Se si studia filosofia
estetica, o anche solo se si è familiari con la storia dell'arte
contemporanea, si saprà che nel '900 lo sforzo principale vuole
l'abbandono dell'immagine tradizionale.
Sintetizzo: l'immagine
non vuole più essere rinchiusa nel quadro/cornice, né limitata alla
prospettiva rinascimentale, all'uso della pittura, alla
raffigurazione umana. Sopratutto, si cerca di far sì che l'immagine
diventi immagine di se stessa; non “qualcosa” che raffigura
“qualcos'altro”, non uno strumento alternativo alla fotografia,
ma un'arte a sé stante.
L'immagine non deve per
forza raffigurare qualcosa di realmente esistente lì fuori, né
rappresentare qualcos'altro al di fuori di sé stessa, ovvero
dell'immagine. Si cerca pertanto di mostrare la nuda immagine,
esposta come essere puro, astratto dalla realtà.
I quadri travalicano le
cornici, i muri del museo, le costrizioni delle pitture tradizionali.
Non sono un laureato in
lettere, ma la prima metà del ventesimo secolo, le avanguardie,
James Joyce e lo stream of consciousness a mio giudizio hanno
molto contribuito a liberare il romanzo dalla sua cornice,
esattamente come il quadro. Questo tentativo non ha prodotto opere
“leggibili”, ma sul piano delle idee si sono compiuti passi da
gigante.
