La prima
guerra mondiale è stato l'unico conflitto dove la fanteria ha
combattuto nelle trincee. Dal momento della nascita del carro armato,
la fata turchina degli armamenti ha deciso che le trincee non
sarebbero mai state più usate e che la guerra sarebbe diventata
mobile. La seconda guerra mondiale è infatti caratterizzata
dall'assenza delle trincee. La guerra di trincea sul fronte
orientale, il Vallo Atlantico, la linea Sigfrido, la guerra di trincea
nelle città sotto assedio, dalla Francia, al Belgio, alla Germania.
La corsa alla capitale, Berlino. Sebastopoli. Stalingrado. Varsavia.
In ciascuna di queste occasioni, così come in Africa e sul fronte
giapponese a Iwo Jima, le trincee e la guerra di logoramento hanno
svolto un ruolo tutt'altro che “marginale”.
Le trincee
non sono nemmeno nate con la Prima Guerra Mondiale.
Negli assedi
dal XVII al XVIII secolo, così come nelle battaglie campali dove gli
elementi naturali lo permettevano, trincerarsi era la tattica
tradizionale. Nell'epoca post napoleonica, l'assedio sanguinoso e
interminabile a Sebastopoli (1) è stata senza alcun dubbio
guerra di trincea. La guerra di Crimea risulta, per l'uso delle
tecnologie e per l'attrito evidente tra tattiche tradizionali e nuove
tecnologie, una chiara antesignana della prima guerra mondiale.
La guerra
civile americana è una successione di assedii e battaglie campali
dove sia i nordisti che i sudisti si trincerano. L'artiglieria ha
talmente progredito dall'era napoleonica che assaltare in massa
risulta una tattica suicida.
La guerra
russo-giapponese del 1905, l'ennesimo esempio di guerra di trincea.
La dottrina occidentale dell'elan, applicata dai giapponesi,
si infrange sul filo spinato, sulle mitragliatrici e sulle trincee
russe di Port Arthur.
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| (1914) |
