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martedì 2 luglio 2013

Incontro galante (racconto)

Sto lavorando in queste settimane a due racconti. il primo è incentrato sul tema della Fantareligione, ed è per così dire ancora in alto mare (ma già vede la spiaggia).

Il secondo ha già la sua prima stesura, che vi presento per non affaticarvi troppo in tre parti. E' una sorta di gioco a incastri, un esperimento di piani che s'incrociano e intersecano.
Commentate che vi sembra ^__^

Incontro galante (titolo provvisorio) 


Sorseggiava il thè con mano percorsa da piccoli tremiti.

“ Ancora mezz'ora, poi finalmente! Vederla, a tutti gli effetti. Un vero appuntamento! Non più incontri informali, lunghe ore a chattare, interminabili lettere scambiate via posta pneumatica! Vedersi, vedersi sul serio”.

Al pensiero, chiuse gli occhi, respirò a fondo. Svuotò le ultime gocce del thè nel lavabo della cucina. 
Lisciò qualche invisibile piega nella camicia bianca, infilò con destrezza consumata la giacca in tweed, prima di assestare sulle ventitré quella paglietta che tanto successo andava incontrando nell'estate parigina. Impugnò il bastone, controllò con improvvisa torsione del polso che la lama nascosta scattasse come sempre, oliata alla perfezione.

“ La crisi dell'industria siderurgica ha colpito duro. Perdio, la competizione oltremare è insostenibile, ormai! “ Scosse la testa. “ Quanti poveracci disperati, per le strade “.

Uscì di casa fischiettando allegro.
Nell'attimo che mise il primo piede sul marciapiede ansimò, poi aggrappato come un vecchio al bastone per poco non scivolò a terra, le ginocchia che tremavano. Ansimò. Il cuore batteva peggio di un tamburo turco. Una strada di asfalto e fango, dove sfrecciavano automobili insozzate di luccicanti messaggi pubblicitari. Grattacieli diroccati e immensi, dalle nervature di contrafforti e archi lisci e minimali, agitate all'occasione da vivaci spot pubblicitari. Nel sudiciume di cartucce scariche di sigarette elettroniche, gomme da masticare e cartoni della pizza, sedeva accovacciato un mendicante dalla mano protesa.

<< Licenziato per riassetto quadri aziendali. Fame! >>

Sotto gli occhi allucinati dell'uomo, il mendicante afferrò per la gamba un'impiegata che camminava veloce, cartellina sotto braccio. Poi alle urla della donna, cavò fuori la scheggia affilata di un vecchio i-phone distrutto.
Alla scena, l'uomo si strofinò le palpebre con disperata frenesia. Le automobili scomparvero, la folla sudata in t-shirt piene di loghi, minigonne e sandali di plasticaccia, pure. Ora un onesto via vai di popolane, dalle gonne che lisciavano un gentile acciottolato di porfido affollavano la strada. Un guazzabuglio di calessi e carrozze delle più svariate fogge sfrecciavano a velocità impensabile sul selciato.

“Ah, meglio. Molto meglio. “.

Il medicante ora esibiva una giacca a due code unta e stracciata, con la gamba sinistra amputata da una palla di cannone della Guerra in Crimea. Maneggiava la scheggia affilata di una bottiglia di whisky di scarsa qualità. L'impiegata tuttavia, era ancora in minigonna e cartellina, con all'orecchio un auricolare per cellulare. L'uomo storse il naso, irritato.

“Sbavature, bug. Tornano sempre”.

Con passo veloce raggiunse i due protagonisti, minacciò col bastone sollevato:

- Pezzente plebeo! Minacciare così una fanciulla indifesa! -

Il mendicante lo fissò con occhi socchiusi, infastiditi.

- Cazzo vuoi, merdaccia? -

L'uomo trattenne l'impulso di sputargli in faccia. Avvertii un crepitio alle orecchie, mentre la vista per una seconda volta vacillava.

- Perdio, nobilotto tisico dei miei stivali, vattene, che non è posto per te questo! - Cambiò voce il mendicante, prima di mirare ai tendini dell'impiegata. In quell'istante l'uomo menò una randellata, cercando al contempo di afferrare al braccio l'impiegata oggetto di contesa. 
La scheggia dell'i-phone scivolò sanguinante sulla coscia della vittima. Il mendicante cercò di alzarsi, ma l'uomo aveva già allineato la punta del bastone al petto del nemico. Ruotò il polso, la lama fuoriuscì con schizzo di sangue dritta nel polmone destro, inchiodando il barbone al cemento.
L'uomo si chinò, frugò nelle tasche del mendicante. Rinvenne la tessera magnetica, che porse all'impiegata. 

- La presenti al Municipio, e riscuota i soldi della taglia. Sono sempre felici, quando ci liberiamo dei senzatetto - Poi, in tono cavalleresco, aggiunse – Si tenga pure tutti soldi, a me non servono -

Voltò la testa, ma l'impiegata era già salita su un taxi, scomparsa nel caos urbano. Mugugnando un'imprecazione, chiamò una carrozza, che arrivò con strombazzare di lampeggianti.

Aveva un appuntamento, dopotutto.