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lunedì 12 giugno 2017

Il vampiro in fondo al tunnel - Lo splatterpunk di Skipp&Spector


Odio Stephen King. 
Odio i suoi romanzi chilometrici, i suoi protagonisti monocorde, le sue fotocopie biografiche di professori e scrittori nevrotici. 
Odio sopratutto i suoi finali rassicuranti, i suoi mostri borghesi, le sue violenze sempre nel giusto mezzo, nella giusta situazione, nel giusto tenore. 
Odio i brividi che regala(va) alle sue lettrici casalinghe e cinquantenni, la falsa rassicurazione di un terrore che non è mai vero terrore, di uno psicopatico contenuto, controllato, levigato quel tanto per tenere col fiato sospeso il lettore senza mozzarglielo quel fiato, mutilarlo, spingerlo in un angolino a piangere balbettando. 
Odio il suo Maine piovoso e tranquillo, le sue famigliuole benestanti intente a compiere atrocità con la stessa calma con cui pagano le tasse, portano i figli a scuola, pregano e bestemmiano. 
Odio le sue cittadine tranquille, sonnolente, dove tutti hanno un lavoro, una pensione, un'assicurazione sanitaria, una vita da felici pezzi di merda soddisfatti di vivere dentro un bozzolo di mediocre privilegio. 

lunedì 23 marzo 2015

Il Trono della Luna Crescente, di Saladin Ahmed


Dhamsawaat è una grande città nel mezzo del deserto: una metropoli araba sul modello di Samarcanda, o delle innumerevoli città che costellavano il medioriente nel basso medioevo. Nasce attorno a una fonte d'acqua, si sviluppa in un confuso agglomerato di casupole e minareti dalle alte guglie sulle fondamenta di civiltà più antiche, di probabile matrice ellenistica/egiziana (gli dei morti). E' retta da un potere centrale, il Califfo, con una sua corte di maghi, indovini e sacerdoti. Il Califfo governa Dhamsawaat con pugno di ferro, grazie al potere conferitogli dal trono della luna crescente.
Adoulla Makhslood è un uomo anziano, membro dell'ordine dei Cacciatori di Ghul. E' un esperto nelle arti mistiche, a suo agio a combattere contro demoni e mostri partoriti dall'adorazione dei vecchi dei pagani. Lo aiuta Raseed, un giovane derviscio esperto nel combattimento a mani nude e con la scimitarra. D'agilità spaventosa, è tuttavia poco più di un ragazzo cresciuto come un monaco guerriero. Raseed aiuta Adoulla nei combattimenti, mentre Adoulla aiuta Raseed nelle occasioni sociali, cercando di sciogliere un po' la rigida mentalità del ragazzo.
Proprio mentre Adoulla gusta una tazza di tè al cardamomo riflettendo d'essere troppo vecchio per questo genere d'imprese, scopre una terribile minaccia all'ordine di Dhamsawaat. Una coppia che viveva nelle paludi è stata brutalmente assassinata, l'unico sopravvissuto il figlio, che racconta balbettando di demoni soprannaturali, altrimenti chiamati ghul. Sul luogo dello scontro, Adoulla e Raseed vengono salvati da un'imboscata di ghul solo per intervento di Zamia, una selvaggia dalle tribù del deserto. La ragazza è l'unica sopravvissuta della tribù, massacrata dagli identici nemici soprannaturali che devono affrontare Adoulla e Raseed. Zamia inoltre è una mutaforma, in grado di trasformarsi in una leonessa ringhiante, le cui zanne sono tra le rare armi in grado di ferire un ghul. E' ormai chiaro che c'è la mano di un mago votato all'Angelo Traditore, in tutto questo...