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| Fan Art di Hidrico Rubens |
William Gibson è stato spesso accusato di scrivere con uno stile incomprensibile, Bruce Sterling si diletta con barocchismi; il tutto non fa che evidenziare la povertà stilistica della fantascienza, dove il riferimento e l'esplicita ripresa di un canone “alto” allontana il lettore di genere, mentre la struttura fantascientifica allontana il lettore mainstream.
Richard K. Morgan, in tal senso, si pone dentro un'altra tradizione,
ovvero quella del pulp.
I suoi libri sono una formidabile macchina narrativa dove il motore è
un action muscolare, la benzina un ritmo forsennato, la
carrozzeria descrizioni attente e feticistiche, mentre infine a
trattenere questo bolide della velocità cyberpunk ci pensa un
guardrail tanto noir quanto di fantascienza hard.
In altre parole Richard K. Morgan è un autore che sfrutta il cyberpunk per spingere il pulp verso una terra incognita di estremi raramente toccata da qualsiasi categoria.
In altre parole Richard K. Morgan è un autore che sfrutta il cyberpunk per spingere il pulp verso una terra incognita di estremi raramente toccata da qualsiasi categoria.
Come ho scritto in altre occasioni, se c'è una narrativa sotto
steroidi, è questa. Il cuore letterario batte debole, rischia più
di una volta un infarto, ma i muscoli del genere brillano alla luce
del neon.
