Siamo
ancora agli albori di quanto si potrebbe fare con le stampanti 3D.
Prendiamo
solo i giochi di miniature – tabletop
wargaming,
per usare l'espressione inglese, che risulta più azzeccata, più
settoriale. Al momento si usano le stampanti per tagliare i costi di
produzione, proporre miniature su “ordinazione” e permettere alle
aziende di medie dimensioni di produrre miniature al doppio della
normale velocità. Ma al di fuori d'occasionali tentativi di offrire
direttamente ai giocatori i mezzi per creare le loro miniature, il
processo resta molto tradizionale: si producono giochi fantasy, che
imitano il colosso Warhammer, o scelgono la strada del fantasy
“generico”; oppure si producono giochi sci fi, che imitano il
futuro di tute potenziate e alien(i) tracciato da Heinlein&Warhammer
40000. Occasionalmente, si tentano strade diverse, ma pur sempre
nell'alveo di prodotti convenzionali: lo sci fi ultra stilistico
d'Infinity, il mash-up di Malifaux, il cyberpunk di Hint, e di tanti
altri. Ma sopratutto si continua a fare l'occhiolino alle grandi
produzioni, come a sottolineare al giocatore continuamente, che sì,
non c'è problema, abbiamo il nostro sistema di regole, ma
l'importante è che puoi usare questo generico soldato-spaziale-con
fucilone per il tuo gioco “grande”, che sia l'ennesimo imperatore
sul trono, o il jedi di turno, o l'agente cyberpunk della
Corporation...
Al
di fuori della Wyrd Entertainment, chi cerca davvero d'offrire giochi
con una loro anima, una loro identità, slegati dai soliti setting...
Sono piuttosto rari.
Quanto
sarebbe bello un gioco da tavolo ambientato ai giorni nostri, magari
con un piglio horror che rubacchi dalla body horror del primo
Cronenberg, con bande di derelitti dalla carne fusa con televisori&co
in lotta contro sette barkeriane? O quanto sarebbe bello un gioco che
riproduca con scala 6mm una moderna riot,
incorporando gli ultimi studi sul comportamento delle folle e il loro
controllo (con magari due giocatori, l'uno che protesta, l'altro che
argina la massa?). Certo, giochi difficili. Da realizzare e tradurre
in meccaniche convincenti. Tuttavia, sperimentare con scale e modelli diversi è ora possibile,
rischiando infinitamente meno rispetto al passato. Sono convinto che
più andremo avanti, più vedremo modelli e prototipi decisamente
distanti dagli schemi convenzionali.
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| Videodrome, artbook. |
