo eliminare codesto capitolo, perchè temevo che l'idea del bambino mutante disgustasse un po' troppo il lettore? ^__^ felice d'essermi sbagliato e grazie per le correzioni ;)

Daniele Tredici ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Daniele Tredici ha detto...

Forse il lettore medio, ma chi è avvezzo ad un certo tipo di "ambiente" non può che essere felice di certe trovate!=)