Per un motivo o per l'altro,
quando una settimana fa sono giunto in edicola chiedendo l'ultimo
numero di The Games Machine, mi sono improvvisamente reso conto che non
acquistavo una rivista da almeno, sei mesi? Uno, due anni, non considerando qualche occasionale quotidiano, subito accartocciato nel
cestino vicino alla scrivania.
Insomma, un bel po' di
tempo.
Come per i libri cartacei,
sarebbe ingiusto incolpare solo internet, che pure nel campo
videoludico ha da tempo soppiantato le tradizionali riviste; diciamo
pure che sia la mancanza di tempo che denaro aveva svolto un ruolo
fondamentale. Allo sfogliare la rivista avevo sostituito il surfare i
blog di turno, all'aggiornarmi sulle ultime mirabolanti anteprime su
riviste come Giochi per il mio computer, ero passato a più
soddisfacenti aggiornamenti in tempo reale. Insomma, è il progresso, dopotutto.
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| rip in peace :-( |
completato l'avvilente quadretto: ricordo ancora con malcelata sofferenza gli ultimi mesi d'uscita di quella che un tempo era fra le mie riviste preferite, Giochi per il mio computer.
Costretta a un'anoressia di
pagine sempre più forzata, continuamente storpiata dalle politiche
della Sprea, inutilmente appesantita dal videogiochi (in)scatolati
che proprio in quegli anni subivano la massiccia offensiva via Steam,
Giochi per il mio computer era scomparso come un desaparecidos in
terra messicana.
Ricordo quanto si allungassero sempre più i ritardi, fino a quando... la rivista svanì.
Come vento nel deserto. O qualcosa del genere.
Certo, lo scorpione Sprea ci aveva messo di suo un pungiglione avvelenato, nel terminare la rivista, e tuttavia leggendo gli ultimi numeri, sottrarsi da una chiara sensazione di stanchezza generale, era piuttosto difficile.
Ricordo quanto si allungassero sempre più i ritardi, fino a quando... la rivista svanì.
Come vento nel deserto. O qualcosa del genere.
Certo, lo scorpione Sprea ci aveva messo di suo un pungiglione avvelenato, nel terminare la rivista, e tuttavia leggendo gli ultimi numeri, sottrarsi da una chiara sensazione di stanchezza generale, era piuttosto difficile.
Ad ogni modo, ricordo Giochi
per il mio computer con affetto. Nel valutare recensioni e anteprime
spesso il giocatore-lettore si preoccupa di voti, numeri e immagini;
tuttavia in Gmc c'era una cura nel linguaggio, nella costruzione
delle frasi che sebbene sarebbe ardito definire raffinata era lontana
dai modelli caciaroni che ora propongono- con criteri che sarebbe
imbarazzante definire criteri! - youtubers dalla bocca sporca di
latte (e disinformazione). Nel frattempo, impianti come Multiplayer
mantengono il tradizionale assetto da sito video ludico con novità e
recensioni, ma in cambio, mascherandosi dietro la facciata gratuita, rifiutano di pagare qualsiasi volenteroso freelancer.

