La Cthulhu Apocalypse è finalmente arrivata.
Negli
ultimi mesi la Dunwich Edizioni ha lanciato una nuova serie di
romanzi lovecraftiani, che partono dal caciarone presupposto che
tutto quanto il buon H. P. ha scritto sia tratto da fatti reali e che
dunque Cthulhu, Shoggoth, Dagon&compagnia sono vivi e
reali, pronti a sbranare l'umanità pezzo per pezzo. L'esistenza di
queste creature è tenuta segreta solo dal duro lavoro di un Ordine
di Custodi, che vigila su questa terribile verità. L'idea, che sa un
po' d'action dell'Asylum, è tuttavia narrata con notevole abilità
nelle prime due novelle della serie, Lovecraft's Innsmouth, di
Claudio Vergnani e R'Lyeh: Dal Profondo, di Daniele Picciuti.
L'idea
di partenza mi sembra buona, indubbiamente furba dal punto di vista
delle vendite; inserire ormai la parola “Cthulhu”, “Dunwich”
e “Lovecraft” garantisce in questo periodo di revival
dell'horrore cosmico almeno una vendita sicura. Non dobbiamo in
questo caso aspettarci una ripresa alta del maestro di Providence,
alla maniera di un Ligotti oltremare, nel caso della Cthulhu
Apocalypse le atmosfere ricordano i Resident Evil, i complottismi
alla Dan Brown. Non aspettatevi in queste prime due novelle il senso
di annichilimento cosmico, di formica al cospetto di Dei
imperscrutabili che attanaglia il lettore nelle più riuscite opere
di questo filone. Ai maledetti uomini-pesce si risponde con un colpo
di shotgun, all'arrivo di Dagon si detona una testata atomica.
L'etichetta
Cthulhu Apocalypse può inoltre trarre in inganno, dipingendo nella
mente del lettore scenari d'incubo da fine dei tempi, d'Apocalisse
appunto. Al contrario, la Cthulhu Apocalypse della Dunwich Edizioni
muove le sue trame nel gioco d'ombre di congiure e società segrete.
Nel
caso di Lovecraft's Innsmouth e R'Lyeh Dal Profondo gli autori hanno
scelto di riprendere protagonisti già comparsi in precedenti
romanzi, “adattandoli” alla nuova minaccia soprannaturale della
Cthulhu Apocalypse. Non ho ancora letto i romanzi cui gli autori
fanno riferimento, pertanto mi scuso se eventuali osservazioni sui
protagonisti trovano spiegazione nei volumi precedenti.
Claudio è un operaio edile in un cantiere allo sfascio, gestito da compagni
tagliagole e capi aguzzini. Dopo essersi licenziato e aver rischiato
l'ennesima zuffa, sceglie di lavorare come guardia del corpo assieme
al suo vecchio amico Vergy, al servizio di un tranquillo professore
universitario chiamato Franco Brandellini. L'anziano è un
appassionato di H.P. Lovecraft, che ardentemente desidera visitare un
nuovo parco giochi costruito in suo onore: Lovecraft's Innsmouth. Il
parco riproduce a pochi chilometri dalla reale Innsmouth il villaggio
di pescatori dell'opera “Shadow Over Innsmouth”. Ma giunti a
destinazione, la nuova Disneyland si rivelerà decisamente più
realistica di quanto ci si sarebbe aspettati...
Il
romanzo di Vergnani, giacché il primo della serie Cthulhu
Apocalypse, si accolla l'ingrato dovere di fare d'apripista per le
opere successive. Di conseguenza compaiono qui le prime spiegazioni,
come il primo tentativo di mettere in atto il setting escogitato
dalla Dunwich edizioni.
Franco
Brandellini, personaggio che ritornerà nell'opera di Piciutti, è in
realtà il custode di un ordine segreto, col compito di nascondere
una terribile verità: tutto quello che aveva scritto Lovecraft non è
un'invenzione, non è opera di fantasia, ma trae radici dalla realtà.
Gli Antichi esistono, vivono tra noi; ghoul infestano le fogne delle
nostre città, mentre divinità acquatiche masticano sommergibili sul
fondo degli oceani. L'idea può venir resa con toni drammatici alla
Dan Brown, sprofondandola facilmente nel ridicolo. Vergnani la
introduce invece poco a poco, acclimatando i suoi eroi dapprima alla
finzione letteraria del racconto di Innsmouth, in seguito inserendoli
nella finzione di “Luna park” e per ultimo rivelando la verità
sul ruolo del “turista professore”. L'idea pertanto suona
convincente, trasmessa com'è dalla voce narrante di Claudio:
«Dagon è quel pagliaccio che esce di colpo dall'acqua come una rana cui abbiano strinato il culo e si avvinghia a un obelisco falliforme emettendo versi da deficiente», riassunse Vergy.
«Un'ottima sinossi da seconda di copertina», riconobbi. «Essenzialmente, sì. »
«E il tipo che racconta la storia trova il tempo di scrivere una cosa tipo Alla finestra! Alla finestra! Prima di buttarsi di testa come un tuffatore cinese alle Olimpiadi...»
«Ancora una volta, sì.»
«Un uomo scrupoloso, niente da dire. Mi meraviglio che non abbia trovato modo di descrivere anche la quantità di merda che si è fatto nelle mutande.»
«Il libro non ne parla. Probabilmente quello è un dettaglio che ha preferito omettere.»
Vergy scosse il capo. « Certa gente legge proprio di tutto. Mi ricordo che ogni due righe c'era sempre qualcosa di mostruoso, indicibile, abnorme, blasfemo, innominabile...»


