“Qui inizia una invero crudele, terrorizzante storia su un uomo selvaggio e assetato di sangue chiamato Principe Dracula. Come richiese di impalare i suoi nemici e bruciarli e bollire le loro teste in una pentola e spellarle e tagliarle a fette come verdure. Ordinò anche di arrostire i bambini davanti alle loro madri e ordinò di farli mangiare alle madri stesse. E molte altre orribili cose sono scritte in questo trattato e sulla terra dove governò...”
Frontespizio di un pamphlet di Norimberga, 1499.
1462: un
Principe Valacco e il suo piccolo esercito fronteggiano solitari la
formidabile macchina militare dell'Impero Ottomano.
Ma questo
principe, Vlad Tepes, non è un uomo normale: i turchi invano
inseguono il miraggio di uno scontro aperto, scontrandosi invece con
le tenebre di una psychological warfare ante litteram.
Imboscate,
attacchi notturni, pozzi avvelenati e villaggi bruciati. E infine
l'arma del terrore: oltre 20000 turchi impalati su aguzzi pali di
legno.
Vlad Tepes è
morto. “Vlad l'Impalatore” è divenuto immortale.
Questa è
(sono) la (le) sue storie.