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domenica 9 dicembre 2012

Ombre oscure su Hobbitville


A pochi giorni dall'uscita del film "Lo Hobbit: un viaggio inaspettato" ho bene pensato di raggruppare un po' di notizie curiose, che spaziano dalle polemiche, nei cui confronti mi permetto in totale assoluta Parzialità difendere Jackson, ad alcune riflessioni sul controverso uso del treddì e dei famosi "48 fotogrammi al secondo". 

Cominciamo dal dente guasto, ovvero dalle polemiche.
La perversa macchina mass mediatica s'era alcune settimane fa messa in moto ad accusare Jackson d'inumane crudeltà sugli animali. Presentato come l'Hannibal Lecter della situazione, il regista veniva accusato della morte e sofferenza d'oltre ventisette animali. Per esattezza riporto quanto la Peta afferma (va):
 «Due cavalli si sono rotti il collo scivolando in un burrone: uno è stato sottoposto ad eutanasia, l’altro è stato trovato morto con il muso nell’acqua. A un terzo cavallo è stata cambiata improvvisamente la dieta ed è morto di coliche. Un altro, di nome Shanghai, è stato lasciato a terra con le gambe legate per oltre tre ore perché era stato giudicato troppo attivo. Pecore e capre sono morte per infestazione da vermi o cadendo in doline mentre decine di polli sono stati uccisi dai cani»
Ora, premessa che non nutro eccessiva simpatia per gli estremisti, ancor più quando sono animalisti vegani con larga esperienza in accuse false e infondate, e necessaria ancora premessa che con tutta la mia (scarsa) empatia, fatico a trovare essere una "tragedia" la morte di "decine di polli".
Tuttavia, resta necessaria una difesa.